Ultimo aggiornamento  30 ottobre 2020 03:23

Incidenti stradali: le province più a rischio.

Redazione ·

L'Automobile Club d'Italia ha elaborato i dati sugli incidenti stradali in Italia nel 2019, approfondendoli a livello locale. Complessivamente l’anno scorso nel nostro Paese si sono registrati 172.183 sinistri (-0,2% rispetto al 2018) con 3.173 vittime (-4,8%) e 241.183 feriti (-0,6%). Le province che hanno registrato un incremento dei decessi sono state Venezia (+20), Modena e Forlì-Cesena (+18 per entrambe). Questi numeri si riflettono anche sulle regioni: al top della graduatoria troviamo l’Emilia Romagna che ha visto 36 morti più in più rispetto al 2018, il Veneto (+25) e la Campania (+17).

Dall’altra parte di questa classifica Genova (-45, ovviamente sul dato del 2018 pesava la tragedia del Ponte Morandi), Roma e Firenze (-22) e Sondrio (-16). Sette regioni hanno visto un miglioramento nei numeri: anche qui la migliore è stata la Liguria (-60), seguita da Lombardia (-45) e Lazio (-43). Dati in calo pure in Sardegna, Toscana, Calabria e Piemonte.

Obiettivo europeo per 5

L’obiettivo della Unione europea di ridurre il numero delle vittime del 50% tra il 2010 e il 2020 non è stato centrato dall’Italia, che ha visto un calo complessivo del 23% (-6.035 morti), ma è stato invece soddisfatto da cinque province del nostro Paese: Aosta, Barletta-Andria-Trani, Grosseto, Pordenone e Sondrio. Altre undici hanno registrato una diminuzione complessiva nel decennio del 40%.

In venti, al contrario, le vittime sono aumentate: è successo a Chieti, Cosenza, Avellino, Piacenza, Gorizia, Imperia, Savona, Brescia, Como, Lodi, Macerata, Isernia, Asti, Bari, Enna, Ragusa, Trapani, Bolzano, Trento e Belluno.

Indice di mortalità

In otto province italiane, sette delle quali al meridione, l’indice di mortalità – il numero dei morti ogni 100 incidenti - è risultato più che doppio rispetto al valore medio nazionale, attestato a 1,84: sono Campobasso, la peggiore con 5,56, Crotone (4,98), Vibo Valentia (4,62), Nuoro (4,57), Caserta (4,43), Vercelli (4,30), Catanzaro (4,18), Cosenza (4,12), Benevento (3,78) e Isernia (3,77).

Genova, Milano, Firenze, Monza, Savona e La Spezia, viceversa, sono le province in cui i sinistri risultano meno gravi con un indice inferiore a  1 vittima ogni 100 incidenti.

Capitolo costi

Rimangono altissimi in Italia i costi sociali dovuti al fenomeno della sinistrosità stradale. Nel 2019, gli incidenti sono costati alla collettività 16.8 miliardi di euro, un problema particolarmente forte nei grandi centri urbani. I dati ACI segnalano infatti Roma e Milano come le province che pagano il prezzo più alto, rispettivamente 1.326 e 1.073 mln di euro, seguite da Torino (548 milioni) e Napoli (510).

Al contrario le province più piccole risentono meno del fenomeno. Isernia, Enna, Oristano, Vibo Valentia e Aosta registrano tutte cifre inferiori ai 30 milioni  di euro.

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