Ultimo aggiornamento  30 settembre 2020 01:26

Verona: ecco la nuova mobilità.

Marina Fanara ·

Nuove importanti infrastrutture stradali, ma anche nuove ciclabili e più trasporto pubblico. Sono queste le priorità del primo Pums (Piano urbano di mobilità sostenibile) appena adottato dal Comune di Verona. Un piano all'insegna dello "spazio condiviso", spiega Luca Zanotto, vicesindaco con delega alla Viabilità e traffico, "che prevede la realizzazione di infrastrutture adeguate al patrimonio storico-culturale del nostro territorio e che quindi punta a incentivare modalità dolci di spostamento, ma senza escludere l'auto".

Una parte importante del progetto è la realizzazione di infrastrutture stradali per la grande visibilità sull'asse est-ovest e nord-sud della città. "Collegamenti che oggi mancano", sottolinea il vicesindaco, "e che sono fondamentali per evitare il passaggio in centro finora necessario per raggiungere la sponda opposta della città".

Grandi strade in cantiere

Per decongestionare il traffico e liberare il centro, è prevista per esempio una nuova strada urbana in grado di collegare la zona est della città con la ovest, un passaggio di attraversamento delle Torricelle, a unica canna solo per i mezzi leggeri, fino a Ca' di Cozzi. Allo studio anche nuove tecnologie per la connettività del traffico veicolare, come il potenziamento della centralizzazione semaforica, dei pannelli a messaggio variabile, dell'interazione attraverso smartphone. E, infine, la realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori serviti non solo da navette e bus ma anche da altri mezzi sostenibili.

Dalle strade al trasporto su ferro: due delle soluzioni stabilite nel piano sono il nuovo attraversamento sotto i binari della ferrovia per congiungere Santa Lucia allo Stadio e il collegamento ferroviario tra l'aeroporto Catullo e la fiera. Largo spazio infine alla mobilità ciclabile con la realizzazione del Biciplan: una grande rete ciclabile che attraversi in lungo e in largo l'intera area urbana, integrandosi ai tracciati esistenti. "Si tratta di infrastrutture necessarie per incentivare l'uso della bici come mezzo di trasporto urbano alternativo o integrato all'auto, specialmente per i tragitti brevi e per coprire l'ultimo miglio", sottolinea il vicesindaco.

Auto-bici, mettiamo le distanze

Stando ai dati, infatti, anche a Verona, come in molte altre realtà urbane del Paese, la sfida è quella di ridurre l'uso incondizionato dell'auto su tragitti brevi: sono circa 70 mila i veicoli che attraversano la città ogni giorno, di cui circa la metà fa meno di 5 chilometri, con punte del 38% per tragitti inferiori ai 4 chilometri mentre il 22% è sotto i 3 chilometri.

"Tratte brevi che potrebbero essere servite anche con mezzi sostenibili e alternativi all’auto", dice il vicesindaco, "se non invertiamo la tendenza, tra una decina di anni il traffico sarà completamente congestionato, con effetti che potremmo vedere già da questo mese, quando, con la ripresa delle scuole e la minore offerta di trasporto dei mezzi pubblici per le norme anti Covid-19, le percentuali di chi userà la macchina saliranno ancora".

Luca Zanotto non ha dubbi: "Serve un vero e proprio cambio di mentalità che ci porti a utilizzare i mezzi alternativi, sostenibili ed ecologici per le brevi percorrenze. O a integrare l'uso dell’auto, che può rimanere lungo la cinta esterna della città, con altri sistemi di trasporto. È questa la sfida: puntare sulla mobilità dolce e sui mezzi elettrici attraverso interventi che in parte abbiamo già messo in campo, come le colonnine di ricarica e la possibilità per i veicoli full electric di accedere liberamente in ztl. Sono interventi che non escludono l'auto ma la considerano uno dei tasselli della mobilità e non l'unico possibile".

Tag

Mobilità sostenibile  · Pums  · Verona  · 

Ti potrebbe interessare

· di Marina Fanara

Il Comune veneto punta sulla bici elettrica e sulle nuove ciclabili per offrire alternative senza penalizzare l'auto da limitare ai percorsi da e per l'hinterland

· di Marina Fanara

I ragazzi a partire dai 16 anni d'età potranno utilizzare il bike sharing. Lo ha deciso il Comune per sensibilizzare giovani e studenti a una mobilità più sostenibile