Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 12:59

Jensen Huang e la sfida del superchip.

Paolo Borgognone ·

“Tutte le mattine mi sveglio con lo stesso pensiero fisso in testa: ho solo 30 giorni per salvare la mia azienda dal fallimento. Non possiamo fermarci ma dobbiamo ogni giorno affrontare una sfida nuova”.  Parola di Jehn Sun (o Jensen come preferisce essere chiamato) Huang – 57enne nativo di Taiwan ma trapiantato negli Usa – fondatore, presidente e ceo di Nvidia, l’azienda che progetta e costruisce i chip che fanno andare, tra le altre cose, anche le auto autonome.

Un modo per motivarsi (utilizzato in passato anche per spremere i suoi ingegneri) per il capo di una società che non solo non è in difficoltà ma che a luglio del 2020 ha superato non un’azienda qualunque ma il colosso mondiale Intel, diventando - anche per la Borsa - leader nel settore dei processori e delle schede madri per computer, in particolare quelli per il gaming, smartphone (il 95% in tutto il mondo hanno suoi componenti all’interno) e, ovviamente, vetture driverless. Le azioni di Nvidia – a proposito il nome venne scelto mettendo insieme la parola Video e Envidia (invidia in spagnolo) – sono cresciute dall’inizio dell’anno del 68% e la valutazione complessiva dell’azienda, appunto lo scorso luglio, ha toccato i 248 miliardi di dollari, 2 più di Intel che pure ha un guadagno previsto a fine anno nettamente superiore: 74 miliardi di dollari contro i 14,3 di Nvidia.

Il segreto

Uno dei segreti – mica tanto nascosti poi – del successo dell’azienda del taiwanese Huang (che qualcuno ha chiamato l’Elon Musk dei chip) sta proprio nei chip per i sistemi di autopilota delle driverless. A gennaio 2019 – confermando un nuovo accordo con Daimler per sviluppare insieme nuovi processori per l’intelligenza artificiale alla guida – Huang annunciava anche l’arrivo sul mercato per il 2020 del sistema 2+ (che in realtà sembra tanto un sistema driverless di livello 4, nel quale non si prendono praticamente mai i comandi se non in caso di grave pericolo), un passo avanti decisivo per la crescita delle vetture senza conducente."Praticamente si potrà dire all'auto di portarci in ufficio e il resto lo farà da sola. L'abbiamo sperimentato in una zona trafficata della California, tra altre vetture, intersezioni, traffico e tutto è andato alla perfezione".

Tutto sul software

Il credo di Mr Huang è semplice: “Le Case automobilistiche di domani dovranno essere società di software. Certo, servirà avere accesso a ottime batterie per muovere le elettriche, essere fortissimi nel design e capire al volo il mercato. Ma da un punto di vista ingegneristico, il futuro è nel software. Daimler lo sa e sta collaborando con noi per elaborare una architettura per auto di nuova generazione”.

Per questo si sta procedendo allo sviluppo della piattaforma Drive Agx orin, costruita intorno a un processore matematico ad alta performance e disegnata come un prodotto software modulare che può essere implementato nel tempo attraverso interventi online. Sarà questo il “cervello” delle Mercedes a guida autonoma che dovrebbero arrivare in strada entro il 2024.

Il futuro di Nvidia passa anche per le  mappe, altro aspetto chiave per lo sviluppo della guida autonoma. Un mercato globale – di cui i californiani sono già al vertice – che si prevede possa raggiungere nel 2027 un giro di affari di oltre 10 miliardi di dollari, con una crescita su base annua del 34% rispetto alla situazione attuale pre-Covid. Roba sempre da non dormirci sopra per Huang. 

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