Ultimo aggiornamento  24 gennaio 2021 20:44

Unrae: più risorse per fascia 91-110 g/km di CO2.

Redazione ·

"Si rischia di bloccare il mercato". È l'allarme lanciato in una nota ufficiale da Unrae, l'associazione che rappresenta le Case straniere in Italia, dopo aver appreso la notizia che il fondo di 100 milioni stanziato dal governo nel decreto legge Agosto e destinato ai veicoli rientranti nella fascia emissiva 91-110 grammi per chilometri di CO2, è andato a esaurirsi dopo poco tempo.

"Rifinanziare il fondo"

"Nonostante le numerose richieste di Unrae - si legge nella nota - di ipotizzare sistemi di travaso delle risorse da una classe all’altra una volta che si fosse arrivati all’esaurimento di una delle dotazioni previste o di immaginare un fondo complessivo per tutti i veicoli agevolati, si è verificato, come previsto, che a fronte di un rapido esaurimento del plafond destinato alle vetture della fascia 91-110 restino a oggi quasi 300 i milioni disponibili, di cui probabilmente tanti in esubero, rientranti nelle altre fasce emissive incentivate".

"Dal punto di vista dei concessionari - si legge nel comunicato - preme poi evidenziare una strozzatura funzionale che di fatto crea problemi ai clienti finali. La piattaforma che gestisce l’Ecobonus, infatti, prevede un limite di 50 pratiche al giorno per ogni concessionario registrato con la conseguenza che, con i fondi agli sgoccioli, nella categoria 91-110, un consumatore che pure ha concluso il suo acquisto rischia di non vedersi concedere gli sconti perché la sua pratica è stata completata quando ormai i fondi erano esauriti. Questa situazione lascia nel caos le reti di concessionari a livello nazionale che devono gestire da soli i reclami e le preoccupazioni degli automobilisti".

"Perché non avere un fondo unico?"

“Il sistema messo in campo dal governo - ha commentato Michele Crisci, presidente di Unrae - contiene forti elementi di rigidità e alcuni profili incoerenti con quanto ritenuto essere lo spirito di sostegno e cioè la ripresa del mercato e il rinnovo del parco circolante. La rigidità principale consiste nell’impossibilità di travasare le risorse da una fascia emissiva all’altra o di prevedere un fondo unico, che si traduce nel rischio di lasciare inutilizzati parte dei fondi pur a fronte di una quota di domanda che resta così insoddisfatta. È più che mai urgente - ha continuato Crisci - rifinanziare il fondo esaurito per non frenare la crescita di un settore già fortemente colpito nei mesi scorsi dall'emergenza sanitaria."

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