Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2021 07:54

Jeep Grand Wagoneer, il ritorno del lusso Usa.

Angelo Berchicci ·

E’ uno dei simboli dell’America su quattro ruote e si appresta a tornare sul mercato dopo trent’anni di assenza. Stiamo parlando della Jeep Grand Wagoneer, modello di punta della Casa statunitense, che entrerà in commercio nel 2022, e sarà dotata anche di una motorizzazione elettrificata ibrida plug-in.

Il costruttore ha diffuso le prime foto con alcuni dettagli del veicolo, al momento ancora un concept, che come da tradizione promette dimensioni importanti e una dotazione di lusso, tanto da rappresentare una rivale di Mercedes GLS, Land Rover Range Rover, Cadillac Escalade e Lincoln Navigator.

La Casa ha anche fatto sapere che il nome Wagoneer sarà utilizzato per identificare una nuova famiglia di veicoli, con caratteristiche premium rispetto alla normale gamma Jeep. In attesa della presentazione ufficiale, prevista per fine anno, ripercorriamo insieme la carriera di questo storico modello.

Destinata alle famiglie 

All’inizio degli anni ’60 il brand americano Willys, produttore della famosa Jeep MB della Seconda Guerra Mondiale e della sua versione civile, la CJ, era alla ricerca di un mezzo che potesse andare incontro alle esigenze delle famiglie. Venne sviluppata quindi la Wagoneer, una fuoristrada più grande, comoda e meno spartana della Willys Jeep Wagon che andava a sostituire.

Lanciata nel 1962, la Wagoneer è stata la prima fuoristrada di lusso della storia (la ben più famosa Range Rover arriverà solo nel 1970), grazie a una serie di soluzioni uniche per l’epoca, come il servosterzo, la trasmissione automatica, l’aria condizionata e la radio. La Wagoneer può essere definita anche uno dei primi suv, grazie all’unione di caratteristiche stradali (sospensioni anteriori indipendenti, corpo vettura più basso) e grandi capacità di carico e di traino, garantite dal nuovo pianale SJ, condiviso con il pick-up Gladiator.

Le prime versioni della Wagoneer erano dotate di trazione posteriore o integrale, propulsori a sei cilindri in linea o V8, e carrozzeria a 3 o 5 porte. Successivamente la variante a 3 porte venne eliminata per lasciare spazio a un modello a parte, strettamente derivato dalla Wagoneer e destinato a diventare un altro nome noto nella gamma Jeep: la Cherokee.  

Sempre più ricca 

Negli anni si alternarono numerosi restyling che progressivamente plasmarono l’immagine della Wagoneer come la conosciamo oggi: con linee squadrate, fari rettangolari e le tipiche fiancate rivestite in legno, una caratteristica divenuta un simbolo di questo modello. La dotazione venne ulteriormente arricchita, con la comparsa di freni a disco, cruise control, sedili regolabili elettricamente, interni in pelle, tetto apribile e finestrini elettrici.

Nel 1984 l’auto era ormai prossima alla pensione ma continuava a far registrare ottimi risultati di vendita. I vertici di Jeep (nel frattempo venduta dall’argentina Kaiser all’AMC) decisero quindi di mantenere in vita il modello, e di sostituire solamente la Cherokee SJ, che lasciò il posto alla nuova generazione, la XJ, costruita su una nuova piattaforma a scocca portante.

La fine della carriera 

La Wagoneer, venne quindi rinominata Grand Wagoneer e divenne ancora più lussuosa e accessoriata. Anche dopo l’acquisto di Jeep da parte di Chrysler nel 1987, la fuoristrada continuò ad essere prodotta sfruttando il pianale pressoché immutato del modello presentato negli anni ’60.

La produzione della Wagoneer terminò solo nel 1991, a causa della Guerra del Golfo e del rincaro nel prezzo della benzina, che spinsero molti automobilisti a orientarsi su vetture più moderne e con un consumo inferiore rispetto alla Wagoneer, poco aerodinamica e mossa da un V8 da 5,7 litri. Con 29 anni di onorata carriera, la fuoristrada è tuttora la vettura americana che è rimasta per più tempo sul mercato con la stessa piattaforma.  

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