Ultimo aggiornamento  24 giugno 2021 13:15

Renault Kwid: low-cost indiana di qualità.

Angelo Berchicci ·

Se pensate che la Dacia Sandero sia già un ottimo affare (con un prezzo di 7.900 euro, la versione base è l’auto più economica del listino italiano), forse non conoscete la Renault Kwid. Si tratta di un piccolo suv da città concepito per il mercato indiano (e successivamente introdotto in altri paesi in via di sviluppo), il cui listino parte dal corrispettivo di 3.600 euro, e arriva a 6.200 euro per le versioni più ricche. Ma la notizia non è che costa poco, altrimenti non potrebbe essere venduta così in India: la notizia è che è ben costruita nella fattura e nei materiali in relazione al prezzo.

Piccola ma spaziosa

Iniziamo subito col dire che la Renault Kwid non è disponibile sul mercato europeo, ma se lo fosse si posizionerebbe per dimensioni all’apice del segmento A. Con 3,7 metri, questa vettura è leggermente più lunga della Fiat Panda (3,65 metri) e della Hyundai i10 (3,67 metri), nonché della stessa Renault Twingo (3,61 metri). Rispetto alle utilitarie nostrane, la Kwid è più stretta e alta (il che non aiuta la guidabilità), ma presenta un bagagliaio più spazioso, di ben 280 litri.

Sotto il cofano possiamo trovare due propulsori, entrambi a tre cilindri: un motore da 0,8 litri, in grado di erogare 54 cavalli e 72 newtonmetri di coppia, oppure un’unità da 1 litro, con potenza di 68 cavalli e 91 newton metri di coppia, quest’ultimo abbinabile anche a una trasmissione manuale automatizzata a 5 marce (simile a un cambio robotizzato).

Come tradisce il prezzo, l’equipaggiamento è piuttosto essenziale, ma l’auto non rinuncia a un sistema infotainment con tanto di schermo touchscreen, e offre notevoli possibilità per quanto riguarda le personalizzazioni estetiche. La carrozzeria rialzata in stile crossover, con le protezioni in plastica nella parte inferiore, ammicca a una clientela giovanile, così come i sottili proiettori a Led: un design che potrebbe piacere anche in Europa.

Nata per motorizzare l'India

Lanciata nel maggio 2015 (con un restyling nel 2019), la Kwid è stata fortemente voluta dall’ex numero uno di Renault, Carlos Ghosn, intenzionato a inserirsi nella competizione tra Tata, Suzuki e Hyundai per il titolo di vettura di massa sul mercato indiano. La Kwid, opera dello stesso team che portò alla nascita della Dacia Logan, fu il primo modello della Casa francese concepito espressamente per il Paese asiatico, nonché la prima a utilizzare la piattaforma Cmf-A, sviluppata congiuntamente da Nissan e Renault.

L’auto ha avuto un buon riscontro di pubblico: ad oggi ne sono state vendute oltre 300mila unità, ed è stabilmente tra le 10 auto più acquistate in India. Tuttavia, non sono mancate le critiche per quanto riguarda la sicurezza. Nel 2016 l’agenzia britannica Global Ncap ha assegnato un punteggio di 0 stelle alla vettura a seguito del crash test, sottolineando l’assenza di airbag (tranne che per il guidatore), oltre che dell’Abs e del controllo di stabilità Ebd. Nel 2017 Renault ha introdotto la Kwid anche nei mercati sudamericani, primo fra tutti il Brasile, con una dotazione di sicurezza migliorata, ora con 4 airbag, Abs, Ebd e struttura rinforzata.  

Da noi una mini-suv elettrica Dacia

La piattaforma Cmf-A della Kwid è stata in seguito utilizzata dalla sorella a marchio Datsun (la Redi-Go) e, con alcune modifiche per ospitare il pacco batteria, anche dalla piccola suv elettrica Renault City K-ZE, dedicata al mercato cinese. Questa vettura riguarda da vicino anche l’Europa, in quanto fornirà la base di partenza per la crossover elettrica low-cost Dacia Spring, il cui debutto nel vecchio continente è previsto per il 2021 (il suo prototipo è stato svelato durante il Salone di Ginevra virtuale).

Con un’autonomia di poco superiore ai 200 chilometri e un prezzo che dovrebbe aggirarsi attorno ai 10mila euro, si candida a diventare l’elettrica più economica sul mercato e ha un obiettivo ben definito: democratizzare questa tecnologia con prezzi accessibili.

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