Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 22:14

Fiat, 5 concept per la città.

Edoardo Nastri ·

Compatte, originali e con soluzioni tecniche all’avanguardia. Da sempre le citycar sono la vera specialità del marchio Fiat, ma come spesso accade non tutti i prototipi presentati hanno visto poi la produzione. Abbiamo trovato cinque concept car del decennio 1990-2000 del costruttore torinese con idee decisamente innovative, possibili risposte alle problematiche della mobilità contemporanea e del futuro.  

Fiat Cinquecento ID

Nel 1992 l’Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) su richiesta della Fiat organizza un concorso stilistico per dare un’erede alla Fiat 500. Un compito arduo, con il quale si confronta anche l’Italdesign di Giorgetto Giugiaro. Il risultato è la Fiat Cinquecento ID, concept car dalle linee tondeggianti e dalle soluzioni innovative che tuttavia non conobbe la produzione di serie come Fiat, bensì come Daewoo. Il costruttore torinese infatti scartò il progetto preferendo alle forme morbide un design più squadrato “boxy design”, ma certamente meno avanguardista. 

Dopo il “no” ricevuto da Fiat, Giorgetto Giugiaro apporta alcune minime modifiche al progetto, come i nuovi proiettori tondi, e lo porta in strada con il nome Lucciola. Il powertrain pensato da Giugiaro era certamente innovativo: la Lucciola era spinta da un piccolo motore bicilindrico a gasolio da 7,5 cavalli abbinato a due unità elettriche che sviluppavano ciascuna una potenza nell'ordine dei 9,5 cavalli. La citycar poteva così percorrere fino a 50 chilometri a zero emissioni. Il prototipo diventerà la Daewoo Matiz, vettura globale di successo sul mercato dal 1998 al 2007.

Fiat Downtown

Elettrica, compattissima e a tre posti. Cosa c’è di più attuale della Fiat Downtown? L’affascinante prototipo è stato disegnato da Chris Bangle nel 1993 che ha ripreso, con le dovute modifiche, gli stessi principi ispiratori per realizzare ben 24 anni dopo la concept Reds. La Fiat Downtown, oggi parte della collezione del Mauto di Torino, ha telaio in alluminio e scocche in plastica per un peso piuma di 700 chilogrammi a vuoto.

La citycar, lunga appena 2,5 metri, era spinta da due motori elettrici integrati nelle ruote da 9,5 cavalli ciascuno e alimentati da un pacco batterie allo zolfo sodio montate posteriormente. La vettura poteva raggiungere i 100 chilometri orari di velocità massima per un’autonomia di 300 chilometri. Per la realizzazione degli interni Bangle si è ispirato alle piramidi: posizionati in alto sopra il motore si trovano i due posti dei passeggeri, mentre quello per il guidatore è centrale e spostato in avanti.

Fiat Zic

Due anni dopo la Downtown di Bangle il centro stile Fiat realizza nel 1995 la Zic proseguendo nella ricerca di soluzioni innovative dedicate alla mobilità urbana. Alcune delle idee presenti nella Zic, come il frontale stondato e la fanaleria spostata nella parte alta appena sotto il parabrezza le ritroveremo 3 anni dopo sulla Fiat Multipla di serie. Disegnata da Roberto Giolito, la Zic, poi diventata il prototipo marciante Vanzic, era mossa da un motore elettrico alimentato da un generatore termico.

Lunga 3,3 metri, larga 1,6 e alta 1,2, la Zic è stata un punto di riferimento anche per la ricerca tecnologica di materiali e produzione industriale. La vettura era infatti composta da leghe ultraleggere e materiali compositi polimerici e costruita utilizzando tecniche di stampaggio delle lamiere a bassa pressione, processi di saldatura ottimizzati e metodi di incollaggio innovativi.

Fiat Nyce

La Fiat Nyce è una delle concept car più intelligenti di quel periodo. Progettata da Leonardo Fioravanti nel 1996, la Nyce è insieme un veicolo compatto per la città, e un fuoristrada adatto alle gite fuori porta grazie alla carrozzeria rialzata. Un crossover ante litteram.

Alla base del progetto c’è il criterio della simmetria, un principio in grado di far risparmiare molto denaro ai costruttori e ripreso nel 2019 da Citroen con il quadriciclo Ami: numerose parti della carrozzeria sono simmetriche e questo permette con un unico stampaggio di realizzare il doppio della componentistica. I due paraurti sono identici così come le portiere, incernierate una all’anteriore e l’altra al posteriore. La Nyce, lunga 3,64 metri, larga 1,72 e alta 1,62, è dotata di un soft top per l’estate e di un hard top per l’inverno leggeri e molto facili da montare o smontare.

Fiat Ecobasic

Nel 2000 Fiat presenta la Ecobasic, prototipo dalle forme rivoluzionarie e proporzioni compatte, grandi superfici vetrate e un efficientissimo propulsore a gasolio 1.2 di cilindrata da 61 cavalli di potenza che, secondo quanto dichiarato dal costruttore torinese, aveva un consumo medio di soli 2,8 litri per 100 chilometri.

La Ecobasic è, come dice il nome stesso, una vettura basica realizzata con principi costruttivi ecologici. I consumi record sono infatti stati ottenuti grazie alla struttura in alluminio che le permette di pesare solo 750 chilogrammi, mentre i materiali sono tutti riciclabili. Il design realizzato da Roberto Giolito ha portato a un’abitabilità degna di nota se si pensa che lo spazio per i passeggeri equivale all'88% del totale. Grande attenzione è stata inoltre posta all’aerodinamica: il coefficiente di resistenza all’aria misurato in galleria del vento è un ottimo 0,28.

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