Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:53

Le frasi più folli di Elon Musk.

Linda Capecci ·

Nel bene e nel male il ceo di Tesla Elon Musk continua ad attirare l'attenzione per le sue dichiarazioni folli. La spontaneità dell'imprenditore "elettrico" senza dubbio diverte i fan ma crea qualche problema ad investitori e analisti.

Uno scherzo da milioni di dollari

 

"Sto considerando di prendere Tesla come privato per 420 dollari. Finanziamento garantito."

Musk lo ha twittato il 7 agosto 2018 e la "battuta" lo ha portato a una causa con la SEC (l'ente federale Usa preposto alla vigilanza della borsa valori) che si è conclusa con il pagamento di una multa da 20 milioni di dollari e le dimissioni per tre anni come presidente del consiglio di amministrazione Tesla.

Durante un'intervista del 2018 con il New York Times, Musk ha dichiarato di non essersi pentito della sua provocazione: "Voglio essere chiaro, non rispetto la SEC. Sono il maggiore azionista della società e posso fare tutto quello che voglio". In seguito si è trovato costretto a moderare i toni.

Negli ultimi tempi il numero uno dell'azienda californiana ha dato scalpore per non aver preso sul serio l'allarme pandemia: "Il panico da coronavirus è stupido - ha scritto in un tweet - ci sono più probabilità di morire in un incidente d'auto che di covid19", lo ha comunicato ai dipendenti della società aerospaziale SpaceX – da lui fondata - anche tramite un'email aziendale.

Contro i giganti

Durante la conferenza Satellite 2020, inoltre Musk ha espresso in modo sprezzante la sua opinione su Apple e  iOS: "Sono un utente di iPhone ma penso che alcuni dei recenti aggiornamenti software siano stati pessimi: hanno compromesso il mio sistema di posta elettronica. Ci sono un sacco di software là fuori, e alcuni di essi sono come quelli che li hanno sviluppati... in pensione o forse morti. Quindi, come si può risolvere il problema? Abbiamo bisogno di più persone intelligenti che lavorino ai software".

Non è la prima volta che Musk "prende in giro" altri giganti dell'industria: "Penso che ci sia una buona atmosfera nelle sedi Tesla,  e che l'energia sia buona. Se vai alla Ford, sembra di essere in obitorio", ha dichiarato durante un'intervista del 2018 rilasciata al Wall Street Journal.

Nella biografia dell'imprenditore scritta da Ashlee Vance (2015), Musk ha raccontato di aver avuto l'intenzione di chiamare il secondo veicolo Tesla il "Model E", ma il marchio Ford non gli avrebbe permesso di usarlo:"Come se fosse una specie di esercito fascista e io un ladro di alfabeto".

L'insistenza di Musk sulla scelta della vocale deriva dal fatto che volesse che i nomi dei modelli dei primi quattro veicoli Tesla scritti l'uno di seguito all'altro formassero la parola "SEXY".

Musk non esime dalle polemiche neanche il trasporto pubblico, è quello che riporta Wired in un articolo del 2017: "Anche l'idea fa schifo. Perché andare su un veicolo con altre persone, che non ti lascia dove vuoi e che non parte da dove vuoi?"

Il consulente del trasporto pubblico Jarrett Walker ha twittato una risposta, dicendo che l'odio di Elon Musk verso lo spazio condiviso è un lusso (o una patologia) che solo i ricchi possono permettersi.

 

Tra le offensive sferrate da Musk anche lo scambio di e-mail pubblicate da Business Insider in cui il manager definiva l'ex dipendente Martin Tripp "un orribile essere umano". Tesla avrebbe poi intentato una causa contro Tripp, sostenendo di aver violato le informazioni riservate dell'azienda e di averle fornite a parti esterne alla società.

Di un altro pianeta

Ma le stranezze del ceo non sono finite. Nel 2015, Musk ha dichiarato su Twitter che fosse assurdo che gli umani non avessero ancora prove di vita extraterrestre. "Dove sono gli alieni? Davvero strano che non ne vediamo alcun segno". In seguito avrebbe affermato: "Le piramidi non sono la prova di una civiltà avanzata. Gli antichi egizi erano incredibili, ma se gli alieni avessero costruito le piramidi, si sarebbero lasciati alle spalle un computer o qualcosa del genere."

"Non sono un alieno...ma lo ero", avrebbe detto un anno dopo, durante una conferenza ambientale presso il Museo Astrup Fearnley di Oslo, Norvegia. Noi però crediamo lo sia ancora, questo sì, spiegherebbe un po' di cose.

 

 

 

 

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