Ultimo aggiornamento  15 maggio 2021 01:54

Great Wall, la concept è futurista.

Angelo Berchicci ·

Una concept in cui lo stile rétro si sposa alle moderne tecnologie elettrificate. E’ la Great Wall Futurist, uno dei prototipi più interessanti al Pechino Auto Show 2020, un'auto che sembra prendere ispirazione da alcuni miti dell’automobilismo europeo e americano.

Piattaforma multi-energia 

La Futurist è l’interpretazione data dal costruttore cinese al tema delle berline di lusso elettrificate, un segmento che si sta popolando di numerose proposte provenienti sia dall’Asia che dal Nord America. Il pianale, denominato Lemon, è compatibile con alimentazioni endotermiche, ibride plug-in, interamente a batteria e persino a celle a combustibile (oltre che con la guida autonoma di livello 3). La versione puramente elettrica di questa piattaforma dispone di nuove batterie senza cobalto, mentre quella alimentata a idrogeno è in grado di arrivare ad un’autonomia di 700 chilometri.

Richiami al passato

A caratterizzare il prototipo è uno spiccato stile vintage, evidenziato dalle abbondanti cromature e dal formato di carrozzeria, quello di una classica berlina tre volumi. Molti gli elementi del design che sembrano richiamare a modelli simbolo dell’automobilismo occidentale, come il frontale, la cui forma dei fari fa venire in mente quelli della moderna Ford Mustang, o le proporzioni della carrozzeria che, soprattutto nella vista laterale, ricordano vagamente quelle della Bmw 2002 del 1966 (ma c’è anche chi cita la Fiat 1100, o addirittura la Trabant).

I proiettori supplementari rotondi montati sul paraurti anteriore sembrano un tributo alle Mini Cooper, mentre i cerchi multirazze sono molto simili a quelli utilizzati dal preparatore Alpina. L’effetto complessivo è comunque quello di una vettura originale, dove si è data molta importanza ai dettagli: le piccole telecamere laterali sono modellate in modo da sembrare dei classici specchietti cromati, il canale dei cerchi è concepito per ricreare l’effetto degli pneumatici con fascia bianca sulla spalla, mentre l’assenza del montante centrale (le porte posteriori si aprono controvento) dà alla vettura l’aspetto di una coupé.

Tra classico e moderno 

Questo mix di classico e moderno si ritrova anche negli interni, dominati da cromature e pellami di qualità. L’attenzione è catturata subito dal volante a doppia razza, ispirato a quello delle vetture americane degli anni ’50, che ingloba anche i comandi a sfioramento per l’infotainment, il cui grande schermo touchscreen spicca al centro della plancia. Particolare anche la strumentazione digitale dal look rètro e le bocchette d’aerazione a forma di turbina.

Per ora non è stata diffusa alcuna informazione riguardo una possibile commercializzazione della Futurist o di una vettura da essa derivata. Fra i marchi che fanno parte della galassia Great Wall (come Haval e Wey), quello che più facilmente potrebbe accogliere nei propri listini un’auto come la Futurist è il nuovo brand Ora, che recentemente ha dato vita proprio a una compatta elettrica dallo stile vintage, la Good Cat.

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