Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 13:12

Waymo, il robotaxi per tutti.

Redazione ·

Il servizio di taxi senza conducente di Waymo a Phoenix riprende dopo lo stop imposto dalla pandemia e diventa ancora più grande. A partire dal 9 ottobre, chi era iscritto alla piattaforma Waymo One, potrà tornare a usufruire dei passaggi sui mezzi automatizzati dell’azienda di Alphabet (spin off di Google) ed entro poche settimane il servizio verrà ampliato a chiunque scarichi la app sul proprio smartphone. I robotaxi di Waymo opereranno in un’area di circa 130 chilometri quadrati nella città dell’Arizona.

In una conference call il ceo John Krafcik ha comunicato che questo è solo un primo passo: presto i van Chrysler Pacifica – che in questa fase di rilancio avranno ancora un assistente a bordo – diventeranno totalmente autonomi. Il passo successivo sarà quello di raddoppiare l’area della città coperta dal servizio. Tutti i cambiamenti - ha sottolineato il ceo - sono concordati con le autorità cittadine e statali.

Krafcic ha fatto capire che presto i suoi robotaxi potrebbero iniziare a lavorare anche al di fuori di Phoenix: “Ci piacerebbe – ha detto – portarli anche nel nostro stato, la California”, ma non ha fornito ulteriori particolari.

Prima la sicurezza

La pandemia ha ridotto ai minini termini la domanda di servizi come i taxi o il ride hailing. Waymo ha intensificato l'attenzione alle condizioni igienico-sanitarie dei suoi veicoli e monitorerà i furgoni da remoto. Ai clienti verrà richiesto di indossare sempre le mascherine quando si trovano a bordo.

I taxi saranno regolarmente puliti grazie a una partnership di manutenzione e gestione della flotta che Waymo ha stretto con il rivenditore AutoNation. Inoltre Fca - che fornisce la gran parte dei veicoli - ha fatto sapere di aver installato un sistema in grado di cambiare totalmente l’aria a bordo dopo ogni corsa.

La grande corsa

Prima che la pandemia di coronavirus costringesse l’azienda a sospendere le operazioni nella primavera di quest’anno, Waymo stava usando veicoli senza assistente umano a bordo per fornire dal cinque al dieci per cento su un totale tra le mille e le 2mila corse a settimana nella zona di Phoenix.

La mossa di espandere il servizio rende la società californiana – che ha raccolto quest’anno oltre 3 miliardi di dollari da investitori esterni – nettamente in testa nella corsa ai robotaxi, finora rallentata da difficoltà tecniche e normative. Molte aziende impegnate nella ricerca, infatti, hanno preferito concentrarsi sull’automazione dei veicoli commerciali per la consegna delle merci.

Le aziende rivali di Waymo sono ancora indietro nella corsa ai robotaxi per tutti. Cruise, controllata da General Motors, sta testando veicoli a San Francisco, ma finora non ha offerto corse al pubblico. Una delle società rivali dei californiani, la start up Zoox, è stata acquisita da Amazon solo quest'anno. Uber ha rallentato la corsa all'automazione dopo che un incidente con una delle sue auto impegnata in un test ha provocato la morte di una ciclista a Tempe.

Anche la politica non è riuscita a dare una mano all'innovazione: il Congresso degli Stati Uniti non è stato finora in grado di creare standard e regolamenti di sicurezza su cui l'industria possa contare come scudo legale.

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