Ultimo aggiornamento  30 novembre 2021 21:23

Jeep Renegade, elettrificazione integrale.

Edoardo Nastri ·

BALOCCO - E’ l’ora dell’elettrificazione per la più piccola delle Jeep: la Renegade costruita a Melfi. “Il nostro brand in 10 anni ha aumentato i volumi di vendita di ben 10 volte e siamo certi che le nuove versioni elettrificate di oggi e che arriveranno in futuro faranno ulteriormente crescere la domanda”, dice Antonella Bruno, da giugno responsabile del marchio Jeep in Europa, Medio Oriente e Africa. “Sveleremo una versione elettrificata o elettrica per ogni modello in gamma entro il 2022”.

La Renegade 4xe, versione brida plug-in del suv compatto, ha quattro ruote motrici e tre motori, uno termico, 1.3 turbo benzina a quattro cilindri, e due elettrici: il primo è all’anteriore e svolge prevalentemente la funzione di generatore, il secondo sull’asse posteriore integra riduttore e differenziale. I due motori elettrici sono alimentati da un pacco batterie agli ioni di litio da 11,4 chilowattora posizionato sotto la panchetta dei passeggeri posteriori e il sedile del guidatore che garantisce un’autonomia a zero emissioni di circa 50 chilometri. La Jeep Renegade 4xe è disponibile in due versioni di potenza da 190 o 240 cavalli abbinate al cambio automatico a sei marce ed entrambe sono dotate dello stesso schema propulsivo.

Fino a 50 chilometri in elettrico

Abbiamo guidato la versione meno potente del suv ibrido in un percorso misto di circa 100 chilometri, partendo dalla pista di prova del gruppo Fca a Balocco, in provincia di Vercelli. Appena saliti bisogna prendere confidenza con le tante, forse addirittura troppe, modalità di guida disponibili.

Quelle dedicate alla mobilità elettrica sono tre: Hybrid, dove motore termico ed elettrico lavorano costantemente insieme e la ripartizione viene gestita automaticamente, Electric, in cui si procede esclusivamente utilizzando il motore elettrico (nella nostra prova siamo riusciti a percorrere circa 40 chilometri a zero emissioni) ed E-Save, modalità che consente di mantenere la carica della batteria o di ricaricarla fino all’80% durante la guida attraverso il motore termico.

A questi controlli si aggiungono quelli del “Jeep Selec-Terrain”, il selettore che dispone di cinque ulteriori modalità di guida sostanzialmente una per ogni fondo stradale esistente ed abbinabili a quelle della trasmissione ibrida: dall’asfalto alle rocce, passando per fango, sabbia e neve.  

Ibrida su strada e in fuoristrada

Su strada la Renegade ibrida plug-in è fluida e decisamente confortevole anche grazie al passaggio dall’elettrico al termico ben tarato e quasi impercettibile. La sua vocazione è chiaramente turistica, con volante leggero e sospensioni che assorbono bene le asperità del terreno, ma se si preme sull’acceleratore la potenza certo non manca.

La dinamica è buona anche se fra i tornanti si fa sentire il peso del pacco batterie. Il sistema di trazione integrale elettrificato sviluppato da Jeep permette alla Renegade di superare i percorsi più impegnativi, basta selezionare il programma giusto del Select Terrain e abbinarlo alla modalità Hybrid. Alla fine del nostro test drive il computer di bordo segnava una media di 6,2 litri per 100 chilometri.

Si controlla dall'app

Il debutto delle versioni ibride ha portato anche un aggiornamento digitale. Dal display da 8,4 pollici posizionato al centro della plancia si controlla il sistema infotainment (presenti anche Android Auto ed Apple CarPlay), che potrebbe tuttavia essere più reattivo nella risposta.

Tramite l’app per smarphone “UConnect” è possibile controllare lo stato della propria Renegade 4xe, la posizione geografica, programmare da remoto climatizzazione, riscaldamento e la ricarica del veicolo in base alle fasce orarie più convenienti. La Jeep Renegade 4xe è già in vendita in Italia in tre allestimenti Limited (190 cavalli), S e Trailhawk (240 cavalli) con prezzi che partono da 38.500 euro (incentivi statali esclusi). 

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