Ultimo aggiornamento  15 aprile 2021 12:48

Uber perde quasi 2 miliardi di dollari.

Redazione ·

La pandemia colpisce ancora Uber, portandola a una perdita - tra aprile e giugno 2020 - pari a 1,8 miliardi di dollari. Nonostante questo, grazie a un bilancio solido e soprattutto a severi tagli alle spese, l'azienda di taxi privati e consegne spera di tornare al segno più sui bilanci già entro la fine del prossimo anno.

La conferma è arrivata direttamente dall'amministratore delegato, Dara Khosrowshahi, in una conference call con gli investitori per illustrare i dati trimestrali che hanno visto un calo del giro di affari del 29% a 2,24 miliardi di dollari rispetto all'anno precedente, superando la stima media degli analisti di 2,18 miliardi di dollari.

Avanti piano

Secondo il manager, gli ultimi 3 mesi hanno visto una crescita a livello globale delle corse di ride hailing del 5%. Il calo rispetto allo stesso periodo dell’anno passato è comunque ancora del 75%. Khosrowshahi ha spiegato che il recupero delle corse, che rappresentano i due terzi delle entrate, dipende dalla capacità di diversi paesi di contenere il virus. Mentre negli Usa – il mercato principale per Uber – la pandemia si sta ancora diffondendo, il recupero è finora guidato dall'Asia, con l’unica eccezione dell'India.

A Hong Kong e in Nuova Zelanda, le prenotazioni hanno addirittura superato i livelli pre-Covid-19, mentre le richieste di viaggio in Germania, Francia e Spagna sono migliorate e il calo rispetto a un anno fa è solo del 35%. Complessivamente, però, il numero di utenti della piattaforma nei 69 paesi in cui Uber opera è quasi dimezzato rispetto al 2019, passando da 99 milioni a 55.

Khosrowshahi ha comunque confermato che l’azienda spera di tornare a generare profitti già prima del 2021 e attribuito parte delle perdite alle spese sostenute per licenziare circa il 23% della forza lavoro – in particolare negli Usa – a causa della pandemia. Subito dopo la diffusione dei numeri le azioni di Uber sono scese del 2,9% a 33,72 dollari.

Uber Eats va

Se il Covid-29 mette a rischio il business dei taxi privati, quello delle consegne di cibo è invece in pieno sviluppo. I ricavi di Uber Eats sono raddoppiati nel trimestre a 1,2 miliardi di dollari, grazie a una maggiore richiesta, dato che gli americani continuano in gran parte a rimanere a casa. Rispetto al primo trimestre la crescita è stata del 49%.

Il Cfo di Uber, Nelson Chai, ha dichiarato che, secondo gli analisti, l'attività di consegna di cibo di Uber potrebbe diventare redditizia nella stragrande maggioranza dei paesi in cui opera entro un paio di anni. Uber negli ultimi mesi ha chiuso le operazioni di Eats in otto mercati più piccoli, tra cui l'Europa orientale e il Medio Oriente e ha ridotto le perdite in India, dove ha venduto la sua attività di ordinazione di cibo a un concorrente locale in cambio di una posizione nella società. Uber Eats sta guadagnando terreno anche nei sobborghi, compresi i quartieri esterni di New York City.

Uber il mese scorso ha ampliato la sua copertura di consegna annunciando l'acquisizione di Postmates per 2,65 miliardi di dollari per espandere il business della fornitura di beni di uso quotidiano.

I problemi non finiscono

La lotta agli effetti della pandemia non è però l’unico problema che Uber deve affrontare. In particolare la società deve affrontare diverse sfide legali sullo status dei suoi conducenti negli Stati Uniti, con la California e il Massachusetts che hanno citato in giudizio l'azienda per la presunta errata classificazione dei drivers come indipendenti.

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