Ultimo aggiornamento  10 aprile 2021 17:13

Le rivali di Tesla: Nio (3ª puntata).

Angelo Berchicci ·

Tra le startup specializzate in auto elettriche è quella che finora ha affrontato il percorso più travagliato. Stiamo parlando di Nio, azienda fondata nel 2014 a Shanghai, che dopo aver stupito presentando in poco tempo la supercar EP9, il suv a sette posti ES8 e il più piccolo ES6, è incappata in una grave crisi di liquidità a fine 2019 che ne ha messo a repentaglio la sopravvivenza.

Dopo una profonda ristrutturazione, l’azienda è rinata con nuovi investitori e una diversa ragione sociale, e nel secondo trimestre del 2020 le vendite sono tornate a crescere, spinte dalla ripresa del mercato cinese dopo l’epidemia di coronavirus e dalla presentazione del nuovo suv-coupé EC6.

Vendite più che raddoppiate 

La Tesla cinese, come è stata definita l’azienda negli scorsi anni, può dire ormai di aver invertito la rotta. Agli inizi di luglio, Nio ha pubblicato i risultati del suo secondo trimestre, in cui le consegne hanno toccato quota 10.331 unità, con un incremento del 191% su base annua e del 169% rispetto al trimestre precedente. Il mercato finanziario ha accolto positivamente la notizia, tanto che le azioni dell’azienda hanno visto il loro valore aumentare di oltre il 50% nell’ultimo mese.

La Casa ha beneficiato della robusta ripresa che il mercato cinese ha vissuto a partire dal mese di giugno, agevolato dal ritorno degli incentivi statali sulle auto elettriche, e della presentazione del suo ultimo modello: il crossover-coupé compatto EC6.

Una rivale per la Tesla Model Y 

Con un pacco batteria da 70 chilowattora (opzionale da 100) che garantisce un’autonomia di 440 chilometri (616 chilometri), e un sistema composto da due motori elettrici per una potenza totale di 544 cavalli e 725 newtonmetri di coppia, l’auto si pone come una concorrente temibile per l’ultima suv di Tesla, la Model Y.

La EC6 dovrebbe avere un prezzo di 53mila dollari (45mila euro) prima degli incentivi statali, mentre la vettura della Casa californiana, il cui debutto in Cina è atteso entro fine anno (sarà prodotta nella Gigafactory di Shanghai), dovrebbe attestarsi attorno ai 50mila dollari (42.600 euro).

Nuovi finanziatori 

Nel mese di luglio, inoltre, Nio ha irrobustito ulteriormente la sua posizione finanziaria, grazie all’apertura di nuove linee di credito con sei banche cinesi, che hanno garantito prestiti totali per 1,5 miliardi di dollari (1,3 miliardi di euro). Fondi che si sommano al miliardo di dollari ricevuto ad aprile da investitori cinesi para-statali e che segnano la fine della crisi di liquidità vissuta dall’azienda a fine 2019.

Solo a gennaio 2020 il ceo e fondatore di Nio, William Li, aveva lanciato l’allarme definendo le riserve di liquidità “non sufficienti a coprire le richieste di capitale per la continuazione delle operazioni”. Una condizione causata sia dal rallentamento del mercato automobilistico cinese (amplificato dalla fine degli incentivi governativi sulle elettriche), sia dal grande indebitamento in cui la startup è incorsa nel tempo: oltre 6 miliardi di dollari (5,1 miliardi di euro) spesi dal 2014 per lo sviluppo delle proprie vetture. 

La crisi e la rinascita

Come risultato, Nio ha cancellato i piani per lo sviluppo di una berlina elettrica e per la costruzione di un nuovo stabilimento nei pressi di Shanghai. Il costruttore ha anche venduto il suo team in Formula E, oltre ad aver drasticamente tagliato i posti di lavoro (dai 10mila dipendenti di inizio 2019 è passata a 7.500), non solo in Cina ma anche nelle sue strutture all’interno della Silicon Valley. Lo stesso William Li ha investito 200 milioni di dollari (170,5 milioni di euro) dal suo conto personale per cercare di garantire la sopravvivenza della startup.

L’arrivo del coronavirus in Cina a inizio 2020 ha fatto il resto, provocando un ulteriore crollo nelle vendite. In questa situazione drammatica, tuttavia, Nio ha trovato la forza per rialzarsi: è stata creata una nuova società, Nio China, in cui sono stati trasferiti tutti gli asset legati a produzione, sviluppo e vendita dei veicoli. La nuova realtà, priva dei debiti di Nio Inc, ha potuto così raccogliere investimenti per 7 miliardi di yuan (911,4 milioni di euro) provenienti da una cordata di società cinesi legate allo Stato. La sede dell’azienda è passata quindi da Shanghai a Hefei, mentre gli impianti produttivi non hanno subito contraccolpi.

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