Ultimo aggiornamento  21 gennaio 2021 04:09

Il ritorno del bicolore.

Edoardo Nastri ·

A guardare il rapporto di Axalta, società specializzata in verniciature, sui colori più diffusi delle auto acquistate nel 2019 in Europa non si può certo dire che ai cittadini dell’Unione piacciano le cromie sgargianti: il 24% delle vetture sono grigie, il 23% bianche, il 21% nere, il 10% argento. Per vedere il primo colore acceso bisogna scendere al 6% dove troviamo il rosso, mentre verde, arancione e giallo si fermano all’1%. Una situazione stagnante da qualche tempo se si pensa che nel 2010 il 26% del parco auto venduto era, appunto, grigio.

Nei prossimi anni tuttavia la situazione potrebbe cambiare. I costruttori stanno lanciando vetture sempre più colorate e, per chi non si accontenta di un colore solo, stiamo assistendo al ritorno della doppia tonalità. Una scelta stilistica che coinvolge auto di tutte le architetture e segmenti, dalle citycar, ai crossover, ai suv di lusso e che viene utilizzata dai designer anche come trucco per snellire linee talvolta troppo marcate o stazze decisamente ingombranti.

Dagli anni 50 ad oggi

La vernice bicolore riporta a uno dei periodi d’oro del design automobilistico: gli anni '50. Una moda presente in diversi mercati, dall’Europa agli Stati Uniti, e che talvolta distingueva le versioni più esclusive o sportive di un modello. Come ad esempio la Fiat 1100 TV (Turismo Veloce) del 1953, allestimento prestante della berlina torinese che tra i dettagli più caratteristici aveva, oltre al faro centrale, proprio la vernice bicolore. O la Mini, proposta da sempre in due cromie.

Anche oltreoceano questa moda spopolava: dalla Corvette alla Chevrolet Bel Air del 1957, dalla Ford Victoria Crown alla Thunderbird, modelli che hanno fatto la storia dell’automobile americana.

A settant’anni di distanza, la storia si ripete: sono più di 60 i modelli a listino in Italia che è possibile acquistare in versione bicolore. Dalle citycar di segmento A come Fiat 500 (solo in alcuni allestimenti), Hyundai i10 o Toyota Aygo o B come la Toyota Yaris, ai crossover compatti come Ford Puma ed Ecosport, Hyundai Kona, Peugeot 3008, Ds 3 Crossback, Citroen C3 Aircross, Jeep Renegade, Volkswagen T-Roc e T-Cross, Toyota C-HR, Seat Arona, Suzuki Vitara e le Kia Stonic e Niro.

Anche per i premium

Il ritorno al doppio colore ha coinvolto anche diversi marchi premium, primi fra tutti gli inglesi di Land Rover: “La doppia tonalità aiuta a snellire le forme e aggiunge un elemento di grande personalità. Abbiamo intenzione di proporla sempre di più”, ci raccontava Jerry McGovern, responsabile del design di Land Rover, durante la presentazione della nuova Defender all’ultimo salone di Francoforte. Il costruttore inglese offre l’opzione del tetto a contrasto per la totalità della sua gamma, composta da Evoque, Discovery, Discovery Sport, Velar, Range Rover Sport e Range Rover.

La doppia tonalità di colore sembra essere particolarmente gettonata anche per le auto elettriche. Nissan ha deciso di adottarla sia sull’attuale Leaf che sulla Ariya, primo suv a zero emissioni del costruttore giapponese, ma ci sono anche Volkswagen ID.3, Mazda Mx-30, Honda e, Peugeot e-208, Citroen e-C4, Volvo Xc40 Recharge e molte altre. Sembra che le strade del futuro saranno popolate da veicoli silenziosi e decisamente colorati.  

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