Ultimo aggiornamento  29 novembre 2022 09:06

Scooter, bici e monopattini: boom italiano.

Marina Fanara ·

È boom di scooter, bici e monopattini condivisi nelle città italiane, specie negli ultimi mesi, dopo il lockdown. Lo evidenzia Osservatorio sulla sharing mobility, in un incontro dedicato al tema "Muoversi in leggerezza": i noleggi nel settore della micromobilità segnano trend in crescita a due cifre, in ognuna delle tre tipologie, scooter, bici e monopattini.

"I servizi di sharing con i veicoli leggeri si stanno progressivamente diffondendo nelle nostre città", spiega Raimondo Orsini, responsabile della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, "l'aspetto più interessante è la progressiva integrazione di scooter, monopattini e bici condivise con il car sharing e il trasporto pubblico. Il risultato è un minor ricorso all'auto di proprietà per gli spostamenti urbani nelle città in cui tali servizi sono operativi".

Il "peso" della leggerezza

Il valore aggiunto, secondo Orsini, sta proprio nella "leggerezza" che si traduce in una più semplice modalità d'uso, nelle tariffe più convenienti (rispetto, per esempio, al car sharing) e in un minor impatto ambientale, soprattutto se si tratta di mezzi elettrici. Non a caso, la sharing mobility è diventata complessivamente più leggera: dal 2015 a oggi, il peso medio dei veicoli in flotta è sceso dai 347 chilogrammi a 121.

Le tre tipologie, inoltre, hanno in comune il fatto di avere un minor impatto in termini di occupazione del suolo pubblico e quindi di spazi per la sosta (ameno un quinto rispetto a un'automobile), una minore potenza e limiti di velocità più contenuti e un peso ridotto (un'auto pesa almeno 600 chilogrammi contro i 100 di uno scooter), con indubbi vantaggi anche in termini di consumi ed emissioni.

Scooter, 3 milioni di noleggi

Quanto ai numeri, lo scooter sharing oggi è presente in 4 città italiane (Roma, Milano, Torino a cui si è aggiunta più di recente Genova con MiMoto), con un totale di circa 5mila veicoli (di cui il 95% a batteria, solo i veicoli Zig Zag sono a benzina e sono attivi nella Capitale), mentre i noleggi nel 2019 hanno superato i 3 milioni, segnando un raddoppio rispetto al 2018.

"Il bikesharing è il più diffuso in Italia", sottolinea l'Osservatorio, "e insieme ai monopattini condivisi è il servizio che ha registrato la risalita più marcata subito dopo il lockdown". Oggi i servizi attivi nelle città italiane sono 39 in tutto (+6 rispetto al 2018). Circa 35mila i veicoli totali in flotta a (più che triplicata rispetto al 2015,) di cui 5.413 bici elettriche (il 15%), il 70% delle quali a sua volta è in modalità free-floating (i mezzi posso essere ritirati e riconsegnati anche al di fuori degli stalli riservati). Forte crescita anche per le iscrizioni: +60% nel 2019, grazie soprattutto all'aumento dei servizi in free-floating che, tra l'altro, offrono modalità di iscrizione pressoché immediate.

Meridione in affanno

Quanto ai monopattini condivisi, dal 2019, anno che ha segnato il debutto dei microveicoli nelle città italiane, nei primi 9 mesi del 2020 si è passati da 5mila a 27mila mezzi a disposizione. I servizi, più che triplicati, sono offerti da 7 operatori in 17 città sparse in tutto il Paese, con una maggiore concentrazione a Roma e al nord.

Complessivamente, spiega l'Osservatorio, circa un terzo dei 110 capoluoghi di provincia italiani ha almeno un servizio di micromobilità condivisa (che, ricordiamo, comprende sia scooter che bici e monopattini in sharing), con una prevalenza in Emilia Romagna e Lombardia. Il sud invece è ancora una volta in ritardo: servizi attivi solo a Palermo e Reggio Calabria (limitatamente al bike sharing) mentre i monopattini condivisi sono presenti a Lecce, Bari e Napoli. Viceversa, Milano è prima in assoluto per varietà e quantità dell'offerta, seguita da Roma e Torino.

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