Ultimo aggiornamento  30 ottobre 2020 03:31

Il Salone di Pechino riapre elettrico.

Paolo Borgognone ·

Il Motor Show di Pechino apre i battenti il 26 settembre per chiuderli il 5 ottobre. Sarà l'unico evento automobilistico internazionale del 2020 post Covid-19, essendo stati annullati tutti gli altri. E anche per questo sono presenti in forze costruttori stranieri come gli europei Audi, Bmw, Volkswagen (con la famiglia elettrica ID) e asiatici come Hyundai, Honda (con un concept elettrico) Nissan (con il nuovo suv a batteria Ariya) e Toyota.

Pechino riapre mentre la Cina fa sapere di ammirare Tesla e vuole a tutti i costi imitare il successo della Casa costruttrice di auto elettriche californiana. Diverse start up locali sono a caccia di investitori – anche pubblici – e di nuovi capitali per portare avanti il “sogno a batteria” incarnato dalle vetture di Elon Musk, soprattutto ora che i segnali in arrivo dal mercato paiono incoraggianti.

Aziende cinesi come Nio, XPeng, Li Auto e Wm Motor – per citare le più importanti - hanno raccolto complessivamente quest’anno fondi per 8 miliardi di dollari. Aiways, nata solo nel 2017, spera di sbarcare in borsa nei prossimi mesi, seguendo l’esempio di successo di XPeng e Li Auto. Questo sviluppo e l'elettrico sono i temi più importanti del Motor Show di Pechino.

A confermarlo Fu Qiang, oggi presidente del costruttore Aiways e con un passato nelle filiali cinesi di Volvo, Mercedes, Skoda e Faw Volkswagen. “L’intenzione è quella di quotarci in Cina e di attrarre l’interesse sia di investitori privati che di fondi”.  Questo anche vedendo il successo delle azioni di Tesla che hanno moltiplicato per dieci il loro valore nell'ultimo anno.

Segnali positivi

Il mercato cinese delle elettriche è stato quello che ha conosciuto negli anni la crescita più tumultuosa, grazie anche ai generosi sussidi proposti dal governo. Quando questi sono calati e le vendite – complice anche il Covid-19 – sono scese, la situazione si è fatta più difficile e alcune start up come Byton o Singulato hanno iniziato a soffrire. Ora però la situazione sembra stia cambiando, grazie anche all'impegno di di Tesla che non è mai mancato nemmeno nei momenti più bui e ha fatto sì che il costruttore aprisse a Shanghai – praticamente a tempo di record, 15 mesi – una fabbrica che dovrebbe sfornare, a pieno regime, 1 milione di vetture l’anno.

Nonostante la crisi, nei primi 8 mesi del 2020, le vendite di Tesla in Cina sono quasi triplicate raggiungendo quota 73.658 e secondo molti analisti cinesi questo successo potrebbe avere un effetto traino simile a quello che a suo tempo ebbe la Apple con i sui primi iPhone che aprirono la strada a molti altri imprenditori. Dice ancora Fu Qiang: “Le vetture smart di oggi non sono poi così smart. Possiamo paragonarle a un iPhone1. Ma il pubblico è estremamente affascinato e interessato a questi sviluppi, ai servizi connessi e si può sperare che, passo dopo passo, la crescita della tecnologia ci porterà anche per le automobili al livello degli iPhone attuali”.

Nuovi clienti

All’inizio della loro vita molti costruttori cinesi hanno piazzato le proprie elettriche soprattutto grazie alla crescita della domanda da parte delle società di ride-hailing, il servizio di taxi con auto private, come quello offerto da Didi Chuxing. Adesso – anche secondo il co-fondatore di Nio William Li – il mercato si sta decisamente spostando verso gli acquirenti privati.

Lo testimonia il successo delle vetture considerate più abbordabili” dal punto di vista economico: a cominciare dalla Model 3 di Tesla che, con i sussidi pubblici, costa in Cina poco meno di 40mila dollari ed è considerata, forse in relazione alle altre proposte dell'azienda di Musk, conveniente. Ancora più evidente il successo della “piccola” Hongguang Mini Ev, prodotta da una joint venture locale con General Motors e diventata la best seller tra le auto a batteria in Cina nel 2020 soprattutto grazie al suo straordinario prezzo, praticamente dieci volte inferiore a quello della Model 3.

A caccia di liquidi

Anche chi ha affrontato difficoltà molto gravi negli ultimi mesi spera di risollevare la testa grazie all’iniezione di nuovi capitali. E’ il caso di Byton che ha sospeso per sei mesi l’attività da gennaio di quest’anno e sta lavorando a una totale “ristrutturazione del suo business”, secondo le parole di un portavoce. Anche Singulato ha dovuto restringere parecchio il proprio campo d’azione ed è alla ricerca di fondi che serviranno a portare a termine la produzione di due vetture. Secondo i manager della start up, la possibilità di attrarre nuovi investitori è comunque in crescita e fa bene sperare per il futuro.

Nio ha raccolto nel 2020 3,8 miliardi di dollari, in parte grazie a fondi di investimento pubblici della provincia orientale di Anhui. Wm Motor – che ha alle spalle il colosso internet Baidu – ha comunicato di aver acquisito 1,5 miliardi nelle ultime settimane. XPeng e Li Auto sono entrati in borsa a luglio e agosto 2020 raccogliendo 1,5 e 1,1 milioni rispettivamente.

Prospettive di mercato

Il mercato cinese dei Nev (New Energy Vehicles, elettriche, ibride plug in e a idrogeno) ha ripreso a correre dopo circa un anno di declino. Le vendite sono salite del 26% in agosto dopo che la crescita a luglio, rispetto all’anno precedente, era stata del 19,6%. Complessivamente ci si attende che a fine anno la contrazione globale delle vendite possa essere dell’8,9%, per poi conoscere un balzo in avanti nel 2021 quando si prospetta un +48,4%, con 1,5 milioni di veicoli, il 7% del venduto totale in Cina.

Di questa crescita conta di approfittare anche Aiways che ha iniziato una strategia di vendita anche al di fuori del suo Paese. Fu Qiang ha citato l’ottimo risultato della U5, il suo primo modello in commercio, di cui sono stati venduti tra aprile e agosto 1.400 esemplari. In estate è stato presentato anche il suv U6 che potrebbe consentire alla start up di raggiungere in Cina quota 10mila vetture entro un anno. A queste se ne potrebbero aggiungere altre 3mila, visto che Aiways ha iniziato a vendere in Germania e spera di farlo presto anche in Belgio, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Norvegia e Svizzera.

Nio ha venduto nel secondo trimestre 2020 20.331 esemplari dei suoi modelli ES8 ed ES6, circa la metà di quanto commercializzato in tutto il 2019: questo ha portato a un miglioramento dei conti con le perdite che sono diminuite del 65% rispetto all’anno precedente.

"Pensiamo di aver superato in modo decisivo le difficoltà dello scorso anno", ha detto a Reuters l'amministratore delegato Li – anche perché la domanda è davvero forte. La nostra sfida principale nel quarto trimestre è migliorare la nostra capacità produttiva per ridurre i tempi di attesa di chi acquista una nostra vettura”.

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