Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 13:04

Monsieur Peter Sellers, anomalo inglese.

Valerio Antonini ·

Riuscite a immaginare un attore 100% british calarsi alla perfezione nel ruolo di un "maldestro" poliziotto francese? E' quello che ha fatto nel 1963 l'inglese di Portsmouth Peter Sellers, vestendo i panni (con tanto di inconfondibili baffi e cappello da pescatore) dell'ispettore Clouseau nel film "La Pantera Rosa" del 1963, pellicola che lo ha reso celebre nel mondo.

La sua fama cinematografica è legata anche al ruolo dello strampalato indiano Hrundi V. Bakshi in Hollywood Party (1968) e a quello del Dottor Stranamore dell'onomonima pellicola diretta nel 1964 dal geniale Stanley Kubrick, nella quale interpretò tre parti diverse. A 40 anni esatti dalla sua scomparsa (il 24 luglio del 1980) vogliamo ricordarlo, però, fuori dal set, visitando virtualmente il suo fornitissimo garage

Collezione di super car

La più grande passione di Sellers al di fuori del cinema erano le vetture sportive e di lusso: a partire da quelle dei marchi  britannici suoi connazionali come Rolls-Royce e Bentley. E grazie al successo ottenuto nella sua carriera non badava di certo a spese per togliersi certi sfizi a 4 ruote.

Ha collezionato una quantità indefinita di automobili (visto che era solito venderne e comprarne in continuazione) e tutte con nomi leggendari: Ferrari 275 GTB/4 del 1966 (originariamente celeste e poi ridipinta del rosso del Cavallino dai successivi proprietari), 500 Superfast e 250 GTE (apparsa nel film "Il braccio sbagliato della legge"), Rolls-Royce Silver Cloud (prima serie), Bentley S1 Continental e Aston Martin DB4GT, sorella più grande della DB5 dell'agente 007 in James Bond (saga alla quale Sellers ha partecipato). Possedeva anche diversi esemplari di Mini Cooper di cui era grande fan.

La sua auto preferita? La prima: una storica Austin del 1930. L'ultimo gioiello del compianto attore inglese invece è stato la Porsche 911 Type 930 del 1978, battuta poi all'asta al Goodwood Festival of Speed di qualche anno fa. Tutti pezzi da museo con valutazioni (specialmente oggi) da capogiro.

Pezzo unico

Tra le sue tante supercar una veramente particolare era una anglo-italiana. Nel 1963, infatti, Sellers divenne il primo proprietario di un pezzo quasi unico, una Bristol 407 Convertibile, "vestita" dalla carrozzeria italiana Viotti di Torino e presentata l'anno precedente al Salone dell'auto della città piemontese. Dopo molti passaggi di proprietà - l'attore la restituì nel 1971 - l'auto è stata protagonista anche di diverse parate, compresa una sul circuito di le Mans negli anni '90, prima di essere rivenduta a un'asta di Bonham's nel 2005 per oltre 65mila euro. Oggi si trova all'Haines Motor Museum di Sparkford, nel Somerset.

Una vita da cinema

L'attore inglese non poteva che amare il brivido della velocità, d'altronde anche nella vita correva col turbo, cambiando spesso traiettoria in corsa. Era un gran comico - formidabile nei travestimenti e nelle imitazioni - ma anche interprete drammatico di notevole spessore e, fuori dal lavoro, nonostante il successo, spesso insoddisfatto, segnato dai fallimenti familiari. 

Secondo i tabloid inglesi, Sellers avrebbe affidato gran parte delle scelte nella sua carriera alle divinazioni di una cartomante ed era incredibilmente superstizioso: odiava il verde e il viola, era capace di abbandonare il set se ne vedeva. 

Su di lui il premio Oscar Anthony Hopkins ha voluto girare (da regista) una biografia cinematografica, "The life and death of Peter Sellers", facendolo interpretare da Geoffrey Rush mentre Charlize Theron (anche lei premio Oscar) è Britt Ekland, bellissima attrice svedese dell'epoca e ultima moglie di Sellers. Una donna così affascinante da ottenere l'ambitissimo - da tutte le vere dive - ruolo della "Bond Girl" in 007. Nel film l'attrice italiana Sonia Aquino veste i panni di Sofia Loren, a lungo corteggiata, pare senza fortuna, da Sellers.

"Non ho mai pensato a lui - dice Hopkins - come un attore che tutti ricordano, ma un personaggio drammatico, capace di prendere coscienza di sé solamente attraverso le persone che lo circondano: sua madre, la moglie, i figli. Ha sempre cercato di rendere un film la sua stessa vita. Per lui il mondo era troppo difficile e la finzione forse lo rendeva più bello".

A noi piace ricordarlo immerso in un pizzico d'Italia: sorridente, al volante di una delle sue fiammanti Ferrari o della Bristol convertibile, magari con la testa a Sofia Loren. Au revoir Mister Sellers.

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