Ultimo aggiornamento  27 novembre 2022 12:46

Joe Biden inserisce la spina.

Angelo Berchicci ·

Joe Biden punta sull’ambiente per lanciare la sua sfida a Donald Trump. Il candidato democratico “in pectore” alle presidenziali americane 2020 ha annunciato il punto forte del suo programma elettorale: un piano di investimenti per 2mila miliardi di dollari che pone un forte accento sulle infrastrutture e sulle auto elettriche per ridare slancio all’economia.

Ricostruire meglio

Lo slogan “Build Back Better” (“ricostruire meglio”) indica la volontà di sfruttare l’attuale momento di difficoltà dato dal coronavirus per mettere l’economia americana su un percorso più sostenibile dal punto di vista ambientale. “L’epidemia non deve distoglierci dall’imperativo di agire sul clima” ha dichiarato a Wilmington, nel Delaware, l’ex vice-presidente di Obama.

“Gli investimenti in questo settore sono lo strumento più utile in nostro possesso per promuovere la sicurezza e la vitalità dell’economia americana nel lungo periodo. Abbiamo tra le mani un’occasione irripetibile: quella di tornare non solo a dove eravamo prima, ma ricostruire meglio di prima. In maniera più forte e resiliente, in modo da essere preparati per le sfide future”.

L'auto al centro

Centrale è ovviamente il ruolo dell’industria automobilistica, a cui Biden propone di puntare sui veicoli a zero emissioni per rilanciare l’occupazione e la grandezza dei costruttori americani. Tra le misure a cui l’ex-senatore del Delaware accenna ci sono incentivi per spingere i consumatori ad acquistare vetture elettriche, e sgravi per gli investimenti delle Case in nuove tecnologie. Anche le infrastrutture vedrebbero corposi investimenti, con l’obiettivo di raggiungere almeno le 500mila stazioni di ricarica entro il 2030.

Secondo Biden è fondamentale puntare sul capitale umano prevedendo corsi di formazione e aggiornamento obbligatori e retribuiti, ma anche uniformare le normative ambientali tra i vari Stati. Il Presidente Trump ha infatti stabilito limiti per quanto riguarda il consumo di carburante più permissivi rispetto a quelli della precedente amministrazione Obama, provocando la protesta della California che ha mantenuto standard più restrittivi.

Il supporto dei sindacati

Per quanto non definito nello specifico, il piano ha subito ricevuto un importante “endorsement” da parte del sindacato United Automobile Workers (UAW), forte soprattutto in Michigan, dove vi sono i principali stabilimenti dei tre grandi gruppi automobilistici americani e dove alle scorse presidenziali hanno vinto i repubblicani. “Il piano di Joe Biden ha solo aspetti positivi per l’industria americana” si legge in un comunicato dell’UAW.

“Focalizzandosi sugli investimenti in nuove tecnologie e sostenendo la domanda di veicoli moderni, ecologici e realizzati in America, questo programma si propone di creare un milione di nuovi posti di lavoro nei nostri stabilimenti, e assicurare per decenni il mantenimento di buone condizioni retributive”.

In contrasto con Trump

Si tratta di un programma che mira a convincere soprattutto i giovani e la componente più progressista della società americana. E’ infatti un piano più aggressivo di quello annunciato dallo stesso Joe Biden durante le primarie democratiche, quando aveva parlato di 1,7mila miliardi di dollari per la sostenibilità ambientale.

Oltre ad avere incrementato le cifre in gioco, Biden ha anche messo a punto un obiettivo più ambizioso per la neutralità climatica rispetto a quello del suo partito: azzerare le emissioni di Co2 dalla produzione di energia elettrica entro il 2035, mentre fino ad ora i democratici hanno utilizzato il 2040 come prospettiva.

Misure in netto contrasto con la prospettiva di Donald Trump, il quale punta invece ad abbassare di un ulteriore 5% entro il 2026 gli standard di efficienza in fatto di consumi, in modo da favorire l’acquisto e la produzione di vetture con propulsori tradizionali. 

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