Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 15:44

Renault: la cura sarà più dura.

Redazione ·

Renault potrebbe dover tagliare i costi più di quanto inizialmente previsto per uscire dalla “zona rossa”, visto che la situazione dei conti del marchio francese è preoccupante. A scriverlo in una nota ai sindacati e al personale del gruppo francese – il cui contenuto è stato reso noto da Reuters - il nuovo ceo Luca de Meo.

"L'obiettivo – si legge nella comunicazione - è tornare sulla strada giusta e risolvere il più rapidamente possibile i nostri problemi più urgenti: i fondi di cassa e i costi. Questo significa che forse dovremo andare oltre il previsto con gli sforzi di riduzione delle spese".

Fuori in 15mila

Lo scorso maggio il costruttore ha annunciato l’intenzione di tagliare quasi 15mila posti di lavoro, riducendo la produzione e ristrutturando gli impianti sul suolo francese con l’obiettivo di risparmiare 2 miliardi di euro.

In questa nota de Meo non parla di cifre ulteriori. Un portavoce aziendale ha confermato come il management stia "concentrandosi più sulla redditività che sui volumi di vendita". Un deciso voltafaccia rispetto all’aggressivo piano di espansione voluto dall’ex presidente dell’Alleanza con Nissan e Mitsubishi Carlos Ghosn, naufragato non soltanto a causa dei problemi del manager - arrestato in Giappone per false comunicazioni e appropriazione di denaro delle aziende e oggi fuggito in Libano – ma anche per lo scoppio dell'epidemia di Covid-19.

"Zona rossa"

A questo proposito de Meo ha parlato di “zona rossa” nella quale il costruttore si è trovato a causa anche di problemi pre esistenti come la traiettoria verso il basso degli utili dal 2018, la scarsa capacità di generare denaro, vendite in calo e nuovi modelli non abbastanza vantaggiosi.

"Dobbiamo raddoppiare gli  sforzi per raggiungere una redditività sostenibile e generare flussi di cassa", ha affermato de Meo secondo il quale l’esempio da seguire in questo senso è quello del piano di ristrutturazione della rivale e connazionale Psa, concentrata sul taglio dei costi e la realizzazione di veicoli più redditizi.

"Nel prossimo quinquennio, faremo quello che PSA ha fatto negli ultimi cinque anni", ha detto de Meo sostenendo anche che all’interno dei diversi segmenti la riduzione del numero di modelli potrebbe arrivare al 30%. Possibile anche un aumento - tra il 25 e il 30% - dei prezzi delle vetture piccole del marchio.

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