Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 23:36

Oldsmobile Jetfire: quando l'auto mise il turbo.

Paolo Odinzov ·

Alla Oldsmobile Jetfire spetta il merito di aver cambiato la storia dell’auto. Si tratta infatti della prima vettura al mondo di serie equipaggiata con un motore sovralimentato da un compressore turbo.

Le origini del modello

Le origini del modello risalgono al 1962, periodo in cui le grandi case automobilistiche americane si trovarono ad assecondare il nascente desiderio dei consumatori di guidare veicoli più piccoli, e soprattutto più efficienti, guardando anche al successo a casa loro di modelli come la Volkswagen Beetle che utilizzavano molto meno carburante rispetto alle assetate americane spinte dai V8.

La F85 Cutlass

Fu così che al marchio di Lansing, appartenete al gruppo General Motors, venne l’idea di realizzare una particolare versione della F85 Cutlass, al tempo il modello più piccolo proposto dalla azienda, per rispondere alle nuove tendenze del mercato.

Commercializzata sotto il nome di Jetfire, montava un “piccolo” V8 da 3.5 litri che, per abbattere i consumi di carburante senza sacrificare le prestazioni, poteva contare sull’aiuto di un compressore turbo. Da qui il nome del propulsore Turbo-Rocket, ricalcando nella tecnica quanto già avveniva all’epoca sui motori degli aerei.

L'alleanza con Garrett

Per realizzare la Jetfire, Oldsmobile strinse una partnership con la Garrett Corporation che all'epoca produceva componenti destinate all’industria aeronautica. Questa progettò un turbocompressore T5 adatto all’impiego automobilistico e capace di elevare notevolmente le prestazioni dell’auto rispetto al modello di derivazione, senza tuttavia aumentarne i consumi. Con una potenza di 215 cavalli e una coppia incrementata del 30% fino a 410 newtonmetri a 3200 giri, utili a farle toccare i 176 chilometri orari di velocità massima, accelerando da 0 a 100 in 9,2 secondi.

Complicata da gestire

La Oldsmobile non si rivelò però priva di pecche. Utilizzava la stessa architettura sospensiva instabile montata sulla Cutlass e ciò richiedeva una certa attenzione ed esperienza nella guida. Ancor di più, necessitava di un particolare raffreddamento tramite una miscela di alcol metilico e acqua distillata spruzzata nel flusso d'aria di aspirazione in modo da abbassare le temperature di combustione. La miscela, contenuta in un serbatoio, doveva essere costantemente controllata e rabboccata. Cosa che molti dimenticavano di fare procurando ingenti danni al motore.

Tutto questo portò presto all’uscita di scena del modello, prodotto in soli 3.765 esemplari, cui spetta comunque il merito di aver fatto all'epoca da apripista nel mercato ad altre vetture simili: tra cui la Chevrolet Corvair Monza Spyder, lanciata quasi in contemporanea a poche settimane di distanza e considerata anch'essa una antesignana delle moderne automobili turbo.

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