Ultimo aggiornamento  01 novembre 2020 00:14

Unrae e Federauto: incentivi da rifinanziare.

Redazione ·

I costruttori auto e i concessionari – attraverso le rispettive organizzazioni di categoria Unrae e Federauto - chiedono al governo, in un comunicato congiunto, di rifinanziare al più presto i fondi destinati agli incentivi per lo svecchiamento del parco auto, non inseriti nella conversione in legge del “Decreto Agosto” approvato nei giorni scorsi dal Senato.

La scelta di non proseguire con la politica di sostegno viene definita nel testo “al limite dell’autolesionismo”, considerato che “gli incentivi già varati hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno anche prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al Pil”.

Effetti positivi

Secondo le due organizzazioni, infatti, “le misure, che si sono autofinanziate, hanno fruttato ulteriori 58 milioni di euro”, suddivisi tra il gettito dell’Iva e gli introiti garantiti dall’Ipt al momento della immatricolazione dei veicoli.

Le associazioni rappresentative della filiera industriale e commerciale del settore auto sottolineano come grazie agli incentivi si siano rilevati “dati sulla confortante ripresa del mercato. Rispetto al mese di settembre dello scorso anno assistiamo, nello stesso periodo, all’immatricolazione di oltre 13.600 vetture in più (+9,5%) e ad un incremento del 47,4% delle auto rottamate. Inoltre, il beneficio ambientale è palpabile: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 grammi per chilometro), circa l'11% in meno".

Che fare

Federauto e Unrae chiedono quindi un intervento urgente da parte dell’esecutivo e della politica a sostegno di un settore – quello automobilistico – “che vale il 10% del Pil nazionale e da cui dipendono migliaia di piccole e medie aziende con decine di migliaia di posti di lavoro attualmente a rischio”.

Il mancato rifinanziamento della misura sarebbe “un errore imperdonabile”. Per le due organizzazioni, “vanno garantite norme efficaci e di lungo periodo che consentano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all’acquisto e agli operatori del settore una adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali”.

La richiesta è anche quella di rifinanziare i fondi già esauriti o in via di esaurimento da qui alla fine dell’anno per “non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi e quindi assicurare un ritorno certo sull'investimento pubblico fatto continuando anche il cammino virtuoso intrapreso di riduzione delle emissioni ambientali”.

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