Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 06:34

Come eravamo: una spider per l'estate.

Alberto Bellucci e Massimo Tiberi ·

L'articolo è ripreso interamente da l'Automobile numero 47 di Luglio del 1977. L'anno scorso la più venduta in Italia è stata la Triumph Spitfire (345 unità); seguono a ruota l'Alfa Romo Junior e la Fiat X1/9. Sono queste le spider preferite: ma le vendite complessive di questo tipo di auto non rappresentano neppure lo 0,2 per cento del mercato italiano. Nel 1976 sono state immatricolate meno di duemila vetture apribili (includendo anche il cabriolet a 4 posti della Volkswagen) su un totale di un milione e 160 mila.

Eppure sono macchine di cui si fa un gran parlare, soprattutto d'estate, e le cui esportazioni alleggeriscono notevolmente la bilancia italiana dei pagamenti: la Fiat X1/9 e l'Alfa Romeo sono di casa negli Stati Uniti molto più che in Italia (la Junior era la protagonista, insieme a Dustin Hoffman, del film "Il Laureato"). l'Automobile ha messo a confronto le tre spider più vendute: sono tutte di cilindrata inferiore ai 1500 cc (la Lancia Beta, la quarta in classifica, è invece una 1600-2000 cc).

Alfa Junior Spider

Erede della celebre Giulietta Spider e anche questa disegnata da Pininfarina, la Junior adotta la collaudata meccanica delle Giulia. Piuttosto cara, è però decisamente la più brillante e anche la più comoda delle auto messe a confronto. Ha inoltre un'affidabilità a tutta prova (il motore è garantito per 100 mila km come su tutte le Alfa). Il livello di finitura non è forse all'altezza del prezzo anche se i materiali sono di buona qualità: la plancia è tutta verniciata e solo la campana del cambio ha la moquette.

Soddisfacente la dotazione di accessori: cofano motore e portabagagli illuminati, cassetto con chiave, luci retromarcia, plafoniera interna, doppi retrovisori esterni, eccetera. Mancano le visiere parasole e i sedili hanno un sistema di inclinazione antiquato. Completa la strumentazione (non mancano contagiri e manometro olio). Immatricolata come una 2 posti più 2, la Junior in realtà ospita dietro un paio di bambini al massimo. Delle tre spider provate, questa ha la maggiore cubatura del portabagagli (300 litri): il vano è regolare e ben rivestito (la ruota di scorta sotto il piano).

Su strada: molto veloce (173 km/h) e dall'ottima accelerazione, la Junior è il solo modello provato con il cambio a 5 marce che permette di sfruttare meglio la già esuberante potenza. Il motore comunque è molto elastico e in quinta si riprende bene da 30-35 km/h (poco più di 1.000 giri). Morbido, maneggevole e ben sincronizzato il cambio: elevate le velocità raggiungibili con le marce basse (90 km/h in seconda, 125 in terza e oltre 160 in quarta). Eccezionali per potenza e resistenza i freni, ma il pedale è poco modulabile (è cioè troppo morbido).

Molto confortevole, la Junior ha sedili comodi e ben disegnati, abbondante spazio interno, sospensioni ideli (né dure né morbide) e un motore abbastanza silenzioso (ma non agli alti regimi). Eccellente, nella tradizione Alfa, la tenuta di strada anche sul bagnato. Adeguato alle prestazioni il consumo: su strade extraurbane si fanno anche 12-13 km/lt con guida turistica. Pregi: prestazioni molto brillanti, Eccezionale tenuta di strada. Ottimi freni. Comfort elevato. Difetti: prezzo un po' alto. Finiture migliorabili. Qualche lacuna negli accessori.

Fiat X1/9 Special

Progettata come una vettura da competizione (motore centrale, carrozzeria molto aerodinamica con fari a scomparsa, 4 freni a disco, eccetera), la X1/9 non ha riscosso molto successo in Italia (è stata presentata alla fine del '72) mentre all'estero è richiestissima, soprattutto negli Usa. Il motore, lo stesso della 128 coupé, è molto affidabile e brillante: la sua unica pecca è forse quella di avere un cambio a 4 sole marce (con, per giunta, una quarta surmoltiplicata e quindi lunga). Disegnata da Bertone, la carrozzeria si distingue per una linea originalissima, appesantita però in quest'ultima versione Special da troppi fregi. I posti sono due, secchi: dietro non entra neppure una borsa. In compenso ci sono due portabagagli abbastanza capienti: nel vano anteriore si può sistemare la cappottina rigida (fa parte della dotazione di serie) mentre in quello posteriore, più piccolo, bisogna fare attenzione a non sistemare cibi o vino perché riscaldato dal motore.

Soddisfacenti ora le rifiniture ma i colori vistosi della tappezzeria possono non piacere a tutti: sembrano infatti destinati più agli utenti americani che a quelli italiani. Buona la dotazione di accessori (cassetto con chiave, accendino, reostato per l'illuminazione, acceleratore a mano, plafoniera efficiente) e completa (contagiri, conta km parziale, termometro acqua, eccetera) e ben visibile la strumentazione. I sedili, avvolgenti ma non molto imbottiti, hanno lo schienale fisso.

Su strada: veloce, piuttosto brillante, la X1/9 ha nella tenuta di strada la sua caratteristica più marcata: basta avere un po' di esperienza e conoscere bene la vettura per ottenere grandi prestazioni. Ma se si è alle prime armi, meglio aspettare un po', soprattutto se si guida sul bagnato. Buoni i freni, potenti e resistenti e con pedale abbastanza morbido pur essendo sprovvisto di servofreno. Ben manovrabile, ma un po' dura, il cambio: con la seconda si fanno i 95 di tachimetro e con la terza i 140. Con un uso appropriato del cambio si ottengono tempi notevoli in accelerazione: appena 7 secondi per passare da 0 a 80 km/h e 11,2 per arrivare a 100. Il motore non è particolarmente elastico ma con la quarta si procede bene anche a 35 km/h. Piuttosto buono il comfort di marcia pur essendo le sospensioni un po' dure: la rumorosità è in compenso abbastanza contenuta. Soprattutto se si fa grande uso della quarta il consumo è assai ridotto (anche più di 14 km/lt su strade extraurbane) e si mantiene limitato alle alte velocità grazie alla buon profilatura aerodinamica. Pregi: prestazioni brillanti, buona tenuta di strada, freni potenti, consumo limitato. Difetti: abitabilità un po' ridotta, rifiniture appariscenti, motore non molto elastico.

Triumph Spitfire

Nata oltre 15 anni fa, è la classica spider inglese dalla linea tradizionale ed elegante (ma pochi sanno che è stata disegnata dal torinese Michelotti) e dalla meccanica conservatrice (ha ancora il telaio). A guidarla si rivivono le emozioni del passato: scomoda (sospensioni dure, sedili stretti e accessibilità difficile), rumorosa sia di motore che di carrozzeria, piena di spifferi (ma la cappotta ha un'ottima tenuta all'acqua), è però una vettura dalla guida estremamente piacevole. Con la Spitfire si scopre il gusto della velocità: a 100 all'ora sembra già di volare e ci si sente padroni della strada.

Tra quelle prova è la spider dall'abitacolo più stretto (ma dietro i sedili c'è posto ancora per qualche bagaglio o per un cane) e più scomodo: non si sale ma si scende in macchina. Il portabagagli (illuminato) è di capacità discreta anche se occupato dalla ruota. Con un supplemento di 277mila lire si può avere la vettura in versione tetto rigido (e questa è la Spitfire preferita dal mercato italiano): d'estate, con una semplice operazione il tetto si smonta e si lascia in garage o in cantina. Buone le finiture soprattutto in rapporto al prezzo: il pavimento è in moquette, la plancia è tutta in vero legno, i sedili sono ben rivestiti. Completa la dotazione di accessori (cinture di sicurezza a inerzia, luci di retromarcia, poggiatesta, bracciolo centrale e addirittura telo per coprire l'abitacolo ma manca un cassettino). La strumentazione è completa (contagiri, conta km parziale, termometro acqua, eccetera): c'è anche la spia delle cinture di sicurezza.

Su strada: non particolarmente brillante né veloce, ha tuttavia notevole grinta sportiva. Con la quarta si fanno i 162 km/h effettivi, con la terza i 125 (a 6.000 giri) e con la seconda gli 80. Se non ha uno spunta da Ferrari, il motore però è piuttosto elastico: in quarta si riprende bene da soli 1.000giri/min (meno di 30 km/h). Il cambio è all'inglese: duro ma preciso. Anche i freni sono duri (le Spitfire per l'Italia non hanno servofreno) ma sono anche abbastanza potenti e resistenti. Molto caratteristica la tenuta di strada: richiede un po' di pratica ma si avvale di uno sterzo preciso e diretto (ridottissimo il diametro di sterzata: appena 7,60 metri, meno di una 126). Tipici della Spitfire sono i numerosi cigolii provenienti dalla carrozzeria. Per finire, consumi da utilitaria: non è difficile, su strada, fare 13-14 km/lt e in città anche 12. Pregi: prezzo contenuto, consumo limitato, vettura piacevole da guidare, buone rifiniture. Difetti: comfort di marcia ridotto, freni e cambio un po' duri, abitacolo sacrificato, molti cigolii di carrozzeria.

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