Ultimo aggiornamento  25 ottobre 2020 15:38

Mazda, in viaggio nel tempo.

Carlo Cimini ·

AUGSBURG – Proseguono i festeggiamenti per il 100esimo anniversario di Mazda, fondata il 30 gennaio 1920. Questa volta è la Baviera il luogo delle celebrazioni, più precisamente il Mazda Classic - Automobil Museum Frey: un salone espositivo di 1.500 metri quadri – ricavato da un ex deposito tramviario di fine ‘800 - con all'interno circa 120 esemplari unici appartenenti alla collezione privata della famiglia tedesca Frey, che negli anni ’70 inaugurò una delle prime concessionarie del marchio giapponese in Germania.

Wankel, che amore

L’amore tra Mazda e i Frey nasce da molto lontano. Il colpo di fulmine per il grande appassionato di tecnologia Walter Frey – che oggi gestisce l’attività insieme ai figli Markus e Joachim – è avvenuto con il motore rotativo, caratteristica distintiva di Mazda e meglio conosciuto come Wankel: presentato e sviluppato dall’omonimo inventore tedesco nel 1957, in collaborazione con l’azienda tedesca Nsu, e tuttora esposto nel museo, si distingue dagli altri propulsori poiché il pistone non si muove con moto rettilineo alternato ma ruota intorno a un asse.

Il primo "gioiello"

La famiglia Frey mostra con orgoglio i propri "gioielli a quattro ruote", come amano definirli, la maggior parte acquistati sul portale di compravendite online eBay. “Ci sono voluti circa 30 anni per completare la ricerca”, racconta con soddisfazione Walter, iniziata nel 1980 con la Mazda Cosmo Sport. Il tour del museo - inaugurato nel 2017 - inizia dalla Mazda-Go, che prese poi il nome di Mazda GB-Dreirad negli anni '50. Il mini-truck a tre ruote fu il primo veicolo della Casa e svolse un ruolo centrale nella ricostruzione di Hiroshima – sede del quartier generale Mazda - dopo l’esplosione della bomba atomica durante la Seconda Guerra Mondiale. Venne commercializzato a partire dal 1931, a undici anni dalla fondazione poiché la Toyo Cork Kogyo – prima denominazione del costruttore - era specializzata esclusivamente nella produzione di sughero, un materiale molto richiesto dall’industria navale locale dell’epoca. L’anno successivo, nel 1921, l’imprenditore Jujiro Matsuda ne prese il controllo e la trasformò in una Casa produttrice di macchine utensili e poi in un costruttore di mezzi di trasporto.

Dalle "key-car" alle MX-5

Proseguendo il viaggio nel tempo, si arriva agli anni ’60. È il periodo delle “key-car”: utilitarie super compatte disegnate su misura per la città giapponesi. Non può non prendere la scena l'iconica R360, in perfette condizioni, la prima vera automobile di Mazda, posizionata vicino a una Carol. Gli anni scorrono e lo si nota anche dalle forme delle auto presenti nel museo Mazda. I modelli iniziano ad aumentare di grandezza: a partire dalle "europee" Luce 1500 e R130 (quest'ultima disegnata da Giorgetto Giugiaro), rispettivamente del 1966 e 1969, o della 929 del 1975; in toni minori, è anche il caso della piccola Mazda Chantez del 1972. Dopo aver ammirato da vicino la carrellata della serie RX e MX-5 - una di queste costruita completamente a mano - catturano il nostro sguardo il fuoristrada Pathfinder XV-1 del 1972 e un esemplare di AZ-1 del 1992 con apertura delle portiere ad ali di gabbiano. Davvero suggestivi.

"Mazda 100Years" edition

Il tour sta per terminare ma prima di salutarci la famiglia Frey tiene a mostrare una serie di vetture da corsa della loro collezione. Sono auto che hanno partecipato a varie competizioni, ma ciò che a Walter e ai suoi figli preme più raccontare è quanto sia stata importante la divisione sportiva nella storia del costruttore giapponese: nel 1991 infatti Mazda divenne il primo marchio asiatico a vincere la 24 Ore di Le Mans con la mitica 787B che lanciò definitivamente a livello globale il motore Wankel.

La visita finisce con vista sulle ultime MX-5 e Mazda 3 in edizione limitata per il 100esimo anniversario. La speciale livrea bianca, chiamata "Flake White Pearl Mica", è abbinata al tettuccio in violetto Borgogna: un binomio di colori già visto sulla prima coupé R360 del 1960. Ma siamo in una nuova era, quella elettrica: la prima auto a batteria del marchio, la MX-30, è già esposta al centro del Salone.

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