Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 23:45

"Inferno verde": 10 cose da sapere sul Nürburgring.

Elisa Malomo ·

È il 27 settembre del 1925 quando viene posata la prima pietra del Nürburgring, il leggendario complesso di circuiti per competizioni motoristiche che si snoda attorno al Castello del Nürburg, nella verde regione dell'Eifel, Germania occidentale.

Chilometri di saliscendi, cambi di pendenza, curve dall'alto grado di pericolosità, nel corso degli anni hanno fatto da sfondo a imprese memorabili come anche ai capitoli più tristi della storia del motorsport per via dei numerosi incidenti che si sono verificati sulle sue piste. Il tracciato sembra esser stato disegnato con il solo obiettivo di mettere alla prova i piloti dell'epoca e, per più di cinquant’anni, una vittoria al “Ring” diviene il metro di valutazione di un pilota.

15 milioni di marchi

Agli inizi del Novecento, per la Germania dominare lo scenario motoristico del Vecchio Continente e non avere un tracciato permanente nazionale era un grande limite. L'obiettivo è costruirne uno da zero per consentire ai costruttori nazionali di mettere in vetrina l'ingegneria automobilistica tedesca e il talento nelle corse. I lavori durano due anni e terminano nel 1927 grazie al lavoro di più di 3000 operai per un costo complessivo di 15 milioni di marchi del'epoca.

I due anelli

Due erano i tracciati principali. La Nordschleife (“anello nord”), tra Nürburg e Adena: 22,834 chilometri, 172 curve di cui 84 a destra e 88 a sinistra. L'altra era la Südschleife (“anello sud”) da 7,747 chilometri e abbandonata nel Secondo Dopoguerra. Oggi i circuiti sono sempre due: l'odierno impianto utilizzato in F1, il Gp Strecke (5,1 chilometri), e l'“anello nord” ridotto a 20,832 chilometri e 73 curve (33 a destra e 40 a sinistra).

“Inferno verde”

Tempio della Formula 1 negli anni '50, '60 e '70, il Nordschleife è passato alla storia per la difficoltà tecnica del suo tracciato data dall'estrema lunghezza e dal suo snodarsi fra i fitti boschi dell'Eifel dove la pista, prima di alcune modifiche strutturali, era delimitata soltanto da alte siepi che rendevano ancora più impervio il suo attraversamento. Nel 1960, Sir Jackie Stewart lo definisce “Inferno Verde", nomignolo con cui ancora oggi è citato dagli appassionati.

Rush finale

La natura insidiosa del circuito è tramandata da altri fatti storici. Nel 1976, al secondo giro di un piovoso Gp di Germania, il pilota Niki Lauda sbanda in prossimità del Bergwerk (il punto esatto verrà chiamato Lauda Linksknick, ovvero “curva a sinistra di Lauda”) perdendo il controllo della sua Ferrari che rimbalza in mezzo alla pista e prende fuoco. Da quel momento, la Formula 1 abbandona definitivamente l'utilizzo della Nordschleife. La storia è stata raccontata anche nel film “Rush” (2013) diretto da Ron Howard.

Una curva, una storia

Molte delle curve del Nordschleife hanno una storia da raccontare. Al chilometro 1 c'è la Tiergarten, un ex cimitero di animali morti in combattimento. Poco più avanti la Schwedenkreuzè dove si erge una croce alta 290 centimetri in ricordo del sindaco della cittadina di Kehlberg, ucciso per mano di soldati svedesi nel 1638. T La Klostertal è stata la base di un Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme nel XIV secolo e, infine, la Pflanzgarten (chilometro 17) dove i Conti di Nürburg avevano la loro reggia e un ampio terreno coltivato.

50 anni dalla prima 24 ore

La pista oggi ospita la 24 Ore del Nürburgring (Adac Zurich 24h-Rennen) che si è svolta per la prima volta nel 1970. L'attuale conformazione include la Nordschleife e una serie di raccordi che la collegano alla pista del Gp Strecke di cui utilizza la sezione dei box e tutto il tracciato a esclusione della porzione della Mercedes Arena, per un totale di 25,378 metri di lunghezza.

Allestimento “Green Hell”

Il costruttore tedesco Audi ha realizzato 50 esemplari di R8 chiamati “Green Hell” per celebrare i successi ottenuti nelle ultime edizioni della 24 Ore del Nürburgring (2012, 2014, 2015, 2017, 2019).

Nasce il mito Nuvolari

Gp di Germania: l’anno è il 1935, la vettura un’Alfa Romeo e il pilota in questione è Tazio Nuvolari. A bordo della sua Alfa Romeo P3, preparata dalla scuderia Ferrari e meno performante delle Mercedes e delle Auto Union in gara, brucia sul tempo tutti gli avversari. Al cospetto di 300mila spettatori tedeschi e contro le aspettative di tutti, incluso Adolf Hitler, l'italiano arriva primo al traguardo. Lo spartito per l'esecuzione dell'inno italiano viene fornito all'orchestra dal pilota in persona che era solito portare una copia con sé come portafortuna. Così è nata una leggenda.

Spazio alle prove

Teatro anche dell'omonima 1000 chilometri per vetture sport e granturismo, il Nürburgring è anche un centro di collaudo utilizzato dalle Case automobilistiche di tutto il mondo per testare i propri modelli e per misurarne le prestazioni. Anche il ceo di Tesla Elon Musk – come ha fatto sapere attraverso uno dei suoi tweet - ha scelto la location tedesca per la presentazione della nuova Roadster che avverrà nel 2021.

Pista del rock

Oltre le corse c'è di più. Nel 1985, in occasione della riapertura del tracciato a seguito di alcuni lavori strutturali, viene organizzato il "Rock am Ring" con circa 75.000 partecipanti. Il successo è stato enorme tanto che da spingere gli organizzatori a riproporlo annualmente e, ad oggi, è considerato il più grande festival rock della Germania con circa 100.000 fan ad ogni edizione.

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