Ultimo aggiornamento  24 gennaio 2022 07:32

Al Mauto la “collezione dell’evasore”.

Luca Gaietta ·

Potremo chiamarla la “collezione dell’evasore” quella esposta dal 17 luglio al Mauto (Museo Nazionale dell’Automobile di Torino). Raccoglie infatti un lotto di 17 modelli (14 auto e 3 motociclette) sequestrati dalla Guardia di Finanza due anni fa, nell’ambito di un’operazione denominata “Rien ne va plus”. Appartenevano ad un imprenditore genovese, dichiaratosi al fisco nullatenente e che formava, con la complicità di 8 prestanome, un gruppo criminale operativo tra Genova, Maranello, Montecarlo e alcune località della Costa Azzurra e del Regno Unito.

Vetture "ricercate"

I modelli sequestrati, che all’epoca stavano per essere messi all’asta in diverse fiere internazionali, superano nella stima il milione di euro e molti sono davvero dei “pezzi” rari molto ricercati, passateci il gioco di parole, soprattutto per quanto riguarda le auto.

Ci sono infatti ben 3 Ferrari, una Testarossa monodado immatricolata nel 1987, una 430 Scuderia e una 360 Challenge stradale. Una Lamborghini Diablo e una Murcielago LP 670-4 SV che è il 26esimo esemplare dei 185 prodotti complessivamente. Una Chevrolet Corvette C1 del 1958, una Fiat 500 Gamine Vignale e una Bmw Isetta 300. Ne abbiamo scelte 4 per raccontarvi un po’ la loro storia.

Chevrolet Corvette C1

La C1 è la prima Corvette della storia, prodotta dal 1953 fino al 1962. Nata con l'intento di offrire al pubblico americano una sportiva a basso prezzo, fu disegnata da Harley Earl che ideo per lei inizialmente una carrozzeria spider realizzata in fibra di vetro, essendo questo un materiale più facile reperire rispetto all’acciaio negli anni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

All’esordio, tuttavia, la C1 non ottenne il successo sperato. Il motore, un 6 cilindri di 3.9 litri da 150 cavalli abbinato ad un cambio automatico a soli due rapporti, non convinse il pubblico che vide come limite della vettura anche l’impianto freni a tamburo poco potente. Oltre a diversi problemi di costruzione tra i quali la non perfetta chiusura della capote che genera infiltrazioni di acqua nell’abitacolo. Vennero così apportate alla C1 diverse modifiche e migliorie nel corso degli anni che ne fecero un’auto sempre più desiderata soprattutto dai giovani. Arrivarono nella gamma i primi propulsori V8: compreso un 4.6 litri a iniezione, con cambio manuale a 4 marce, spinto nella potenza fino a 360 cavalli.

Nel 1957 la C1 fu prodotta in versione da competizione SS destinata a gareggiare alla "12 ore di Sebring". Era caratterizzata dal peso ridotto di soli 1.850 chili e abbinata a un propulsore da 307 cavalli con cui poteva raggiungere i 183 chilometri orari.

Fiat 500 Gamine Vignale

Basata sulla Fiat 500, disegnata da Alfredo Vignale si tratta di una piccola auto prodotta dalla omonima carrozzeria dal 1967 al 1971. A caratterizzarla era la struttura roadster a soli due posti che poteva essere coperta con un hard-top offerto come optional. Aveva lo stesso motore bicilindrico raffreddato ad aria di 499,5 centimetri cubici della Fiat 500 sport, con una potenza di 21,5 cavalli, capace di farle raggiungere una velocità massima di 97 chilometri orari. Non ebbe successo nel mercato a causa delle scarse prestazioni e il prezzo elevato e fu per questo costruita in pochi esemplari.

Ferrari Testarossa

Presentata al Salone dell'automobile di Parigi nel 1984 è stata l'erede della 512 BB da cui riprese gran parte della meccanica. Disegnata da Pininfarina, la Ferrari Testarossa era caratterizzata nello stile dalla carrozzeria dalla coda notevolmente allargata, dominata dalla grossa fanaleria rettangolare, e dalle grandi griglie laterali.

Sotto all'esclusivo vestito nascondeva un V 12 di 4.942 centimetri cubici, con una testata a 4 valvole per cilindro, che erogava una potenza di 390 cavalli. Sufficiente a spingere la vettura ad oltre 290 chilometri orari di velocità, facendole toccare i 100 in 5,8 secondi. Numeri elevati per l’epoca che la Testarossa poteva gestire grazie a soluzioni tra cui il retrotreno dotato di doppi ammortizzatori. In tutto ne sono stati prodotti 7.117 esemplari.

Isetta

La Isetta è una microvettura prodotta dalla 1953 al 1956 dalla Casa automobilistica italiana Iso di Bresso e successivamente, dal 1955 e il 1962, dalla tedesca Bmw. A caratterizzarla nell'aspetto era la particolare carrozzeria con il grande portellone anteriore, per facilitare l’accesso a bordo, che inglobava praticamente l'intera sezione frontale. Dotata di una meccanica con le due ruote posteriori ravvicinate, prevedeva all’esordio un motore a due tempi mutuato dalla Iso 200, portato per l’occasione a 236 centimetri cubici e 9,5 cavalli, associato a una trasmissione a 4 marce collegata alla trazione posteriore.

È stata l'automobile con motore monocilindrico più apprezzata nella storia, con 161.728 unità vendute. Ed anche la prima al mondo prodotta in serie capace di bassissimi consumi di carburante: appena 3 litri per fare 100 chilometri. Nella versione 300, prodotta sotto l’ala Bmw, fu dotata di un motore monocilindrico da 297 centimetri cubici e 13 cavalli.

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