Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 12:53

Tutte le Mazda di Giugiaro.

Edoardo Nastri ·

Tra i designer che hanno contribuito a far conoscere il marchio Mazda nel mondo c’è anche Giorgetto Giugiaro. Il progettista torinese incontra Mazda negli anni ’60, agli inizi della sua carriera, mentre lavora da Bertone. Il marchio giapponese aveva stretto un sodalizio con Bertone, affidandogli la realizzazione di alcuni modelli per dare un respiro più internazionale alle linee delle sue vetture e crescere nei mercati di riferimento.

Nel 1963 debutta al Salone di Tokyo la Luce, primo prodotto nato dalla collaborazione tra Mazda e Bertone. La scelta di un nome italiano per una berlina a quattro porte non è stata certo casuale: Giugiaro le ha regalato un design pulito, senza tempo e un portamento elegante, disegnando una vettura con uno stile dal gusto italiano, all’epoca difficile da trovare in Giappone. Fu un successo, confermato dal restyling del 1965 cui fece seguito l’aumento di cilindrata a 1.5 centimetri cubici.

Il design innovativo della Luce

Il nuovo volto di Mazda venne inaugurato dal prototipo SP8, una berlina a quattro porte, realizzata di fatto sul pianale dell’Alfa Romeo 2600 Sprint, che non vide mai la produzione ma che è stata il banco di prova per unire le esigenze del costruttore giapponese, che aveva necessità di installare sulla Luce il motore rotativo Wankel, con quelle di stile dettate dal progettista italiano.

Giugiaro propose una linea estremamente originale, con un anteriore che puntava verso il basso e fortemente ispirato all’Alfa Romeo 2.600 Sprint. Mazda decise di modificarne alcuni dettagli ricercando uno stile più classico anche se meno innovativo. Il risultato fu la Luce 1.500, una vettura elegante e proporzionata.

Nel 1969 Giugiaro venne chiamato a disegnare la Luce R130, una coupé prodotta fino al 1972. Questa vettura sportiva era spinta da un motore rotativo 1.3 di cilindrata abbinato alla trazione anteriore e ne furono prodotti meno di mille esemplari.

La Mazda Familia

Il contratto tra Mazda e Bertone prevedeva il disegno e l’impostazione dei canoni stilistici adatti a una famiglia allargata di vetture, pensata per clienti dalle esigenze più disparate. Il piano di Mazda era quello di crescere insieme all’economia del Giappone, proponendo gradualmente prodotti sempre più ricercati.

Nell’ottobre del 1963 fece il suo debutto sul mercato la Familia: il modello, nato sempre dalla matita di Giorgetto Giugiaro, inizialmente venne pensato solo in configurazione van. Il suo successo vide seguire una versione berlina e una coupé nell’autunno del 1964, la cui produzione durò fino al 1967.

Delle 400mila Familia prodotte, 130mila erano a tre e quattro porte, tutte le altre van. La piccola cilindrata, inizialmente da 782 centimetri cubici, passata poi a 985, e le dimensioni compatte la rendevano una vettura non eccessivamente costosa e pratica. Un prodotto perfetto per nuove metropoli ed economie in crescita, pensata dal giovane Giugiaro per motorizzare interi paesi. Dall’Italia al Giappone.

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