Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2020 00:05

Nel 2022 le auto guideranno da sole in autostrada.

Paolo Odinzov ·

“Per la guida autonoma nelle città ci vorrà ancora molto tempo, ma già nel 2022 le automobili potranno gestire in tutto e per tutto da sole la marcia in autostrada”. La promessa arriva da Austin Russell, ceo e fondatore della azienda americana Luminar, con base nella Silicon Valley, diventata oggi uno dei principali attori nello sviluppo delle vetture senza pilota grazie alla implementazione in ambito automobilistico delle tecnologie Lidar (Light Detection and Ranging). Ovvero i radar che permettono, tramite telerilevamento, di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser e che offrono una affidabilità di gran lunga superiore rispetto ai sistemi che funzionano mediante camere e altri sensori.

Difficile garantire la sicurezza in città

“Far funzionare auto a guida autonoma in piena sicurezza nel traffico metropolitano è ancora difficile, ma in autostrada è più facile e soprattutto economico – spiega Russell sottolineando come la chiave di tutto stia nei nuovi radar Lidar capaci finalmente di garantire sulle auto quel livello di automazione necessario mai raggiunto effettivamente fino ad oggi da nessun sistema”.

Un elevato livello di automazione che le vetture potranno tuttavia offrire per adesso solo sulle autostrade, più facili da mappare virtualmente in 3D senza dover fare affidamento sul Gps o su una connessione di rete, permettendo comunque al guidatore di staccare le mani dal volante e distrarsi solo quando solo quando l'auto determinerà che è sicuro farlo.

Democratizzare la tecnologia

“Contiamo di scalare i radar che permetteranno alle auto di viaggiare da sole sulle autostrade fino arrivare a un costo totale del sistema di circa 1.000 dollari (850 euro circa ndr), permettendo così una democratizzazione della tecnologia", continua Russell.

Una delle prime Case ad impiegare una guida autonoma di livello 3-4 sfruttando l’hardware della azienda di Palo Alto sarà la Volvo, che ha acquisito ha una quota di partecipazione in Luminar attraverso il suo fondo di investimento Tech Fund. Il costruttore svedese ha annunciato la presenza del sistema sui prossimi modelli sviluppati sulla architettura SPA2 riservata ai segmenti medio alti, da S60 a XC90.

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