Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 06:29

Safety2Share: scooter condivisi, più sicurezza.

Marina Fanara ·

"La mobilità sostenibile non può prescindere dalla sicurezza che deve essere garantita a tutti gli utenti della strada. Il che significa usare buon senso e rispettare le regole anche da parte di chi sceglie un servizio in sharing, scooter bici o monopattini". 

Così Geronimo La Russa, presidente dall'Automobile Club di Milano, parlando dei primi risultati di Safety2Share, un progetto realizzato dall'Automobile Club d'Italia in collaborazione con l'AC del capoluogo lombardo e l'Amat (Agenzia mobilità, ambiente e territorio) per analizzare uso, comportamenti e trend degli incidenti nel settore dello scooter sharing.

"Uno dei settori messi maggiormente a dura prova dall'emergenza sanitaria è proprio la mobilità - ha sottolineato La Russa - le nuove esigenze di distanziamento sociale hanno cambiato il modo di spostarsi dei cittadini. I servizi di sharing mobility possono dare risposte efficaci alle differenti esigenze di spostamento. A patto, lo ribadisco, che venga rispettato il giusto equilibrio tra i vari modi di trasporto e che tutti rispettino le regole, anche su due ruote o monopattino".

Milano e Barcellona insieme

Il progetto rientra nel Road Safety Grant Programme, programma cofinanziato della FIA - Féderation Internationale de l'Automobile - a sostegno dei progetti di sicurezza stradale in tutto il mondo che vede come partner anche Pirelli. Il programma si è focalizzato non solo sullo scooter sharing milanese ma anche sui servizi attivi a Barcellona sotto l'egida del Real Automovil Club de Catalunya.

L'obiettivo, spiegano gli organizzatori, è eseguire un'analisi comparativa tra i servizi di scooter condiviso e gli altri modi di trasporto, in modo da individuare le misure più efficaci per aumentare la sicurezza stradale.

Alternativa ai mezzi pubblici

Tra i dati più significativi emersi nel primo anno di Safety2Share a Milano spicca quello secondo cui la maggior parte degli utilizzatori degli scooter condivisi (il 78% del campione) non è pendolare ma sceglie questa modalità per spostarsi in ambito urbano e non solo per i tragitti casa-lavoro. Inoltre, molti degli attuali clienti prima dell'emergenza Covid usavano i mezzi pubblici, mentre ora si spostano su moto condivise in alternativa a bus, metro e tram (per lo più per motivi di sicurezza e maggiore disponibilità). 

Occhio alle ciclabili

Complessivamente sono quattro i punti di forza dichiarati dagli utenti che promuovono le scooter sharing per pulizia dei veicoli, disponibilità dei mezzi, costi del servizio adeguati e affidabilità degli operatori. Quanto all'aspetto della sicurezza, emerge che gli utenti sono molto prudenti: il 98% dichiara di non aver mai avuto un incidente a bordo di una moto condivisa e per il restante 2% si è trattato al massimo di un sinistro con soli danni alle cose.

Più indisciplinati, invece, per quanto riguarda l'uso delle piste ciclabili (il 25% delle violazioni riguarda proprio la circolazione su percorsi riservati alle bici) e il fatto di non indossare idoneo abbigliamento di sicurezza (solo il 6% del campione dichiara di mettere i guanti).

ACI: difendiamo i diritti di tutti

Per diffondere i corretti comportamenti, sia a Milano che a Barcellona, sono stati distribuiti depliant per ricordare le regole da seguire alla guida di uno scooter (che sia in sharing o meno), come non assumere sostanze alcoliche, non invadere le piste ciclabili e non  transitare lungo le corsie riservate ai bus.

"La sharing mobility - ha sottolineato Marco Granelli, assessore alla Mobilità del Comune di Milano - è ormai parte integrante della mobilità cittadina e proprio per il fatto di integrarsi con le altre modalità di trasporto, rappresenta anche un'opportunità per comunicare la necessità del rispetto per gli altri utenti oltre che delle regole della strada".

"Bene i nuovi servizi di mobilità, a patto che siano sostenibili anche per la sicurezza", ha concluso Enrico Pagliari, coordinatore Area tecnica Automobile Club d'Italia, "la mission di ACI è difendere i diritti di tutti coloro che si spostano, a prescindere dal mezzo che usano".

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