Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2020 00:09

Tanti soldi sulle elettriche.

Angelo Berchicci ·

Le fortune borsistiche di Tesla si riflettono anche sui concorrenti. Sulla scia dei successi dell’azienda di Palo Alto, che è ormai ampiamente la Casa automobilistica con la maggior capitalizzazione di sempre (286,49 miliardi di dollari), gli investitori stanno guardando con maggior interesse alle startup di auto elettriche. Non è un caso, infatti, che tre di queste, Rivian, Fisker e Karma, abbiano ricevuto nell’ultimo mese sostanziosi investimenti.

Sono molte le piccole realtà che sperano di ripetere l’ascesa della Casa di Elon Musk, e magari insidiarne il primato tra i costruttori di auto a batteria. Una prospettiva che fa gola tanto agli imprenditori quanto agli investitori, attratti anche dai buoni risultati fatti registrare dall’azienda specializzata in veicoli a idrogeno Nikola, che dopo aver debuttato sul mercato borsistico lo scorso mese ha subito raddoppiato il prezzo delle sue azioni.

Non solo Ford e Amazon per Rivian

La prima a sperimentare il clima di rinnovata fiducia verso le startup elettriche è stata Rivian. L’azienda guidata da RJ Scaringe ha ricevuto un finanziamento di 2,5 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro) per implementare i suoi piani futuri. Non solo si tratta della cifra maggiore raccolta dalla Casa di Plymouth in un unico round di investimento (lo scorso anno ha ottenuto un totale di 2,85 miliardi di dollari in quattro tornate), ma a cambiare è anche l’origine della liquidità: non più Ford e Amazon, i due principali partner della Casa, ma fondi di investimento esterni e agenzie specializzate in operazioni finanziarie, come T. Row Price Associates, Baron Capital Group e Soros Fund Management, facente capo al magnate George Soros.

Nonostante queste manifestazioni di interesse da parte della finanza americana, Scaringe ha dichiarato di non essere interessato a quotare Rivian a Wall Street. “Siamo grati per questo forte supporto ricevuto da parte di nuovi investitori. Il denaro sarà utilizzato per i tre debutti programmati nel 2021, il suv R1S, il pick-up R1T e il furgone per le consegne di Amazon. Ci assicureremo che la catena di distribuzione e il sistema industriale siano in grado sin da subito di gestire notevoli volumi di produzione”.

Fisker valuta il debutto a Wall Street

Anche Fisker, azienda con sede a Los Angeles fondata dall’ex designer di Bmw e Aston Martin Henrik Fisker, ha recentemente annunciato un finanziamento di 50 milioni di dollari (44 milioni di euro) da parte del miliardario americano Louis Bacon. Una cifra che faciliterà l’entrata in produzione a partire dal 2022 del suv a batteria Ocean, presentato a gennaio 2020 al Consumer Electronics Show.

Oltre alla produzione della sua prima vettura, nei piani di Fisker c'è anche il debutto in Borsa. L'azienda ha appena annunciato l'ipotesi di una fusione con la Spartan Energy Acquisition, una società quotata a Wall Street utilizzata dalla banca di investimento Apollo Management per raccogliere fondi e finanziare progetti in campo energetico.

Secondo le stime, in seguito al matrimonio tra le due società l'offerta pubblica di acquisto potrebbe raggiungere i 2,9 miliardi di dollari (2,5 miliardi di euro), con ricavi lordi di almeno 1 miliardo di dollari per Fisker. Dopo la diffusione delle prime notizie sull'operazione le azioni della Spartan hanno visto una rivalutazione del 19,4%.   

Karma punta sull'elettrico

Sono 100 i milioni di dollari (88 milioni di euro) raccolti invece da Karma Automotive, Casa controllata dalla cinese Wanxiang, la quale ha acquistato i diritti su prodotti e strutture dopo il fallimento della precedente azienda di Henrik Fisker. Oggi la società produce la Revero GT, una berlina ibrida plug-in ad alte prestazioni, ma punta a sviluppare anche un’ammiraglia e una supersportiva completamente elettriche.

Secondo la Casa per avviare questi progetti serviranno almeno altri 300 milioni di dollari (265 milioni di euro), da raccogliere sia ampliando la platea di investitori, sia aumentando il contributo di quelli attuali. Il fine sarebbe anche quello di diminuire la quota della controllante cinese, e rendere più semplice per la società stipulare contratti di fornitura con il governo americano. La Casa, infatti, punta a inserirsi anche nel redditizio settore dei veicoli commerciali, sviluppando un furgone elettrico che possa fare concorrenza a quello di Rivian.  

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