Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2021 09:33

Jeep Wagoneer, una storia americana.

Paolo Borgognone ·

Se chiedete a un signore americano di mezza età quale sia stato l’evento clou del 1963 vi parlerà, probabilmente, dell’omicidio del presidente John Fitzgerald Kennedy a Dallas il 22 novembre di quell’anno. Ma per la storia dell’automobile – in particolare di quella a stelle e strisce - il 1963 è ricordato in particolare per l’inizio della produzione della Jeep Wagoneer. Uno dei primi suv della storia e antesignana dei fuoristrada di lusso – prodotta dalla Kaiser Jeep per sostituire la leggendaria MB, l’auto che vinse la seconda guerra mondiale –la Wagoneer era stata presentata l’anno precedente. L'intento era quello di andare incontro alle esigenze della famiglia media americana, tentata dalle grandi strade costruite attraverso il continente e alla ricerca di spazio, ma anche di comodità.

Non a caso la vettura proponeva soluzioni ancora piuttosto rare per l’epoca, come il piantone dello sterzo regolabile in altezza, aria condizionata, radio e illuminazione interna.

Design d'accezione

Prodotta nello stabilimento di Toledo, Ohio, la Wagoneer portava la firma stilistica di Brooks Stevens, un designer che sempre nel 1962 aveva stupito tutti con la innovativa Studebaker Gran Turismo Hawk e che nel suo passato aveva anche la creazione di modelli storici di moto commercializzate con il marchio Harley Davidson. Per svilupparla c’erano voluti tre anni e un investimento (tutt’altro che da sottovalutare per l’epoca) di oltre 20 milioni di dollari.

Work in progress

Dotata sia di trazione solo posteriore (eliminata dall’offerta nel 1973) che integrale, la Wagoneer nasceva sulla piattaforma SJ di Jeep (condivisa con la Gladiator), rimasta inalterata anche  durante i successivi passaggi di mano, prima alla American Motors Corporation (che produsse l’auto tra il 1970 e il 1987) e poi a Chrysler (fino al 1991, anno nel quale la produzione cessò completamente). Per questo se ne parla come di una delle vetture prodotte per più tempo senza cambiare piattaforma nella storia dell’auto. L’ultima Wagoneer – messa in ginocchio soprattutto dalla crisi petrolifera causata dalla Guerra del golfo del 1990 – uscì dalla fabbrica di Toledo il 22 giugno 1991.

Lunga 4,7 metri e larga 1,9 per un peso che ha raggiunto i 2.048 chilogrammi, nel corso della sua vita la Wagoneer è stata equipaggiata con motori 6 cilindri in linea 3,8 litri o V8 con differenti tipi di carburatore con una potenza salita (nel 1970) a 5,9 e quindi fino a 6,6 litri. Dal 1966 - con debutto nella versione Super Wagoneer, una versione di lusso uscita quell'anno e prodotta fino al 1969 in quasi 4mila unità  - l'auto passò dal cambio manuale a quello automatico.

Dal punto di visto dello stile, la Wagoneer conobbe diversi restyling con l’aggiunta - nel 1971 - alla carrozzeria dei particolari in legno che ne divennero tratto distintivo. 

L'idea di Marchionne

A parlare per primo dell'intenzione di far rivivere la Wagoneer fu l'allora ceo del gruppo Chrysler, Sergio Marchionne: al North American International Motor Show di Detroit del gennaio 2011, il manager italo-canadese disse che il nome sarebbe tornato per un suv che avrebbe dovuto vedere la luce già nel 2013. I piani cambiarono poi, anche se ancora nel prospetto industriale per i successivi cinque anni del 2014 si parlava di una piattaforma unica che avrebbe contraddistinto la Wagoneer, Durango e Grand Cherockee con un debutto previsto per il 2018.

Il "sogno" di Marchionne ha ora una data di nascita precisa: la nuova Wagoneer - anche in versione ibrida plug-in - arriverà nel 2022. Il nome, inoltre, verrà utilizzato per indicare una nuova gamma di veicoli "premium" rispetto alla normale produzione Jeep.

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