Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 11:49

Le 10 auto fuori dal mondo.

Elisa Malomo ·

La realizzazione di un'auto non sempre è opera di una casa automobilistica. Talvolta, alla base di un progetto, figurano nomi di società totalmente estranee al mondo dei motori che decidono di avviare nuove sperimentazioni dando vita, il più delle volte, a esemplari unici nel loro genere. La rivista Autocar ha pubblicato una lista di veicoli realizzati dal 1905 a oggi da costruttori che nulla hanno a che vedere con il mondo delle quattro ruote. 

La Vision del futuro

Il più recente è la Vision S, show car con cui il leader dell'elettronica di consumo Sony ha attirato a sé l'attenzione in occasione del Ces di Las Vegas 2020. A debuttare sono i 33 dispositivi tecnologici, fra sensori e telecamere, montati sul prototipo che – a detta dell'azienda - accelereranno lo sviluppo della guida autonoma. La stessa strada, ma con undici anni di anticipo, l'ha calcata Waymo, la divisione interna di Google per la guida senza conducente che nel 2009 ha presentato la piccola elettrica senza volante e pedali Firefly, per poi rottamarla nel 2017 e proseguire lo sviluppo della tecnologia sulla flotta di Chrysler Pacifica.

Destinazione Marte

Nella lista c'è anche la Nasa che, nel 2018, ha messo sotto i riflettori l'ultimo dei suoi Mars Rovers. Il prototipo, firmato da due progettisti di Hollywood con forme a metà fra quelle di un Tesla Cybertruck e una Batmobile, non andrà su Marte, ma contribuirà allo sviluppo dei mezzi utilizzati per l'esplorazione sul pianeta rosso programmata per il 2030.

Dai fucili d'assalto alle automobili. Nel 2018, la Concern Kalashnikov, compagnia russa che da oltre settanta anni si occupa della produzione di armi militari e civili, ha presentato la Cv-1, una berlina dall'aspetto retrò basata sulla IZH-21252 "Combi" del 1973. La batteria da 90 chilowattora avrebbe dovuto porla fra le migliori elettriche del mercato, peccato che ad oggi, del progetto, si siano perse le tracce.

Da due a quattro ruote

Parola d'ordine: sperimentazione. Nel 1992, il produttore di motociclette Yamaha decide di costruire una supercar in collaborazione con la società britannica di sport motoristici Iad. Il risultato è la Ox99-11 con corpo in fibra di carbonio, cockpit simile a quello di un velivolo e posti a sedere in tandem. Sotto al cofano, un motore V12 da 3,5 litri di derivazione F1 montato sulle Brabham e poi sulle Jordan da gran premio. L'auto fa numeri importanti per l'epoca in questione: 0-100 in 3,2 secondi e velocità massima dichiarata di 350 chilometri orari.

Sperimento senza tempo

Se molti di questi progetti a quattro ruote non sono mai diventati di serie, altri hanno avuto la fortuna di scrivere un capitolo importante nella storia dei trasporti. È il caso del Grumman LLV, il piccolo camion utilizzato dal servizio postale degli Stati Uniti e realizzato nel 1987 dall'omonimo produttore di aeromobili militari. E oggi è ancora in servizio.

Circa vent'anni prima, qualcosa di simile accade con la società australiana Lightburn di betoniere e lavatrici che, nel 1963, decide di stravolgere la sua linea produttiva costruendo automobili. Nasce così la Zeta, una piccola vettura nelle varianti berlina, utilitaria e sportiva. Un sogno durato però solo due anni con 400 esemplari prodotti.

Microcar da Guinness World Records

Nel 1962, la Peel Engineering Company, costruttore di barche e componentistica per motociclette, decide di innovare la propria linea produttiva. Prende così vita la P50, microcar riconosciuta dal Guinness World Record (2010) come l'auto più piccola al mondo. Nel 2011, il ritorno su strada nella versione a benzina ed elettrica.

L'elettrica di Siemens del 1905

Nei primissimi anni del novecento, uno dei pionieri dell'aviazione Gabriel Voisin (1880-1973) si cimenta nella produrre di un'auto a due posti sulla base di un progetto di André Citroën. Il risultato finale è passato alla storia con il nome di “Voisin C5”, prodotta tra il 1923 e il 1928 e con una velocità massima di 125 chilometri orari.

Ma ad avviare l'epoca delle sperimentazioni nel mondo delle quattro ruote è stata l'azienda di elettronica Siemens che nel 1905 si avventura in acque sconosciute costruendo l'Elektrische Viktoria. Disponibile nelle versioni decappottabile a quattro posti, pickup e furgone, l'auto elettrica procedeva a una velocità massima di 30 chilometri orari con 60 di autonomia. Un progetto all'avanguardia in soli 50 esemplari.

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