Ultimo aggiornamento  26 settembre 2020 03:42

Subaru, tra identità ed elettrificazione.

Angelo Berchicci ·

Mentre tutti gli altri brand procedono speditamente verso l’elettrificazione, Subaru sembra volersi prendere i suoi tempi. Secondo i vertici della Casa entro il 2030 circa il 40% della gamma sarà ibrida o elettrica, soluzioni che arriveranno a coprire il 100% delle vendite solo nel 2035, tra 15 anni.

Non si può dire tuttavia che il costruttore non abbia le idee chiare sul suo futuro: per lo sviluppo delle prossime vetture fondamentale sarà la partnership con Toyota, che andrà ad approfondirsi nel tempo, senza far perdere al marchio la propria identità, legata a soluzioni meccaniche peculiari, come la trazione integrale e il motore Boxer

I programmi elettrificati

Secondo le indiscrezioni il frutto più importante della collaborazione tra Subaru e Toyota (che ne detiene il 20%) sarà un suv a batteria da presentare nel 2025, di cui è già stata avviata la progettazione congiunta. Oltre all’elettrico puro, che costituisce una novità per entrambe le Case, Subaru farà debuttare anche veicoli ibridi, che sfrutteranno le componenti e il know-how sviluppato da Toyota grazie ai suoi sistemi full-hybrid.

Per quanto non siano ancora stati delineati modelli precisi, in Subaru si affrettano a sottolineare che l’intenzione non è quella di "rimarchiare" altre vetture, ma di adattare le tecnologie Toyota ai propri veicoli, coniugandole con specificità come il sistema a quattro ruote motrici Symmetrical AWD, e il motore a cilindri contrapposti. "Anche se utilizzeremo tecnologie Toyota e di altri partner, vogliamo realizzare dalle automobili che siano distintamente Subaru”, ha detto il responsabile della ricerca e sviluppo Tetsuo Onuki.

Le sportive nel DNA

Da sempre le sportive costituiscono una parte importante dell’offerta Subaru. Anche in questo campo entra in rilievo l’alleanza con Toyota, che in passato ha permesso di dare vita alla coupé BRZ/GT86. L’erede di questa vettura è già in una fase di sviluppo avanzata, e dovrebbe essere dotata di una maggiore potenza rispetto alla prima generazione. Per la incarnazione a marchio Subaru si parla di una possibile adozione del 1.8 turbo Boxer a iniezione diretta che farà il suo debutto sulla nuova Levorg (presentata al Salone di Tokyo 2019).

Anche la Wrx, la berlina sportiva erede della leggenda dei rally Impreza, sarà sostituita da un nuovo modello che arriverà nel 2022, e che sarà declinato anche nella più potente versione Sti, probabilmente spinto da un nuovo 2.4 turbo Boxer che renderà possibile un importante incremento nella potenza rispetto all’attuale 2.5 da 300 cavalli. Secondo alcune voci, per questa vettura i tecnici Subaru potrebbero basarsi sulla concept Viziv, vista al Tokyo Motor Show 2017.

Performance differenziate

Le performance commerciali di Subaru variano molto in base all’area geografica di riferimento. Circa il 70% delle vendite viene assorbito dal mercato nord americano, dove la Casa ha fatto registrare risultati record per dodici anni consecutivi. La striscia positiva si è interrotta solo nel 2020 (finora la contrazione è stata del 21% rispetto al 2019) a causa dell’emergenza Covid, che ha colpito duramente tutti i costruttori. Nonostante la crisi, a giugno la Subaru Forester, il modello più venduto negli Usa, ha fatto registrare il suo mese migliore di sempre.

In Giappone le cose andavano meno bene anche prima dell’arrivo del Covid: il 2019 si è chiuso con la seconda flessione consecutiva, dell’11,6%. In Europa la Casa ha invece un andamento altalenante: nel 2019 ha subito una diminuzione dell’11,96%, dopo un 2018 in cui le vendite erano cresciute del 3,94%. Ad ogni modo, nel Vecchio Continente Subaru ha l’immagine e il peso di un costruttore di nicchia, come dimostra una quota di mercato che non è mai stata particolarmente rilevante (attualmente è dello 0,21%).

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