Ultimo aggiornamento  29 settembre 2021 01:15

Tesla autonoma, c'è ancora molto da fare.

Paolo Borgognone ·

L’Autopilot – il sistema di guida semiautonoma di Tesla – non è un robot in grado di sostituirsi all'essere umano al volante. Il ceo Elon Musk ha appena promesso la guida autonoma completa su una sua nuova vettura entro tre anni, ma intanto sarebbe bene che rimettesse mano all'Autopilot: un suo utilizzo non regolamentato e soprattutto la mancanza di adeguati sistemi di allerta che avvertano il conducente di un immediato pericolo rischiano di mettere a repentaglio la vita di chi guida.

E’ questa la conclusione a cui è arrivato il prestigioso Mit (Massachussets Institute of Technology) di Boston che ha analizzato i comportamenti alla guida di 19 proprietari di Tesla durante circa 300 eventi su strada che hanno comportato la necessità di riprendere in mano i comandi per evitare situazioni di pericolo.

1 su 3 lascia il volante

La ricerca ha dimostrato che i conducenti – con l’Autopilot in funzione – non mantenevano il necessario livello di concentrazione e spostavano lo sguardo dalla strada e dai comandi con molta maggiore frequenza. Secondo lo studio, il 33% non aveva le mani sul volante prima di prendere il controllo dell'auto nel momento della disattivazione del sistema.

Per ovviare al problema – che ha creato già degli incidenti anche mortali e ha messo Tesla sul banco degli imputati - la soluzione è, secondo il Mit, una maggiore dotazione di sistemi che tengano sotto controllo il conducente e lo avvertano se non sta prestando la giusta attenzione a quanto succede in strada.

Il monitoraggio del livello di vigilanza sulle Tesla è affidato soltanto a un sensore che tiene sotto controllo la pressione delle mani del guidatore sul volante. General Motors, per esempio, utilizza sul sistema Super Cruise, una fotocamera puntata sugli occhi del guidatore e collegata a un sistema di allerta se il livello di concentrazione dovesse calare.

La tecnologia Autopilot di Tesla è progettata per condurre l'auto, farle mantenere corsia e velocità costante in autostrada. Ma la stessa Casa costruttrice riconosce che il software è imperfetto e avverte  - con un preciso articolo del manuale di istruzioni - che i conducenti dovrebbero essere pronti a prendere il controllo del veicolo in qualsiasi momento tenendo sempre gli occhi sulla strada e le mani sul volante.

Il sistema è stato ritenuto corresponsabile di svariati sinistri come nel caso di un incidente avvenuto nel 2018 a Mountain View in California: una Tesla in modalità Autopilot si è schiantata contro le barriere di protezione di una autostrada mentre il conducente era impegnato a giocare un videogame sul suo smartphone.

Le promesse di Musk

In occasione del “Battery Day” di Fremont del 22 settembre, Elon Musk ha preannunciato la prossima uscita di una versione beta, completamente reingegnerizzata, dell'Autopilot. “Abbiamo riscritto l’algoritmo da capo”, ha detto alla platea di investitori che lo ascoltava. In quella occasione il fondatore di Tesla ha anche affermato: “L’auto più sicura che potete guidare è una Tesla”, citando un dato sulla bassissima possibilità di incidenti a bordo delle sue auto (0,3 ogni milione di miglia) se confrontata con la media Usa (2,1 sinistri per milione di miglia).

Nei suoi report trimestrali sulla sicurezza, il marchio californiano conferma questi dati ma non spiega nel dettaglio ciò che definisce come un incidente, o su quali strade sia maggiormente utilizzato l’Autopilot e c’è chi sospetta che i dati siano più preoccupanti di quanto riportato nei documenti della Casa.

Lo stesso Musk ha però anche detto che “i miglioramenti ci sono stati ma sono lontani dall’obiettivo che ci eravamo prefissi”. Un "vizio" che si ripete nella storia di Tesla: in passato il ceo aveva promesso un sistema di guida totalmente autonoma già per il 2017 e anche di aspettarsi che nel 2020 i suoi robotaxi avrebbero percorso 1 milione di miglia.

Polemica nazionale

La National Transportation Safety Board - agenzia investigativa indipendente del governo degli Stati Uniti che indaga ed emette rapporti in merito agli incidenti – ha apertamente criticato la National Highway Traffic Safety Administration, che a sua volta ha invece il compito di regolamentare i veicoli a motore, per non aver preso nella giusta condiderazione i sistemi parzialmente autonomi come l'Autopilot di Tesla e non aver messo paletti più rigorosi al loro utilizzo.

Proprio a seguito dell'indagine sull’incidente di Mountain View, la Nhtsa ha confermato di essere al lavoro su un progetto di regolamentazione e che la distrazione alla guida rimane una delle principali preoccupazioni della agenzia. Riferendosi in particolare allo studio del Mit, un portavoce di Nhtsa ha detto che “le tecnologie più avanzate oggi disponibili per i consumatori forniscono sì un’assistenza alla guida ma richiedono che il conducente sia sempre attento, monitorando l’ambiente circostante per prendere i comandi in caso di necessità. L'abuso di questo genere di  tecnologie rappresenta un pericolo”. 

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