Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2021 10:22

Pony.ai, autonome a Shanghai.

Redazione ·

La corsa cinese all’auto autonoma diventa sempre più affollata. La start up Pony.ai ha annunciato – di comune accordo con la municipalità di Shanghai – l’inizio di test di una sua flotta di vetture driverless nel popoloso distretto di Jiading, nel nord ovest della città dove vivono circa 1.5 milioni di persone.

Si tratta della stessa area nella quale operano già altre due società che stanno sviluppando servizi di robotaxi, Didi (che ha iniziato l’attività in un’area delimitata del quartiere solo due settimane fa) e Auto X, quest’ultima finanziata dal colosso Alibaba.

Pony-ai non ha chiarito quante auto verranno schierate in strada né i termini temporali dell’esperimento. La startup, con quartier generale nella Silicon Valley e nella città cinese meridionale di Guangzhou, ha una valutazione oltre 3 miliardi di dollari, dopo essersi assicurata all'inizio del 2020 un finanziamento da 462 milioni da una cordata di imprenditori guidata dal colosso automobilistico giapponese Toyota.

La  sua flotta composta da oltre 100 veicoli ha percorso un totale di oltre 2,5 milioni di chilometri in Cina e negli Stati Uniti in modalità driverless, circa un decimo di quello registrato dall'unità a guida autonoma di Google, Waymo.

Concorrenza agguerrita

Anche Weride, una startup dedicata alla guida autonoma e sostenuta dalla Alliance Renault-Nissan-Mitsubishi, ha dato il via al suo programma robotaxi con una flotta di 20 veicoli Nissan nella sua città natale di Guangzhou alla fine dell'anno scorso.

La stessa società ha ricevuto solo alla fine della scorsa settimana il via libera per per testare 10 auto a guida autonoma senza autisti di sicurezza sulle strade pubbliche della metropoli. Per Weride si tratta di un enorme passo avanti: la società è infatti soltanto la seconda al mondo a effettuare prove con veicoli senza conducente su strade aperte, dopo Waymo.

Problema costi

Anche se molte aziende si stanno muovendo nella direzione dello sviluppo di forme di mobilità con auto senza conducente, uno dei problemi fondamentali rimane quello dei costi. Didi ha fatto sapere che ognuna delle sue Volvo driverless – equipaggiata con 20 sensori, di cui tre lidar, radar e 7 telecamere di alta precisione – costa l’equivalente di oltre 125mila euro. Secondo i piani annunciati, Didi vorrebbe averne a disposizione dei clienti sulla propria app di taxi condivisi oltre 1 milione nel 2030.

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