Ultimo aggiornamento  26 novembre 2022 20:08

Regno Unito, Lotus assume.

Colin Frisell ·

LONDRA - Il costruttore britannico Lotus ha annunciato l’intenzione di ampliare il settore dedicato alla lavorazione dell'acciaio e dell'alluminio nel quale sono preparate le strutture su cui vengono costruite le sue vetture sportive, Evora, Exige ed Elise.

La novità comporterà l’assunzione di 125 persone nello stabilimento Hurricane Way a Norwich, dove nascerà un polo di sub-assemblaggio ad alta tecnologia. L’impianto non si limiterà a soddisfare le richieste della Casa madre ma servirà anche per altri marchi che potranno ordinare dei pezzi di altissima precisione.

Lotus ha annunciato che i primi 50 posti a disposizione saranno coperti immediatamente, mentre l’assunzione dei restanti 75 operai specializzati avverrà progressivamente nei prossimi mesi.

Business in espansione

David Hewitt, direttore esecutivo delle operazioni di Lotus Cars, ha dichiarato: "Riunendo le strutture di produzione di telai in alluminio e sub-assemblaggi in acciaio in un'unica struttura, possiamo migliorare ulteriormente l'efficienza e la produttività. Trovarci fisicamente vicino al quartier generale di Lotus a Hethel, nel Norfolk, dove sono montate tutte le nostre auto, andrà a beneficio del business."

Il progetto di Lotus si è concretizzato anche grazie all’aiuto della New Anglia Local Enterprise Partnership, una organizzazione mista pubblica e privata che ha lo scopo di favorire lo sviluppo occupazionale e tecnologico dell’area orientale dell’Inghilterra. Chris Starkie, Ceo dell'organizzazione, ha commentato: "Siamo lieti di aver aiutato Lotus a completare questo accordo per sviluppare un nuovo impianto di produzione a Norwich, un gesto che sottolinea l'impegno di questo marchio globale nei confronti della nostra regione".

Situazione grave

La notizia delle assunzioni presso Lotus è importante soprattutto perché in controtendenza con quanto sta accadendo nel settore automotive del Regno Unito dove la crisi del Covid-19 si è aggiunta agli effetti della contrazione del mercato globale e alle incertezze per la Brexit, creando una situazione difficile nella quale si stanno perdendo molti posti di lavoro.

Poche settimane fa Jaguar Land Rover (di proprietà degli indiani di Tata) ha annunciato il taglio di altri 1.100 dipendenti, dopo i 4.500 esuberi ci cui si è parlato a gennaio 2020. Anche Bentley a inizio giugno ha comunicato di prevedere 1.000 licenziamenti, così come Aston Martin – alle prese con una crisi che pare irreversibile nonostante l’intervento di nuovi finanziatori – che ne preannunciati 500.

Problemi, per ora senza addii traumatici ma con una riduzione del personale con contratto temporaneo, anche per l’impianto Nissan di Sunderland, mentre Ford ha già annunciato che chiuderà la fabbrica di motori a Bridgend in Galles a fine anno. 

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