Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2020 21:35

La California dà la scossa ai taxi privati.

Patrizia Licata ·

Uber, Lyft ed eventual nuove società di ride hailing (taxi privati) in California dovranno impiegare un numero sempre crescente di auto elettriche nella loro flotta per ridurre le emissioni di gas serra. L’ente pubblico per la tutela della qualità dell’aria, il California Air Resources Board (Carb), ha presentato un ambizioso programma “Miglia Pulite” (“Clean Miles Standard”) in cui propone di istituire un tetto alle emissioni dei veicoli utilizzati dai servizi di ride hailing: queste società dovranno, entro il 2030, coprire con mezzi elettrici il 60% delle miglia totalizzate dalle loro corse. Per ottenere questo risultato circa un terzo delle flotte di taxi privati dovranno essere elettrificati. La proposta del Board sarà vagliata dai regolatori californiani il prossimo gennaio.  

Obiettivo ambizioso

L’obiettivo è a dir poco ambizioso. Nel 2018, secondo dati della stessa Air Resources Board, le auto elettriche rappresentavano solo l’1% delle miglia percorse dai servizi di ride hailing. Consapevole della sfida, il Carb suggerisce a Uber e Lyft di offrire incentivi ai loro autisti per passare ad auto elettriche a batteria o con celle a combustibile (auto a idrogeno) e di rivolgersi, in particolare, agli autisti più attivi, che effettuano molte corse ogni giorno.

Lyft verso una flotta 100% elettrica

Lyft ha accolto con entusiasmo la proposta del Carb. L’azienda rivale di Uber è impegnata a convertire tutti i veicoli della sua flotta (oltre 2 milioni di vetture) in auto elettriche entro il 2030, un risultato che va oltre quanto proposto dall’Air Resources Board. Sam Arons, a capo delle strategie per la sostenibilità di Lyft, ha detto ai giornalisti di Wired che “il Carb deve, secondo noi, continuare con strategie aggressive” per migliorare la qualità dell’aria.

Per raggiungere velocemente il tetto obbligatorio del 60% di veicoli elettrici nella flotta chiesto dal governo californiano, Lyft potenzierà la collaborazione con i costruttori e aumenterà gli investimenti nel programma di leasing per gli autisti, Express Drive. Ricerche condotte internamente all'azienda dimostrerebbero che i driver che non usano l’auto propria ma la affittano sono più portati a scegliere un’elettrica e coprono più miglia (anche se per i critici gli autisti lavorano di più per compensare i costi del noleggio).

Quanto inquina il ride hailing?

Meno esplicito l’entusiasmo di Uber sulle politiche dell’Air Resources Board. La società più nota dei taxi privati non ha per ora annunciato iniziative per elettrificare la flotta, ma un portavoce ha dichiarato sempre a Wired che Uber “è felice di continuare a collaborare” con l’Air Resources Board e che “appoggia” la proposta del Clean Miles Standard della California.

È comunque difficile misurare l’impatto sulla qualità dell’aria dei veicoli del ride hailing. Uno studio della Union of Concerned Scientists ha addirittura stimato che i viaggi dei taxi privati, come Uber e Lyft, causerebbero circa il 69% di emissioni di gas serra in più se prendono il posto di modalità di spostamento a basso impatto, come i trasporti pubblici, la bicicletta o andare a piedi.

California tira dritto sulla mobilità green

La California si è posta il traguardo di 5 milioni di auto a emissioni zero (elettriche a batteria, elettriche a idrogeno fuel cell e ibride plug-in) immatricolate entro la fine del 2030. Anche qui l’obiettivo è ambizioso: al momento nello Stato sul Pacifico ne circolano appena 655mila. Occorre quindi un incremento di quasi otto volte nei prossimi dieci anni.

I veicoli a emissioni zero raggiungono in California (dato dei primi nove mesi del 2019) una quota del 7,9% sul parco circolante; se si aggiungono le ibride non plug-in, le auto a basso impatto hanno uno share del 13,4%. È il dato più alto di sempre e l’Air Resources Board è ottimista: “Procediamo al ritmo giusto per raggiungere il traguardo”. Anche Uber e Lyft, dunque, dovranno fare la loro parte per tenere il passo.

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