Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:55

I segnali stradali più "rari".

Angelo Berchicci ·

La scuola guida, alzi la mano chi non ne ha un ricordo piacevole. I 18 anni, l’ansia di passare l’esame, le prime gite motorizzate con la macchina dei genitori. Nonostante tutto l’impegno che si può aver profuso nello studio da adolescenti, è facile che con gli anni alcune nozioni di segnaletica stradale vengano dimenticate, anche perché dopo la patente B le occasioni per rinfrescare la memoria sono limitate (ad esempio il conseguimento della patente A per i motocicli non prevede un esame teorico). A questo si aggiunge il fatto che alcuni segnali stradali sono caduti in disuso, oppure sono difficili da incontrare in quanto utilizzati solo in contesti specifici. Vediamo alcuni dei segnali stradali che potrebbero essere dimenticati con più facilità.

Segnali di pericolo

Lo “sbocco su molo o argine” preannuncia la fine imminente della strada, che lascia il posto a una banchina portuale, un molo, l'argine di un fiume o di un canale. E’ un segnale facile da incontrare all’interno dei porti e mette in guardia dal pericolo di caduta in acqua, soprattutto di notte e nelle manovre di retromarcia. Come gli altri segnali, si trova di norma a 150 metri dal pericolo, e non va confuso con lo “sbocco su ponte mobile”.

L’avviso di “aeromobili a bassa quota” è utilizzato solamente in prossimità di aeroporti e piste per l'atterraggio ed il decollo di velivoli. La sua funzione è quella di segnalare zone dove può avvenire il volo a bassa quota di aeroplani e quindi la possibilità di un improvviso abbagliamento o forte rumore.

Segnali di divieto

Come suggerisce il nome, il segnale “distanziamento minimo obbligatorio di 70 metri” impone di mantenere una distanza di almeno 70 metri dal veicolo che precede. Si può trovare nei tratti di strada particolarmente trafficati e con numerosi accessi non canalizzati, dove l’immissione improvvisa di autovetture potrebbe provocare tamponamenti. In assenza del segnale vige comunque l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede, ma non è quantificata in un valore preciso, dal momento che deve essere commisurata a velocità, tempo di reazione e condizioni della strada.

Un segnale ormai quasi scomparso è quello che vieta il transito a tutti i veicoli a braccia, ovvero quelli spinti o trainati dall'uomo a piedi (ad esempio carretti a mano). Di contro, il segnale consente il passaggio ai pedoni, alle biciclette, ai veicoli a trazione animale e a tutti i veicoli a motore, compresi quelli che trainano un carrello appendice.

Segnali di indicazione

Poco utilizzato è anche il cartello di forma quadrata con un’autovettura bianca raffigurata frontalmente su sfondo blu. Si tratta di un segnale posto all'inizio di una strada riservata a tutti i veicoli a motore (autovetture, motocicli, quadricicli, autotreni, ecc.). Di conseguenza, vieta il transito ai veicoli senza motore (biciclette, carretti) e ai pedoni. Può essere utilizzato come alternativa ai vari segnali di divieto riferiti ai singoli veicoli non a motore. Se barrato da una striscia rossa indica la fine della sua validità.

Il cartello “auto al seguito” è posto lungo una strada extraurbana e indica la vicinanza di una grande stazione ferroviaria con possibilità di trasporto di autovetture. Si può trovare anche in prossimità dell’accesso alle aree per il carico e lo scarico dei veicoli sui treni.

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