Ultimo aggiornamento  25 ottobre 2021 08:46

Torino, strade condivise.

Marina Fanara ·

Promuovere gli spostamenti a piedi, in bicicletta, con il trasporto pubblico e mezzi condivisi e favorire la mobilità in piena sicurezza a tutti gli utenti della strada, veicoli privati compresi, attraverso zone 30 e ciclabili condivise con le corsie riservate alle auto.

È  questo il progetto di Torino per una nuova mobilità, soprattutto dopo i cambiamenti imposti dall'emergenza sanitaria. Alcune delle nuove iniziative verranno lanciate, in via sperimentale, durante la Settimana europea della mobilità sostenibile, dal 16 al 22 settembre

Strade a 30 all'ora, spazio per tutti

In prima linea sono le zone 30, le aree a velocità limitata, dove le auto non possono transitare a più di 30 chilometri orari per permettere la convivenza in piena sicurezza con bici, pedoni e monopattini. Non a caso Torino è stata una delle prime città italiane a istituire una zona 30 (nel 2010 lin zona Mirafiori nord) e Palazzo Civico è  fermamente intenzionato a istituirne molte altre, oltre alle strade 30 già attive sul territorio.  

Lo scorso novembre, la Giunta guidata dal sindaco Chiara Appendino ha approvato il progetto di fattibilità di 5 nuove zone 30: Vanchiglia, Basso San Donato, Borgo Campidoglio, via Di Nanni e piazza Carducci. I lavori, già finanziati con circa 593 mila euro di fondi Pon Metro. sarebbero dovuti iniziare dopo qualche mese, poi lo stop per l'emergenza coronavirus. 

Nel frattempo, sempre a partire dallo scorso novembre, la Ztl centrale è stata interamente trasformata in una grande area a 30 all'ora, 24 ore su 24, proprio per migliorare la coabitazione tra auto, bici e pedoni. 

27 controviali a 20 all'ora

Ora il sindaco sembra fermamente intenzionato a proseguire su questa strada. Per esempio, sono in corso di realizzazione numerose piste ciclabili "temporanee" (non in sede protetta, ma ricavate dalle normali corsie riservate alle auto) mentre su 27 controviali - per un totale di 80 chilometri - è stato istituito il limite a 20 chilometri orari grazie a una serie di interventi infrastrutturali in corso di realizzazione per migliorare la coesistenza tra automobili e biciclette. 

"La condivisione degli spazi è il vero nodo di una mobilità che si trasforma in chiave moderna e sostenibile", ribadisce il sindaco Appendino, "tanto più in questo delicato momento, la strada non è territorio esclusivo delle auto ma uno spazio che deve vissuto tra più soggetti, in contemporanea e al massimo delle sicurezza attraverso interventi di moderazione del traffico e di ciclabilità".

Scuole car free

Tra le misure anche l'istituzione di zone libere dalle auto davanti alle scuole, a iniziare dall'istituto per l'infanzia Bay in via Principe Tommaso e all'istituto comprensivo Manzoni con la chiusura al traffico delle relative strade. L'obiettivo è agevolare l’ingresso e l'uscita senza assembramenti e la pedonalizzazione delle vie Morgari, tra via Belfiore e il civico 9, e Lombroso tra le vie Principe Tommaso e Sant'Anselmo.

Un progetto innovativo è Torino Mobility Lab, "parte integrante", spiegano al Comune, "del piano previsto per il nodo intermodale di trasporto di Porta Nuova, che  ha come obiettivo la riduzione del traffico privato negli spostamenti quotidiani nel quartiere San Salvario favorendo la mobilità alternativa nell'area tra via Nizza e i corsi Vittorio Emanuele II, Massimo d’Azeglio e Bramante".

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