Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2020 00:04

Hyundai sfida Tesla.

Redazione ·

Il gruppo coreano Hyundai non intende stare a guardare mentre Tesla continua a guadagnare spazi sul mercato mondiale delle auto elettriche e ha deciso di partire al contrattacco. Secondo una lettera interna circolata tra i sindacati e divulgata da Reuters, l'azienda prevede di introdurre due linee di produzione dedicate ai veicoli a batteria, una già nel 2021, l'altra nel 2024.

Euisun Chung, leader del gruppo Hyundai Motor - che comprende Kia Motors - ha tenuto una serie di incontri da maggio con i suoi omologhi di Samsung, LG e SK Group, aziende coreane che producono batterie e parti elettroniche e che riforniscono marchi del calibro di Tesla, Volkswagen e General Motors. Scopo dei colloqui, confermati pubblicamente, quello di garantire anche a Hyundai sufficienti scorte di batterie in un momento nel quale la corsa a produrre veicoli elettrici si intensifica e il gruppo coreano intende scalare posizioni tra i costruttori.

Lo stesso Chung ha annunciato il 14 luglio scorso che Hyundai si è posto l’obiettivo di vendere 1 milione di elettriche all'anno e conquistare una quota di mercato globale di oltre il 10% entro il 2025. La situazione attuale è ben diversa: Hyundai ha venduto 86.434 auto a batteria lo scorso anno, secondo i dati del consulente del settore Lmc Automotive. Questo è stato al di sopra delle 73.278 unità di Volkswagen ma molto indietro rispetto alle 367.500 consegnate da Tesla.

Se Tesla fa le “piccole”

Secondo un alto dirigente del gruppo coreano, Hyundai non è stata particolarmente preoccupata da Tesla fino a che gli americani hanno prodotto soltanto vetture di fascia alta. La situazione ha iniziato a farsi più difficile quando – nel 2017 -  l’azienda della Silicon Valley ha iniziato a produrre la Model 3, decisamente più economica in quella che il dirigente coreano ha chiamato una "vittoria strategica" per Musk.

Nessuna casa automobilistica tradizionale ha finora avuto successo nella sfida con Tesla, che mantiene un vantaggio sia nel settore batterie che per quanto riguarda la tecnologia software.

Problemi in casa

Hyundai potrebbe anche dover affrontare un ostacolo ulteriore, il potente sindacato interno, preoccupato per i livelli occupazionali, in quanto i veicoli elettrici richiedono meno componenti e lavoratori rispetto a quelli a benzina. Una situazione ancora più preoccupante se si pensa che Hyundai, produce una serie di componenti chiave per le auto convenzionali in house, mentre molte parti delle elettriche sono attualmente esternalizzate.

Il sindacato sta spingendo l'azienda ad assemblare in proprio componenti come le batterie e i motori, e per ridurre così qualsiasi rischio di caduta occupazionale. "Prendiamo l’esempio - ha detto a Reuters il portavoce dell'organizzazione dei lavoratori Kwon Oh-kook –  del gigante della fotografia Kodak che è andato in bancarotta perché è rimasto bloccato sulla produzione di rullini fotografici anche se l'intera industria si stava spostando verso il digitale. Non siamo certo contrari al cambio di business ma vogliamo proteggere i posti di lavoro dei nostri membri”.

Fare presto

In Corea, il mercato casalingo di Hyundai, Tesla ha avuto il suo miglior mese di giugno, con la Model 3 che ha nettamente superato la Kona EV, sfidata anche dai modelli premium da Bmw e Audi.

Hyundai ha una capitalizzazione di mercato di 21,2 miliardi di dollari - meno di un decimo di quella di Tesla, ora la casa automobilistica più “ricca” al mondo.

Peter Hasenkamp, vice presidente della startup elettrica Lucid, che in precedenza ha lavorato in Tesla e Ford, ha detto che le case automobilistiche "affermate" devono superare una "inerzia" storica per effettuare la transizione verso l’elettrico. "Le grandi case automobilistiche hanno bisogno di un paio di generazioni per imparare davvero a fare bene le auto a batteria. E 'molto più difficile di quanto pensassero”.

Il problema idrogeno

Hyundai è stata tra le prime aziende a realizzare auto elettriche: nel 2010 ne ha costruiti 230 esemplari a uso del governo di Seoul. Ma queste vetture – soprattutto per problemi di costi e anche per la mancanza di infrastrutture – non hanno ottenuto grandi risultati, mentre  il costruttore coreano, visto l’insuccesso, ha rivolto il proprio interesse verso la soluzione dell’idrogeno.

Insieme a Toyota e Nikola, Hyundai è stata una delle poche case automobilistiche a mettere sul mercato vetture a celle di combustibile. Nel 2013 ha lanciato la Tucson Fuel Cell, la prima auto a idrogeno prodotta in serie, affiancata dal 2018 dalla Nexo.

Questa tecnologia, però, stenta a decollare; nel mondo l’anno passato sono state vendute soltanto 7.707 auto a celle a combustibile contro 1,68 milioni di veicoli a batteria, secondo Lmc Automotive.

Per il futuro Hyundai prevede di introdurre solo due modelli a idrogeno entro il 2025 e 23 modelli alimentati a batteria.

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