Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 15:21

Psa: "Semestre duro, fine anno in crescita".

Edoardo Nastri ·

Il gruppo Psa è riuscito a rispettare per i primi sei mesi del 2020 l’obiettivo di margine (pari al 3,7%) nonostante la crisi del mercato a causa della pandemia di coronavirus. “E' stato un semestre difficile ma in utile e continueremo a lavorare per rendere la mobilità pulita, sicura e accessibile e ci aspettiamo un forte balzo delle vendite nel secondo semestre”, dice Carlos Tavares, ceo del gruppo Psa in collegamento da Parigi in occasione della presentazione dei risultati.

Da gennaio a giugno 2020 il fatturato del gruppo è stato di 25,1 miliardi di euro, in calo del 34,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. In particolare il comparto automobilistico ha perso il 35,5% fermandosi a 19,6 miliardi di euro.

La pandemia ha inoltre costretto Psa ha rivedere al ribasso le prospettive di vendita per quest’anno: “Prevediamo un calo del mercato automobilistico del 25% in Europa, del 30% in Russia e in America Latina e del 10% in Cina. Nonostante questo confermiamo l’obiettivo di margine operativo medio superiore al 4,5% entro il prossimo anno”, continua Tavares.  

Nel 2023 una nuova piattaforma per le elettriche

Il gruppo ha venduto nei primi sei mesi del 2020 circa 1 milione di veicoli a livello globale, il 45,7% in meno rispetto al 2019, quando erano 1,9 milioni. La maggior parte delle consegne si è concentrata in Europa dove sono state immatricolare 885mila auto nuove, contro gli 1,7 milioni dello scorso anno (-47,3%). In Medio Oriente e Africa sono state consegnate come l’anno scorso 71mila unità, 22mila in Cina (-62,4%), 37mila in America Latina (-46,4%) e 12mila in India e resto dell’Asia (-35,1%).

“Continuiamo a portare avanti i nostri obiettivi di rispetto delle normative sulle emissioni di CO2 dei veicoli e lo facciamo insistendo sull’elettrificazione dei modelli. Stiamo sviluppando una nuova piattaforma espressamente dedicata a vetture elettriche di segmento C e D, la eMPV, che debutterà nel 2023 su un suv compatto”, dice Tavares. La nuova architettura potrà ospitare un pacco batterie fino a 50 chilowattora per modelli con un’autonomia dichiarata fino a 650 chilometri a trazione anteriore o integrale.

Fusione con Fca entro marzo 2021

Il ceo portoghese ha confermato che la fusione con il gruppo Fiat Chrysler sarà effettiva a partire dalla fine del primo trimestre del 2021. “Abbiamo da poco comunicato che si chiamerà Stellantis, un nome a mio parere decisamente appropriato perché creeremo una galassia di 14 ottimi marchi che brilleranno nel mercato globale. Questo accordo è la migliore tra le soluzioni per affrontare le incertezze futuro. Il calendario è stato e verrà rigorosamente rispettato”.

E, a proposito della fusione, Tavares crede che l’indagine aperta dall’Antistrust della Commissione dell’Unione per chiarire se col nascere del nuovo gruppo si verrebbe o meno a creare una posizione dominante in Europa nel settore dei veicoli commerciali sia un accertamento corretto: “Siamo a disposizione delle autorità competenti per effettuare l’operazione di controllo con la trasparenza che da sempre caratterizza il nostro operato”. 

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