Ultimo aggiornamento  23 settembre 2020 03:22

Le auto olimpiche.

Elisa Malomo ·

Le Olimpiadi di Tokyo rimandate al 2021 rimangono un'incognita. Se in Giappone faranno di tutto per far sì che si svolgano regolarmente, i dubbi di addetti ai lavori e media sono tanti: la pandemia sarà definitivamente sconfitta per la prossima estate? La speranza esiste e - speriamo - sarà più forte del virus. Nel frattempo rivediamo per il tempo di una carrellata virtuale sul web le auto protagoniste delle Olimpiadi del passato.

Da Fiat (1960) a Bmw (1972)

Partiamo dai Giochi Olimpici di Roma del 1960 quando Fiat mette a disposizione di atleti e dirigenti una flotta di 600D Multipla affiancate da 80 Lambretta e 20 motogiardinette destinate ai brevi spostamenti.

Quattro anni dopo, il testimone passa a Tokyo e, per trasportare la torcia olimpica, la scelta del costruttore giapponese Nissan ricade sulla spaziosa Cedric Special del 1964. Alle Olimpiadi in Messico del 1968, invece, è una Datsun Bluebird 1300 a trasportare atleti e addetti ai lavori che, l'ultimo giorno della kermesse, decidono di autografare la carrozzeria. L'auto diventa così un pezzo da museo.

Ai Giochi di Monaco del 1972 avviene una piccola rivoluzione: Bmw mette in strada la 1602e, un'elettrica non destinata alla produzione in serie ma che, senza saperlo (o forse sì), ha posto le base per la i3 lanciata nel 2013, il primo veicolo a zero emissioni di produzione del marchio tedesco. L'auto, con una batteria al piombo da 350 chilogrammi e un'autonomia di circa 60 chilometri, era stata creata con l'obiettivo di scortare i membri del Comitato Olimpico.

Dalla Russia all'America

Motociclette, berline, fuoristrada e furgoni. Nella storia dei Giochi Olimpici hanno esordito diversi tipi di veicoli come quando a Mosca, nel 1980, scendono in pista 300 RAF-2907, minibus basato sul RAF-2203 della Riga Autobus Factory, di cui uno appositamente modificato per trasportare la Fiamma Olimpica.

Ci sono stati costruttori che non hanno mai partecipato, altri che, invece, hanno preso parte più volte alla rassegna olimpica. Uno di questi è la statunitense Buick (dal 1908 parte di General Motors) che alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 schiera una flotta di Buick Century Olympia e ad Atlanta 1996 una serie di Buick Regal Olympic Edition, entrambi i modelli dotati di finiture in oro e poggiatesta ricamati con i cerchi olimpici.

Barcellona (anche) elettrica

“Barcelona, abre tus puertas al mundo”. È il 25 luglio 1992 e le voci celestiali (e virtuali) di Monserrat Caballè e Freddie Mercury – il frontman dei Queen scomparso l'anno prima – riecheggiano nello Stadio Olimpico Lluís Companys nella cerimonia d'apertura della XXV Olimpiade. La città catalana è in festa.

Le varie discipline sportive non sono, però, le uniche protagoniste del grande evento. Ai posti di partenza c'è anche il costruttore iberico Seat che, nel gruppo Volkswagen dal 1986, mette a disposizione degli oltre 10mila atleti partecipanti una flotta di duemila vetture guidate da un gruppo di volontari formati per l'occasione. I modelli sono due. L'Ibiza Olimpica, nella versione speciale di colore bianco, personalizzata con i 5 cerchi olimpici e il logo Barcelona ’92, e la Toledo elettrica, la declinazione a zero emissioni della berlina spagnola dotata di caricabatterie e un gruppo di alimentatori da 500 chilogrammi l'uno che consentono all'auto un'autonomia di 65 chilometri. Pochi rispetto ai numeri delle auto elettriche odierne, ma sufficienti per consentire agli atleti di spostarsi e prendere parte all'accensione della Fiamma Olimpica.

Inoltre, una Toledo in allestimento Podium, prodotta in 25 unità e consegnata a tutti i vincitori spagnoli di una medaglia olimpica (22). Esclusiva fuori e dentro: tinta blu navy, telefono portatile nel bracciolo centrale e inserti in legno sul volante.

La "Mini Mini" di Londra 2012

A motorizzare i Giochi Olimpici di Londra 2012 c'è stata Mini, dal 1994 sotto il gruppo tedesco Bmw ma dall'anima puramente britannica: per l'occasione, il marchio ha presentato la Mini Mini, un modello elettrico in scala 1:4 della Mini E, auto ufficiale dei giochi londinesi. Progettata per aiutare gli atleti nel recupero degli attrezzi durante alcune discipline come il lancio del disco e del giavellotto, la vettura in miniatura era dotata di gruppi ottici funzionanti, freni a disco anteriori e ammortizzatori studiati per mantenere stabile il carico a bordo.

Sempre a Londra 2012, avviene un altro colpo di scena. In occasione della cerimonia di chiusura, Rolls-Royce presenta tre Phantom Drophead Coupé Series II realizzate, per la prima volta nella storia del marchio inglese, con un logo diverso. Al posto della tradizionale "doppia R", c'è una placca in metallo con sopra disegnato il profilo dello Spirit of Ecstasy avvolto nella bandiera della Union Jack. Nell'abitacolo, invece, sul volante è inciso il motto olimpico: “Citius! Altius! Fortius!” ("Più veloce! Più in alto! Più forte!"). Un monito che scandirà l'attesa di Tokyo 2021.

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