Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2020 21:42

Le rivali di Tesla: Rivian (1ª puntata).

Angelo Berchicci ·

Tra le Rivali di Tesla è considerata una delle più solide sul piano aziendale. Parliamo di Rivian, startup fondata nel 2009 da Robert “RJ” Scaringe, ingegnere laureato al Massachussetts Institute of Technology. Nel tempo Rivian ha accumulato oltre 5 miliardi di finanziamenti e ha stretto accordi commerciali con importanti partner, come Ford e Amazon, ma ha dovuto scontare forti ritardi nella produzione dei suoi primi due veicoli elettrici, il suv R1S e il pickup R1T, che ora sembrano in dirittura d’arrivo.

Sfida a Model Y e Cybertruck

Concluso il lockdown dovuto all’epidemia di coronavirus, Rivian ha ripreso le proprie attività ad un ritmo serrato. La Casa con sede a Plymouth (Michigan) si trova ad affrontare una riorganizzazione interna che dovrebbe culminare nell’entrata in commercio dei suoi due veicoli elettrici nell’estate del 2021, l’R1T a giugno e l’R1S ad agosto, disponibili in un primo momento solo sul mercato americano.

Presentate nel 2018, sulla carta le due vetture sono rivali piuttosto temibili per i modelli a ruote alte di Tesla. Saranno infatti declinate in vari step di potenza fino a 750 cavalli, con un’autonomia che potrà arrivare a oltre 640 chilometri. La Model Y, l’ultima suv lanciata da Tesla, si ferma a poco più di 500 chilometri, mentre il Cybertruck promette fino a 800 chilometri di autonomia, ma con tempistiche di commercializzazione ancora non chiare come spesso capita con Elon Musk.

La riorganizzazione

Dopo mesi di lavori e 750 milioni di dollari investiti per la riconversione, nei giorni scorsi Rivian ha inaugurato la fabbrica di Normal (Illinois), acquistata da Mitsubishi Motors. Mentre il sito vedrà presto iniziare la produzione dei primi esemplari di pre-serie delle vetture, la startup sta andando incontro ad un piccolo terremoto organizzativo, con il trasferimento di migliaia di dipendenti dalla sede centrale di Plymouth ai nuovi uffici amministrativi di Irvine e San Jose (California). Obiettivo? Far entrare a regime tutte le attività entro fine anno, quando sarà dato il via libera alla produzione degli esemplari definitivi di R1T e R1S.

Le collaborazioni con i partner

C’è poi il capitolo Amazon. Il colosso dell’e-commerce ha commissionato a Rivian la produzione di 100mila furgoni elettrici per le consegne, che verranno realizzati in varie tranches nel corso dei prossimi cinque anni. Secondo i piani, Amazon dovrebbe ricevere i primi 10mila veicoli entro la fine del 2021.

Meno definiti invece i termini della collaborazione con Ford. Inizialmente si era parlato della realizzazione di un suv elettrico a marchio Lincoln che sfruttasse la piattaforma “skateboard” di R1S e R1T. La pandemia ha fatto svanire i piani, anche se Ford ha dichiarato di continuare a valutare la produzione di un veicolo elettrico che sfrutti parte della tecnologia di Rivian.

Nuovi investimenti

A dare una spinta importante ha contribuito anche il recente finanziamento di 2,5 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro) ricevuto dall’azienda. Si tratta della cifra maggiore raccolta dalla Casa di Plymouth in un unico round di investimento (lo scorso anno ha ottenuto un totale di 2,85 miliardi di dollari in quattro tornate).

Fa riflettere anche la diversa origine della liquidità: in questo caso non si tratta di risorse provenienti da Ford o Amazon, ma da fondi di investimento esterni e agenzie specializzate in operazioni finanziarie, come T. Row Price Associates, Baron Capital Group e Soros Fund Management, facente capo al magnate George Soros.

Segno che la finanza americana, sulla scia dei successi di Tesla, sta dando maggiore attenzione alle start up elettriche. Scaringe ha tuttavia dichiarato di non essere interessato a quotare Rivian a Wall Street, come invece stanno facendo alcuni competitor (Nikola e prossimamente Fisker), preferendo continuare a fare leva sui fondi raccolti durante i round di investimento.

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