Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 15:19

Baidu accelera sulla piattaforma per robotaxi.

Paolo Borgognone ·

Il colosso cinese Baidu accelera nella corsa alla guida autonoma. A un evento dedicato alla stampa tenutosi in questi giorni allo Shougang Park di Pechino - sede del Comitato per le Olimpiadi invernali in programma dal 4 al 20 febbraio 2022 nella capitale cinese - il ceo dell’azienda Robin Li ha presentato lo sviluppo di livello 4 (nel quale l'auto si guida in completa autonomia e l'essere umano interviene, anche da remoto, soltanto in caso di estrema necessità) della sua piattaforma autonoma Apollo.

Un robotaxi affidato all’intelligenza artificiale ha coperto un tragitto in totale autonomia nell’area del parco, compiendo tutte le manovre che si effettuano normalmente. Secondo Baidu, il cervello elettronico è in grado di prevedere e gestire ogni situazione si trovi di fronte in strada, anche se improvvisa ed estrema e può operare anche in aree rurali. In caso di necessità, la centrale operativa può intervenire tempestivamente da remoto e risolvere qualsiasi difficoltà.

Utilizza il 5G

“I tre componenti base della nuova piattaforma – ha spiegato Li Zhenyu, vicepresidente Baidu – sono un normale veicolo di produzione di massa, opportunamente dotato dei sistemi necessari, un “guidatore esperto” dotato di intelligenza artificiale e la rete 5G che permette un collegamento continuo e veloce tra la centrale operativa di controllo e il mezzo”.

Lo scorso luglio Baidu ha lanciato una prima flotta di robotaxi sperimentali con 300 mezzi a Changsa nella provincia di Hunan, diventando il primo operatore a ottenere la licenza “T4” che consente di mettere appunto in strada veicoli che possano operare autonomamente in un complesso urbano.

Secondo Baidu i suoi robotaxi – dotati delle precedenti versioni della piattaforma Apollo – hanno percorso oltre 6 milioni di chilometri durante i test e non hanno riportato alcun incidente. I clienti che sono saliti a bordo sono stati circa 100mila.

I problemi rimangono

Robin Li ha comunque smorzato gli entusiasmi e sottolineato come i robotaxi non potranno diventare definitivamente operativi prima del 2025”. Oltre allo sviluppo tecnologico, che deve ancora dare delle risposte ad alcuni interrogativi, in particolare riguardo la sicurezza, il manager ha parlato dei costi: “Un mezzo autonomo come questo costa circa 1 milione di Yuan (circa 125mila euro)”. Servono, quindi, investimenti colossali che si impiegherà anni a recuperare.

L’assicurazione robot

Intanto in Sud Corea, la Financial Service Commission ha confermato che a partire dalla fine di settembre verrà dato il via libera alle prime polizze assicurative per mezzi autonomi utilizzati a fini commerciali. Finora le coperture sviluppate riguardavano soltanto veicoli impegnati nei test.

Dodici differenti compagnie hanno infatti sviluppato prodotti ad hoc. Secondo la Commissione, il programma prevede una clausola che impone agli assicuratori di coprire immediatamente il danno e poi chiedere un eventuale risarcimento al costruttore se l'auto o i suoi sistemi risultassero responsabili del sinistro. In ogni caso – viene sottolineato – chi si trovi a bordo dell’auto al momento dell'incidente dovrà collaborare con l’indagine.

Inoltre - poiché le auto autonome possono essere vulnerabili a errori di sistema o agli hackers  - i premi saranno superiori del 3,7% rispetto al consueto. Non saranno forniti sconti per gli anni trascorsi senza incidenti.

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