Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2020 22:31

Hamilton, la Ferrari e il razzismo.

Paolo Borgognone ·

Un grazie al suo team – ma anche ai meccanici della Red Bull -  per aver messo il ginocchio a terra a sostegno della campagna Black Lives Matter durante l’inno nazionale austriaco al Gp di Stiria e una tirata d’orecchi a Ferrari che invece, come scuderia, non ha ancora fatto sentire la sua voce. L’impegno del sei volte campione del mondo Lewis Hamilton per portare la consapevolezza sui problemi del razzismo all’interno del paddock della F1 continua.

Prima di stracciare gli avversari in pista, il pilota di Stevenage ha simbolicamente confermato la propria partecipazione alla campagna, insieme a 11 altri colleghi che si sono inginocchiati accanto a lui molti dei quali con la t-shirt nera simbolo dell'iniziativa. Tra questi il ferrarista tedesco Sebastian Vettel, mentre il monegasco Charles Leclerc – che comunque a parole non ha fatto mancare il proprio appoggio alle prese di posizione di “The Hammer” – anche questa volta come già la settimana precedente ha preferito non inginocchiarsi.

Tutti uniti

“Vedere i meccanici di Red Bull prendere posizione è stato grande. Ma a livello di business, di scuderie, ancora alcuni tacciono. Prendete la Ferrari. E’ una realtà enorme, ci lavorano in migliaia ma ancora non hanno mai fatto sentire la loro voce, non si sono resi disponibili a sostenere la nostra lotta e non hanno detto cosa intendano fare del loro futuro. Abbiamo bisogno che tutto il nostro mondo, compresi gli organizzatori di Formula One e la FIA, parlino con una voce sola e dimostrino che tutti insieme stiamo combattendo uniti”.

Hamilton ha spinto per la creazione di una commissione che si batta per l’uguaglianza nello sport. “Penso che molta gente non abbia presente la situazione – ha detto ancora il campione del mondo – e c’è anche qualcuno che nega che un problema ci sia”.

Le parole di Ferrari

“L’uguaglianza di opportunità e trattamento – ha recentemente detto il ceo di Ferrari Louis Camilleri ritirando un premio proprio per la parità tra i dipendenti – non è solo una questione di equità è un pilastro fondamentale per attrarre e trattenere i talenti, favorire la crescita a lungo termine e nutrire l'innovazione”.

Se Vettel è apparso in prima linea al fianco di Hamilton, Charles Leclerc ha scelto invece un profilo diverso. In entrambi i Gp austriaci ha partecipato alla cerimonia, nel secondo caso vestendo la t-shirt con la scritta “End Racism”, ma ha deciso di non inginocchiarsi. “ La F1 – sono state le sue parole – ci ha lasciati liberi di comportarci come volevamo. La scritta era ben leggibile sulla maglia, è quello il messaggio principale che vogliamo arrivi a tutti”. 

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