Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 23:57

Milano AutoClassica, gli incontri di ACI Storico (LIVE).

Redazione ·

MILANO - A Milano AutoClassica (25-27 settembre) lo stand ACI Storico è protagonista con incontri ed eventi che mettono al centro la passione per il motorismo dai primi anni del '900 ad oggi. Ecco alcuni degli appuntamenti che hanno caratterizzato le giornate presso la fiera di Milano Rho. 

Domenica 27 settembre

Ore 15.30: Gareggiare con l’Auto d’Epoca: la Coppa Milano Sanremo – Relatori: Geronimo La Russa, Maurizio Cavezzali, Gianpaolo Sacchini e Luca Monti

Presso lo stand di ACI Storico al padiglione 22 di Milano AutoClassica è stata presentata la 12esima edizione della rievocazioe storica della Coppa Milano-Sanremo che si terrà dal 25 al 27 marzo 2021. Lungo un percorso di 700 chilometri le vetture attraverseranno magnifiche città di Lombardia, Piemonte e Liguria ammirando paesaggi dal fascino intramontabile. All’interno della rievocazione si terrà la storica coppa delle dame, grazie alla cospicua partecipazione di equipaggi femminili. 

Nata come opportunità per personaggi facoltosi e appassionati, l’originale Coppa Milano Sanremo ha visto negli anni correre grandi campioni del volante e divi del jet set internazionale in un ambiente elegante ed esclusivo. Oggi la partecipazione è riservata alle auto costruite tra il 1906 e il 1976, munite di passaporto F.I.V.A, Fiat Heritage, di omologazione Asi o ACI Sport, o appartenenti a un registro di marca. L’edizione di quest'anno comprenderà una classe per vetture costruite tra il 1976 e il 1990.

Ore 13: L’Alfa Romeo e i suoi pezzi unici – Relatori: Corrado Lopresto, David Giudici

Corrado Lopresto, collezionista di fama internazionale racconta i pezzi unici di Alfa Romeo presenti all’interno della sua incredibile collezione. Proposte scartate dai costruttori, prototipi dimenticati, ma anche importantissime pietre miliari del design e dell'industria automobilistica italiana, come la Giulietta SZ Coda Tronca. L'esperienza ha permesso a Lopresto di riconoscere e riscoprire alcune auto mai viste, come l'Alfa Romeo 6C 1750 carrozzata da Aprile di Savona, un artigiano sconosciuto ma di grande talento, che realizzò quest'auto su disegno di Mario Revelli di Beaumont o l'Alfa Romeo 6C 2500 carrozzata da Castagna, da tutti creduta una Touring.

Da alcuni anni un altro tema della Collezione è la ricerca dei telai "numero uno": le teste di serie della produzione di modelli anche di grande diffusione, a loro volta unici in quanto a fascino e importanza storica. Attraverso processi in alcuni casi assolutamente nuovi, alcune auto della collezione sono state restaurate con un approccio totalmente conservativo, senza la sostituzione di nessun particolare. E’ il caso delle Alfa Romeo Giulietta SZ Coda Tronca prototipo e 1900 SS Zagato.

Ore 11: Le Auto nel Cinema – Relatori: Alessandro Marchetti Tricamo, Massimo Tiberi, Edoardo Nastri

I giornalisti Alessandro Marchetti Tricamo (direttore de l’Automobile), Massimo Tiberi (esperto di auto e cinema) ed Edoardo Nastri, raccontano la storia di alcune vetture presenti in film non convenzionali che hanno fatto la storia del cinema nazionale e internazionale.

Dalla Ferrari d’oro 330 LMB di Fantuzzi presente in “Tre passi nel delirio” di Federico Fellini, all’Alfa Romeo Giulietta Spider ne “Il griono dello sciacallo”. Fino all’Alfasud, alla Fiat 131 Panorama e alla Fiat 1100 che compaiono in “Bianco, Rosso e Verdone” di Carlo Verdone. Chiudendo con George Clooney che guida una Fiat Tempra berlina in “The American” di Anton Corbijn.

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Sabato 26 settembre

Ore 16.30: Monza Historic – Relatori: Giuseppe Redaelli, Lorena Bellavista, Eugenio Amos, David Giudici

“Monza è la storia del motorsport. Esiste quindi un legame indissolubile tra il circuito e le auto da corsa che hanno attraversato le varie epoche. Proprio per questo organizziamo, con il supporto di Patrick Peter, Monza Historic, un evento in grado di radunare e di far gareggiare vetture storiche da tutto il mondo dal valore inestimabile”. Giuseppe Redaelli, presidente dell’Autodromo Nazionale di Monza, ha illustrato i piani per le prossime edizioni di Monza Historic.

L’obiettivo è quello di crescere ulteriormente per far diventare il circuito di Monza un polo di riferimento nel mondo delle competizioni storiche. “Abbiamo tutte le potenzialità per competere con eventi di riferimento come Le Mans Classic o Goodwood, e dedicheremo risorse affinché questo accada. Ci saranno molte sorprese anche per la prossima edizione del 2021 che speriamo possa accogliere un pubblico numeroso”, continua Redaelli.  

“L’Italia può affermarsi come nuovo polo per l’auto storica e Monza è il posto giusto: è il tempio della velocità, un simbolo assoluto delle competizioni motoristiche italiane e internazionali. Celebrare in chiave moderna gare del passato è una delle nostre migliori specialità”, conclude Vincenzo Leanza, Responsabile Educazione Stradale, Mobilità e Turismo dell’ACI.

Ore 14.30: L’ultima leonessa, La vita di Giulia Florio, mia madre - Relatori: Pierluigi Bonora, Cesare Gasparri Zezza, Angelo Sticchi Damiani

I giornalisti Pierluigi Bonora e Cesare Gasparri Zezza commentano la biografia “La vita di Giulia Florio” attraverso le parole della figlia scrittrice Costanza Afan de Rivera recentemente scomparsa. Giulia Florio è stata l’ultima discendente della famiglia protagonista della scena siciliana e internazionale tra il XIX e il XX secolo. 

La storia di questa famiglia è indissolubilmente legata all’automobile. La Targa Florio infatti è stata voluta, creata, finanziata e organizzata da Vincenzo Florio, grande appassionato di automobili e competizioni. La gara si è disputata per ben 61 volte, praticamente senza soluzione di continuità, a parte gli anni delle due guerre mondiali, dal 1906 al 1977.  

Ore 12: La storia dell'Alfa Romeo in Formula 1 - Relatori: Umberto Zapelloni, Lorenzo Ardizio e Alessandro Marchetti Tricamo

Umberto Zapelloni, giornalista ed esperto di Formula 1, Lorenzo Ardizio, curatore del museo Alfa Romeo di Arese, e Alessandro Marchetti Tricamo, direttore de l’Automobile e di LuceVerde Radio, hanno raccontato la storia dell’Alfa Romeo in Formula 1 attraverso aneddoti e modelli unici che hanno reso grande il marchio del Biscione nel mondo delle competizioni.

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Ore 11.15: Tributo Veloce a Giampaolo Dallara - Relatori: Marco Pascali e Giampaolo Dallara

Una vita dedicata ai motori. Giampaolo Dallara, fondatore della Dallara, società specializzata nella costruzione di vetture sportive e da competizione, racconta insieme al giornalista Marco Pascali i passaggi più importanti di una carriera in cui al primo posto c’è sempre stata la passione: “Questo è un lavoro che non si può fare se non si prova un amore incondizionato per l’automobile”, dice Giampaolo Dallara. Dopo diverse esperienze maturate negli anni ’60 prima in Ferrari, poi in Maserati e Lamborghini, l’ingegnere fonda la Dallara nel 1972 iniziando a costruire in proprio autovetture sport prototipi e progettando modelli indimenticabili come Lancia Stratos, Beta Montecarlo Turbo, Rally 037, LC1 e LC2. 

“L’esperienza mi è servita per arrivare nel 2017 a costruire una mia vettura: la Dallara Stradale. Volevo che le persone arrivassero al Mugello per correre e ritornassero a casa a bordo della stessa vettura, perfetta per la pista e per la strada”, continua Dallara. “Con la Stradale abbiamo sviluppato temi fondamentali come quello della sicurezza, per noi un punto di partenza e non di arrivo”.

Giampaolo Dallara è un uomo che non si ferma mai: “C’è sempre una grande voglia di superarsi e fare meglio imparando dai propri errori. Il futuro è sostenibile e l’automobile sarà tra i primi prodotti esistenti a diventare completamente sostenibile. Non credo che cambierà l’essenza dell’auto come mezzo individuale perché rimarrà il piacere assoluto del viaggiare in automobile. La vettura del futuro sarà elettrica, riciclabile e sostenibile, non so dirvi i tempi, ma tutto va verso quella direzione”. 

Venerdì 25 settembre

Ore 17: Tino e Vittorio Brambilla, vite per la velocità - Relatori: Geronimo La Russa, Peo Consonni, Walter Consonni, Marco Zappa, Oscar Berselli, Gigi Vignando e Giovanni Arosio.

Un gruppo di amici, colleghi e compagni d’avventure ha ricordato allo stand di ACI Storico i fratelli Tino e Vittorio Brambilla, grandi collaudatori e piloti italiani campioni di motociclismo e automobilismo. Scomparso lo scorso 4 agosto all’età di 86 anni, Tino Brambilla nasce a Monza nel 1934 e cresce tra i motori a due e quattro ruote. Il suo esordio è su una moto Rumi 125 nel 1953 sulla quale vince al circuito di Trecate e viene subito notato dal conte Agusta.

Il conte capisce che è un campione e decide di assumerlo alla Mv Agusta, squadra per cui vince due titoli italiani Juniores in 250 cc. L’esordio al campionato del mondo è del 1959 dove conquista la medaglia di bronzo nella categoria 350. Il passaggio alle quattro ruote avviene nei primi anni 60 e i risultati arrivano subito: nel 1966 è campione italiano di Formula 3 al volante di una Brabham-Ford e 1968 passa in Formula 2 al volante di una Rossa dopo un colloqui con Enzo Ferrari, classificandosi terzo nel campionato Europeo per poi passare in Pirelli nell’area test di motori e pneumatici.

Tanti i ricordi degli amici e della famiglia che hanno sottolineato il legame profondo con suo fratello Vittorio, un altro campione assoluto morto nel 2001, considerato tra i migliori piloti della storia della Formula 1 a guidare sul bagnato. Vittorio Brambilla vinse il suo unico GP in F1 nel 1975 in Austria sotto un diluvio universale. Nella sua carriera corse per March, Surtees e Alfa Romeo prendendo parte a diverse edizioni del Campionato mondiale sportprototipi e vincendo con il Biscione nel 1977. Tino e Vittorio Brambilla, due campioni e fratelli uniti dalla passione per i motori e per la velocità.

Ore 16.00: L’Alfa Romeo e la Targa Florio - Relatori: Arturo Merzario e Guido Schittone

Sul palco dello stand dell’Automobile Club D’Italia a Milano AutoClassica, il giornalista Guido Schittone e il pilota Arturo Merzario hanno raccontato la storia dell’Alfa Romeo alla Targa Florio. Arturo Merzario ha corso in tutte le discipline automobilistiche dalle piccole turismo fino alla Formula 1. “Ho debuttato nel 1962 alla Coppa Fisa con un’Alfa Romeo Giulietta Spider e nella mia lunga carriera ho vinto anche la Targa Florio, una delle gare più belle del mondo cui Alfa Romeo è indissolubilmente legata”, dice Merzario.

Una delle prime decisioni dell’ingegner Romeo, che l’acquistò l'Alfa nel 1918, fu quella di battere la Bugatti proprio alla Targa Florio, una fissazione che lo portò a sviluppare dal 1920 in poi con l’allora direttore tecnico Giuseppe Merosi vetture straordinarie come la RL Targa Florio (1923), alleggerita per essere pronta a correre. Con questa vettura l’Alfa Romeo vince per la prima volta la corsa siciliana. Al volante c’è Ugo Sivocci, che per scaramanzia ha coperto il numero 13 del suo esemplare con un quadrifoglio. Quel quadrifoglio che accompagnerà tutte le sportive Alfa fino ai giorni nostri.  

Nel corso degli anni il legame tra Alfa Romeo e la Targa Florio si è stretto sempre più grazie a modelli unici nati dal lavoro e dalla passione di decide di tecnici e ingegneri. Dall’Alfa Romeo P2 realizzata nel 1924 in sei esemplari, alla 8C 2300 con cui Tazio Nuvolari si aggiudicò la corsa siciliana nel biennio 1931-32. Dalla 6C 2500 del 1950 alla straordinaria Alfa Romeo 33/3, sul gradino più alto del podio nel 1971 guidata da Nino Vaccarella e Toine Hezemans. Nel 1975 Vaccarella torna a vincere la corsa con Arturo Merzario al volante di un’Alfa Romeo 33 TT/12 che segna l’ultima vittoria del Biscione alla Targa Florio, conclusasi definitivamente nel 1977. “Ho ancora i brividi a pensarci”, dice Merzario visibilmente emozionato. 

Ore 13: Ruote nella storia, i borghi più belli d’Italia aprono le porte ad ACI Storico - Relatori: Marco Angrisani e Luca Monti

A Milano AutoClassica 2020, l’appuntamento dedicato alle auto storiche nel capoluogo milanese, Marco Angrisani, responsabile marketing e vendite di ACI Sport e Luca Monti, presidente della commissione automobilismo storico ed eventi di AC Milano, raccontano le prossime tappe di Ruote nella Storia, la serie di eventi organizzati da ACI Storico in collaborazione con l'associazione “I Borghi Più Belli D'Italia” e con il coinvolgimento di tutte le delegazioni territoriali ACI. Gli appuntamenti hanno l’obiettivo di avvicinare le persone alla storia delle più belle cittadine italiane e alle vetture che hanno segnato quella dell’automobilismo.

“Il successo straordinario di tutte le passate edizioni ci offre ancora più la determinazione per finire la stagione 2020 e organizzare quella del 2021 che ci riporterà, dopo la pausa a causa della pandemia di coronavirus, nei più significativi borghi del nostro bellissimo paese. Abbiamo riservato per coloro che parteciperanno diverse sorprese che saranno svelate nei prossimi mesi”, dice Luca Monti. La prossima tappa di Ruote nella Storia sarà interamente dedicata alla città di Milano. Il 15 novembre ci sarà infatti un vero e proprio tour alla scoperta dei siti automobilistici storici del capoluogo lombardo. Dopo la partenza dalla tradizionale sede della polizia stradale di Milano, le vetture si muoveranno verso il quartiere Bicocca dove si trovata la sede storica della Pirelli.

Successivamente, attraverso diverse tappe, si arriverà al Portello per rendere omaggio alla sede storica dell’Alfa Romeo. “L’appuntamento si svolgerà in rispetto di tutte le normative vigenti sul distanziamento sociale, al fine di garantire allo stesso tempo la sicurezza e il divertimento dei partecipanti”, conclude Luca Monti. 

Ore 12: Gli albori del motociclismo italiano - Relatori: Giorgio Sarti ed Enrico Colombo

Presso lo stand dell’Automobile Club d’Italia a Milano Autoclassica, si è svolto l’incontro “Gli albori del motociclismo italiano”, un appuntamento con lo storico delle due ruote Giorgio Sarti e con Enrico Colombo, collezionista e direttore generale di ACI Global Servizi Spa. “La storia del motociclismo italiano è indissolubilmente legata all’evoluzione della società e della mobilità. Le prime moto infatti non erano altro che bici col motore. Niente luci né freni anteriori, il cambio era esterno e posizionato lateralmente, l’acceleratore non era nella classica manopola ma era una piccola levetta”, racconta Giorgio Sarti, autore di oltre 15 volumi sulla storia del motociclismo nel nostro paese.

“Come le auto storiche, anche le moto d’epoca sono delle opere d’arte viaggianti che raccontano la storia dell’Italia. Le prime, complicatissime da guidare erano utilizzate dai militari e dai lavoratori che avevano necessità di spostarsi per lavoro velocemente”, continua Enrico Colombo. Il viaggio nella storia delle due ruote in Italia passa, tra le altre, da aziende come Moto Guzzi, fondata il 15 marzo 1921 da Carlo Guzzi e Giorgio Parodi, Garelli casa motociclistica del 1919 o Frera, costruttore italiano attivo dal 1905 al 1936 che è arrivata ad avere più di 5mila dipendenti. “La tutela di questi veicoli è fondamentale e appartiene al patrimonio storico italiano e con ACI Storico ci proponiamo di fare proprio questo”. 

Ascolta i podcast realizzati da luce verde a Milano AutoClassica realizzati da LuceVerde Radio cliccando qui.

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