Ultimo aggiornamento  30 settembre 2020 03:04

Come eravamo: Fiat 126 vs Citroën 2CV.

Alberto Bellucci e Massimo Tiberi ·

L'articolo è integralmente ripresa dal numero 124 de l'Automobile di Giugno 1979.

Prima di partire in vacanza

Sia la Fiat 126 che la Citroën 2 CV, pur robuste e affidabili, non sono però bestie da soma: se si decide di sovraccaricare una macchina bisogna sceglierla di grossa cilindrata. Vediamo insieme qualche regoletta da tener presente per non avere sorprese.

Secondo la Citroën, non si dovrebbe mai montare un portapacchi sulla 2 CV; anche la capacità di traino è un po' ridotta (400 kg). Sulla 126 è possibile montare un portapacchi ma non superare mai i 50 kg di carica. Per il traino stare inoltre al di sotto dei 670 kg dichiarati dalla Fiat.

Agili nel traffico e facili da parcheggiare

La 2 CV richiede un po' di assuefazione ma una volta fatta la mano con lo strano cambio (sul cruscotto) e l'occhio con le non indifferenti dimensioni, si guida nel traffico con vero piacere. Ottima per lo shopping, grazie al grande portabagagli (ma è bene coprire la ruota di scorta con un telo). Malgrado la lunghezza e il diametro di sterzata (11 metri), si parcheggia bene: attenzione però ai parafanghi che sporgono dalla carrozzeria. Un po' limitata l'aerazione nel traffico caotico (i vetri posteriori sono fissi) se non si apre il tetto.

Fiat 126 si infila dappertutto e si parcheggia in un fazzoletto: è una cittadina per eccellenza. Facilissima da guidare, non presenta alcun problema di adattabilità. Qualche problema, invece, per le compere: il portabagagli è un po' piccolo e i pacchi ingombranti vanno sul sedile posteriore. Molto ridotto il diametro di sterzata (8,60 metri) e sempre leggero in manovra il volante. Ottima la visibilità, accurata l'aerazione ma soprattutto praticissimi in città i paraurti integrali (che proteggono la carrozzeria anche sui lati).

Sicure su strada

La 2 CV è inchiodata al terreno (non importa se c'è pioggia o neve) e offre anche un buon comfort di marcia pur non essendo silenziosissima. Abbastanza veloce (112 km/h) e brillante (45,5 sec. sul km) per la mole e la cilindrata, ha buoni freni ma un cambio difficile da manovrare soprattutto agli inizi. Un po' duro lo sterzo in manovra ma preciso e diretto in marcia. Scarsa la visibilità.

Nata per la città, la 126 si comporta bene anche su strada aperta. Non particolarmente confortevole (un po' rigide le sospensioni), sopporta comunque viaggi a medio raggio. Adeguata la velocità (108 km/h) e l'accelerazione (46 sec. sul km) e buona la ripresa (anche da 30 km/h). Buoni ora i freni e migliorato il cambio che richiede poco sforzo (in terza si superano i 90 km/h).

Piccole ma comode

La 2 CV è lunga quasi come una 128, è molto comoda per quattro persone più i bagagli. Sedili a panchina ma confortevoli e rifiniture spartane. Anche la dotazione accessori è ridotta (mancano addirittura plafoniera e posacenere) ma di serie c'è un grande tetto apribile (laborioso da avvolgere). Asportabili i sedili (per i picnic o anche per aumentare la capacità del portabagagli.

Nella Fiat 126 è tutto rivestito in moquette (un vero lusso per un'utilitaria), l'abitacolo è un po' strettino per quattro e il bagagliaio va bene solo per pacchi e borse. Ben finita e ricca di accessori, la 126 ha anche i paraurti laterali e, in questa versione, il tetto apribile. Di serie i sedili anteriori reclinabili, tasche portacarte e cristalli posteriori apribili nonché vaschetta porta-oggetti sul tunnel.

Semplici e robuste

Se trattata con attenzione (controllare spesso l'olio: ne consuma un po' e manca una spia), la meccanica della 2 CV non dà noie. Attenzione anche agli ingrassatori (ogni 20 mila km). Costosi ricambi e riparazioni: faro 24.168 lire, paraurti anteriore 27.133 lire, guarnizioni freni 53.000 lire (più 100 mila manodopera), parafango anteriore 58.500 lire, fanalino posteriore 12.700 lire.

La 126 semplice com'è difficilmente da grattacapi e i guasti si risolvono con poca spesa. Attenzione però ai 2 ingrassatori anteriori (la manutenzione è ogni 20 mila km). Ricambi e riparazioni sono i meno costosi: faro 16.100 lire, paraurti anteriore 16.500 lire, guarnizioni freni 26.200 lire (più 25 mila lire di manodopera per la sostituzione), parafango anteriore 11.200 lire, fanalino posteriore 1.400.

Per tempi di austerity

Con un serbatoio di 20 litri bastano poche migliaia di lire per fare un pieno alla 2 CV (sufficiente per coprire anche 300-350 km se si va piano). Di rigore la Super. In città fanno in media da 11,5 a 13 km/lt: su strada aperta se ne fanno anche 17-18 (e i piedi leggeri pure 19-20). Su autostrada i consumi aumentano: non si scende però mai dal di sotto dei 13-14 km/lt.

La 126 può essere alimentata anche con metà Super e metà benzina normale e ha un serbatoio di soli 21 litri (c'è pure la spia della riserva). Su strada, a velocità costante con cambio in quarta, consuma pochissimo: a 80 all'ora fa 21,5 km/lt e a 100 quasi 16. In città si sta sui 12-14 km/lt e in autostrada, alla massima velocità, si fanno ancora i 14. Da 300 a 400 km l'autonomia extraurbana.

Il parere del tecnico

Nata oltre trent'anni fa con un'impostazione tecnica rivoluzionaria (trazione anteriore, sospensioni indipendenti a interazione, piccolo motore ma grande abitacolo, ecc.), la 2 CV è ancora oggi tecnicamente attuale mentre la sua carrozzeria demodé le dà tocco di originalità. Sofisticata (e costosa) la meccanica che è però collaudata.

La 126 è derivata dall'intramontabile 500 ma molto più sicura (il serbatoio è sotto il sedile posteriore e i freni sono a doppio circuito) nonché più potente, ha una meccanica semplicissima che non dà noie. Fra le auto a motore posteriore è anche una delle più sicure. Adeguati alle prestazioni i freni ma non lo sterzo (è impreciso).

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