Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 16:07

Lotus Evija, tra i cordoli di Hethel (VIDEO).

Edoardo Nastri ·

Un prototipo della Lotus Evija, prima hypercar elettrica del costruttore inglese, schizza tra i cordoli del circuito di Hethel, sede del quartier generale Lotus. Al volante c’è Gavan Kershaw, numero uno dei collaudatori Lotus: “La più grande qualità di questo missile silenzioso non sono i 2.000 cavalli o i 1.700 newtomentri di coppia disponibili al tocco dell’acceleratore, bensì la sua incredibile capacità di muoversi tra le curve più difficili”, racconta Kershaw accompagnato da un sibilo di sottofondo.

“Il merito è tutto del posizionamento delle batterie, proprio dietro di me, perfettamente al centro della Evija per avere un baricentro basso. Questa vettura non è solo estrema: fin da subito il progetto si è mosso pensando di creare un veicolo che fosse utilizzabile addirittura quotidianamente”, spiega Kershaw. Un miracolo possibile grazie all’elettronica di bordo che controlla la potenza dei motori a seconda della modalità di guida selezionata.

Cinque modalità di guida, cinque personalità

Il guidatore può scegliere tra cinque differenti “Drive Mode”. In modalità Range l’elettronica è impostata per conservare negli accumulatori quanta più energia possibile. La potenza disponibile passa da 2.000 a 1.000 cavalli, la coppia scende a 800 newtonmetri e la trazione viene trasferita dalle quattro alle due ruote posteriori. Qui si raggiunge il massimo dell'efficienza e l'autonomia arriva a 400 chilometri.

La City invece ottimizza le prestazioni per una tranquilla (si fa per dire con 1.000 cavalli sotto il piede) guida in città: lo scatto è dolce e la frenata rigenerativa permette di guidare la vettura con un pedale solo. Al rilascio dell’acceleratore la Evija rallenta infatti quasi fino a fermarsi. Una soluzione che permette anche di risparmiare i freni, non che sia un problema per chi può permettersi questa Lotus da 2,4 milioni di euro.

“In Tour le prestazioni iniziano a crescere. I cavalli a disposizione diventano 1.400 e si ha tutta la coppia (1.700 newtonmetri) a disposizione. Il torque vectoring lavora incessantemente per dare la giusta trazione che può passare da due a quattro ruote a seconda delle condizioni dell’asfalto”, spiega Kershaw. E se si deve entrare in un parcheggio nessun problema, basta premere un pulsante e la Evija solleverà il muso per evitare danni alla carrozzeria in carbonio.

Selezionando la modalità Sport la Evija inizia a fare sul serio. I cavalli diventano 1.700, lo stesso numero della coppia a disposizione. “I controlli di trazione riescono a mantenere la vettura in strada in qualsiasi condizione ed è possibile uscire dalle curve a velocità impressionanti”, dice Kershaw affondando il piede sull’acceleratore.

Infine in Race si ha la massima potenza possibile: 2mila cavalli che fanno letteralmente schizzare la Lotus Evija da 0 a 100 chilometri orari in meno di 3 secondi per una velocità massima di 324 all’ora. Numeri che le consentono di essere l’auto di serie al momento più potente al mondo.

130 esemplari e un suv nel 2022

La Lotus Evija, al debutto entro la fine dell’anno, è alimentata da un pacco batterie da 70 chilowattora, fornito dalla Williams Advanced Engineering, e viene prodotta in 130 esemplari nello storico stabilimento di Lotus a Hethel, Regno Unito, grazie a una linea produttiva dedicata costata a Geely, proprietaria cinese del costruttore inglese, circa 100 milioni di euro.

Con questo modello Lotus inaugura il suo futuro elettrificato: il costruttore inglese avrebbe intenzione di presentare il suo primo suv nel 2022, sfruttando le conoscenze del gruppo Geely in materia di propulsori ibridi plug-in o a zero emissioni.

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