Ultimo aggiornamento  13 agosto 2020 16:27

Renault, l’ora dell’elettrificazione.

Edoardo Nastri ·

ARESE - Renault mette le batterie ai suoi modelli termici di maggior successo in Europa: Clio e Captur. Il costruttore francese punta attraverso l’elettrificazione delle sue vetture di volume a rispettare le norme sui limiti di emissioni di CO2 di 95 grammi per ogni chilometro percorso imposti dall'Unione Europea a partire da gennaio, pena multe salate. Sono due i livelli di ibridizzazione disponibili previsti: tradizionale (full hybrid) o plug-in, il primo per la Clio, il secondo per il crossover Captur e anche per Mégane station wagon.

I modelli hanno tutti lo stesso motore termico, un 1.6 aspirato a benzina sviluppato dall’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi “appositamente modificato per adattarsi perfettamente alle esigenze dell’ibrido”, assicurano gli ingegneri francesi in collegamento da Parigi. Abbiamo guidato le versioni elettrificate di Clio, Captur e Mégane presso il centro di guida sicura ACI Sara di Arese, vicino a Milano.

Clio: fluida e parca nei consumi

La Clio arriva sul mercato italiano in versione full hybrid utilizzando uno schema propulsivo “tutto nuovo e derivato dall’esperienza maturata dal team Renault di Formula 1”, dice Nicolas Espesson, responsabile dell’ottimizzazione delle prestazioni per la divisione Renault Sport Racing. La Clio E-Tech Hybrid ha tre motori: due elettrici, il primo con funzione motrice e il secondo che svolge le mansioni di starter e generatore, e uno termico (1.6 benzina). I propulsori a zero emissioni sono alimentati da un pacco batterie da 1,2 chilowattora. La potenza complessiva sviluppata dal sistema è di 140 cavalli con emissioni di CO2 pari a  96 grammi per chilometro.

La piccola francese stupisce per fluidità di marcia, merito anche del nuovo cambio Multi-Mode senza frizione né sincronizzatore, e grande confort di bordo. I tre motori lavorano insieme offrendo una spinta più che buona quando necessario, mentre per la massima efficienza bisogna modulare correttamente l’acceleratore per fare in modo che il propulsore elettrico subentri il più possibile.

Presa un po’ di confidenza, i risultati arrivano: la Clio ibrida parte sempre in elettrico, sgravando così il motore termico del maggior sforzo e, su una media di 40 chilometri percorsi tra città, tangenziale e strade extraurbane, il computer di bordo alla fine del test segnava 4,6 litri per 100 chilometri. Un dato decisamente vicino a quello di omologazione nel ciclo Wltp, pari a 4,4 litri per 100 chilometri.

Un buon risultato, perfettamente sovrapponibile a quello di un diesel di pari potenza. Come tutte le full hybrid (che si ricaricano da sole con frenate e rilasci) anche la Clio non è pensata per grandi percorrenze in elettrico, la sua forza piuttosto è la costante collaborazione tra i due sistemi. Premendo sulla console centrale il tasto “Ev” la francese può comunque percorrere dai tre ai cinque chilometri a zero emissioni. Prezzo di partenza da 21.950 euro.

Captur: la plug-in più economica sul mercato

Per la crossover Captur, Renault ha scelto la propulsione ibrida plug-in. Il motore termico è sempre il 1.6 aspirato a benzina, ma questa volta il pacco batterie che alimenta il motore elettrico, e va ricaricato alla presa di corrente, è da 9,8 chilowattora, un valore che le assicura una percorrenza a zero emissioni di circa 50 chilometri (valore rilevato dalla nostra prova, 65 chilometri il dato dichiarato). Il sistema ha una potenza complessiva di 160 cavalli con emissioni di CO2 pari a 32 grammi di CO2 per chilometro.

In marcia, se si viaggia con le batterie cariche, la Captur E-Tech Plug-in Hybrid sfila nel silenzio più totale con un assetto che predilige il confort alla sportività. Un dato corretto per la tipologia di vettura, che ha interni spaziosi e qualitativamente migliorati rispetto alla precedente generazione. La modalità “Pure” consente di utilizzare solo il motore elettrico, mentre con la X il sistema decide autonomamente come gestire la propulsione.

Portando la leva del cambio automatico su “B”, la Captur può essere guidata con un solo pedale: al rilascio dell’acceleratore la vettura rallenta in maniera vigorosa fino a raggiungere i 7 chilometri orari e si accendono gli stop. Il sistema, che simula un freno motore, ricarica in parte la batteria e permette di risparmiare anche le pastiglie dei freni.

La dinamica risente un po’ del peso non proprio piuma (1.564 chilogrammi a vuoto) a causa del pacco batterie posizionato nel pianale, ma non è un problema perché la Captur non è certo un'auto nata per correre. La Captur plug-in è l’ibrida ricaricabile più economica del mercato: 32.950 euro incentivi statali esclusi. 

A livello di propulsione le stesse sensazioni si ritrovano sulla Mégane. La station wagon francese ha una dinamica migliore portata per natura dalla sua architettura visto il baricentro più basso, ma non ha ancora le migliorie qualitative, soprattutto negli interni, portate dalle nuove generazioni di Clio e Captur. I prezzi della Mégane ibrida plug-in sono in fase di definizione. 

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