Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 14:46

Ponte di Genova, tra collaudi e polemiche.

Marina Fanara ·

Ormai ci siamo, il nuovo Ponte di Genova, costruito in tempi record (13 mesi di lavori), sta per aprire al traffico, a due anni da quel tragico crollo del viadotto Morandi che causò la morte di 43 persone, 11 feriti e oltre 500 sfollati. L'inaugurazione ufficiale è prevista entro i primi 10 giorni di agosto (anche se non è stata ancora fissata una data precisa) dopo la conclusione dei collaudi statici iniziati ieri e che dovrebbero concludersi nell'arco di circa 6 giorni per poi passare alla consegna del viadotto il 29 luglio.

"Manca davvero poco ormai", ha scritto sulla sua pagina Facebook Giovanni Toti, governatore della Liguria, "questo cantiere non si è mai fermato, neanche durante l'emergenza Covid, e grazie al lavoro incessante di tanti è diventato il simbolo dell'Italia che può e deve realizzare i suoi obiettivi. In Liguria costruiamo il futuro, oggi e domani, nonostante tutto e tutti. E ne siamo orgogliosi".

 

Limiti di velocità

Nei punti d'innesto con la vecchia autostrada non si potrà viaggiare oltre i 70 km/h e le polemiche sono già iniziate. "Il tracciato è obbligato, per inclinatura di entrata nella montagna a ponente e di uscita a levante. E infatti, già prima sul ponte Morandi c'era il limite a 60 km/h. Quello e' sempre stato un tratto di autostrada molto intasato. Per questo motivo serve anche la Gronda", risponde sulle pagine de La Stampa il governatore Toti.

"Le modifiche sarebbero costate decine e decine di milioni di euro e avrebbe ritardato la costruzione del ponte non di mesi ma di anni. E per che cosa? Per avere lo stesso un limite di velocita', a 90 km/h? No grazie", ha aggiunto Toti.

Sotto il peso di 2.500 tonnellate

I collaudi statici sono iniziati ieri mattina, domenica 19 luglio, con la "fase zero": una sorta di operazioni di assestamento preventivo del viadotto che hanno coinvolto i primi 16 mezzi pesanti per poi passare nel vivo con uno stress test eseguito con 56 autoarticolati da 44 tonnellate ciascuno per mettere alla prova la tenuta del ponte con un totale di 2.500 tonnellate che hanno percorso, anche a marcia indietro, i 1.067 metri di quello che dovrebbe chiamarsi Ponte San Giorgio.

Per i test sulla rampa di levante d'innesto con la A7 Genova-Milano verranno utilizzati invece dei carrelli telecomandati. In parallelo la Webuild (azienda che insieme a Fincantieri ha materialmente realizzato il nuovo viadotto sul Polcevera) sta concludendo l'installazione dei pannelli fotovoltaici e di vetro, la segnaletica orizzontale e si appresta a posare lo strato di usura, ovvero l'ultima porzione di asfalto da 4 centimetri di spessore.

Dal punto di vista tecnico, durante i collaudi, eseguiti da Anas, insieme a Rina e Pergenova, alcuni sensori di deformazione rilevano in tempo reale le informazioni sulle sollecitazioni all'aumentare del carico per verificare il comportamento della struttura e la sua tenuta in condizioni estreme. Nel frattempo il ministero Infrastrutture e trasporti (Mit) si sta occupando del collaudo tecnico-amministrativo

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