Ultimo aggiornamento  01 novembre 2020 00:24

Kabinenroller Tg500, micro sportiva da 20 cavalli.

Elisa Malomo ·

Fra le più recenti novità della casa d'aste Rm Sotheby's, spicca il nome della Tg 500 (1960) soprannominata “Tiger”, l'ultima variante della Messerschmitt Kabinenroller, microcar tedesca a tre ruote popolare negli anni cinquanta. In occasione dell'evento “The Elkhart Collection" (23 e 24 ottobre), sarà venduta al miglior offerente a cifre che partono da una base di circa 150.000 dollari.

Il costo è dato dall'estrema rarità del pezzo. Si tratta di uno dei 150 esemplari esistenti dei 320 totali realizzati sul finire degli anni cinquanta dall'ingegnere aeronautico Fritz Fend, nonché “padre” della Kabinenroller. La vettura ha subìto un recente restauro che ha ridato vita alla livrea gialla sovrastata da un'ampia finestratura in plastica, la stessa che, grazie ad un meccanismo di apertura, consente l'ingresso nell'abitacolo. Negli interni, si distingue un cruscotto bianco su cui sono segnati i 7.765 chilometri percorsi e una targa con il numero di serie originale.

Un po' bubble car, un po' microcar

È nel 1958 che l'ex ufficiale della Luftwaffe decide di sfruttare le conoscenze tecniche acquisite nel campo dell'aviazione per creare un mezzo in grado, nonostante le dimensioni, di confrontarsi con le migliori sportive dell'epoca dello stesso segmento. Ed è con questi propositi che avviene l'esperimento: alla microcar di derivazione viene aggiunta una ruota per aumentare la stabilità, un motore bicilindrico a due tempi da 494 centimetri cubici e 20 cavalli di potenza e un telaio ausiliario ispirato alla F1.

Nasce così la vettura in miniatura più scattante di quegli anni: da 0 a 100 in 28 secondi con un picco di velocità massima a 125 chilometri orari.

Accanto al ritocco ingegneristico c'è anche quello estetico. A metà fra una bubble car e una microcar euro, la Tg500 viene dotata di una configurazione a tandem con il sedile anteriore più grande e alto in modo da trattenere meglio il guidatore anche ad alte velocità.

Fenomeno senza tempo

Quello delle microcar è un fenomeno senza tempo. Nasce nel secondo dopoguerra quando i progettisti dell'industria aeronautica iniziano a sbizzarrirsi eliminando il superfluo: ruote, ammortizzatori, retromarcia, portiere. A volte persino il tetto. Rimane solo l'idea di un'auto che enfatizzi il piacere di guidare verso un futuro più roseo. È così che anche in Italia nascono auto come la Bimbo (1946), l'Alca Volpe (1947), la Mivalino (1953), l'Iso Isetta (1953) o l'Acma Vespa 400 della Piaggio.

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